Pensioni & pensioni

22/mar/2014 18:38:18 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Italia, 2014

Pensioni & pensioni

Ci sono in Italia le pensioni d’oro, quelle di altri metalli preziosi, i grassi assegni e stipendi di certe caste, le rendite finanziarie illecite o sospette, gli onorari di chi occupa decine di poltrone contemporaneamente, i compensi tanto stratosferici quanto immeritati dei top manager, e poi ancora tanti allegri vitalizi, le baby pensioni, le pensioni doppie, triple o plurime, le pensioni ai mafiosi, quelle indebitamente incassate dai non aventi diritto, quelle false di invalidità, quelle vere illegalmente gonfiate, …

... poi ci sono le pensioni “versate”, quelle da reddito di lavoro dipendente, guadagnate in modo pulito, trasparente e cristallino; tra queste, quelle comprese nella fascia medio-bassa di euro 1500/3500 netti (circa 2300/6000 lordi), dignitose ma non d’oro, sono sempre più considerate aggredibili da un po’ tutti i Governi e finanche da alcuni Sindacati, e queste pensioni, bloccate qualche anno fa nella loro legittima ancorchè esigua rivalutazione annua (adeguamento ISTAT al costo della vita), restano a tutt’oggi “ferme, congelate e dimenticate” rispetto all’inflazione.

Questi redditi da pensione, pur essendo frutto di perlomeno 35 anni di lavoro e contributi versati, sono destinati a ridursi sempre di più sia rispetto alle altre categorie sia rispetto appunto al costo della vita. Non basta, la perenne necessità del nostro apparato statale che, povero di coraggio, competenze e fantasia, racimola sempre i quattrini non dove deve ma dove può sta di nuovo inducendo gli incaricati dei tagli a rivolgere lo sguardo verso le pensioni; quali? Quelle appunto “versate” e di fascia medio bassa o meglio poco più che minima.

Chiedo a gran voce al Governo, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ai Sindacati se e quando l’impoverimento di queste pensioni si arresterà ed esse torneranno ad essere agganciate al costo della vita, mettendo così fine ad un provvedimento ingiusto, illeggittimo e forse anticostituzionale.

Chiedo a gran voce a queste istituzioni di cancellare questo sopruso ristabilendo un amministrativamente corretto status quo ante, revocando una scelta scellerata che sta soffocando tanti pensionati e famiglie e restituendo loro tutto il sottratto.

La mia mozione è pervasa da amarezza e rabbia, non soltanto per la vicenda in se ma in quanto vissuta in un’epoca caratterizzata da diffusa corruzione, massicci sperperi della pubblica amministrazione, false invalidità, vere evasioni fiscali, in poche parole l’illegalità assurta a sistema.

Al di la poi del fatto che l’auspicato sblocco delle pensioni è cosa moralmente onesta e legale, sussistono altre considerazioni; il reintegro dell’indicizzazione andrebbe a vantaggio dell’economia generale e costituirebbe, specialmente per i giovani, un segnale positivo e tangibile, da parte di uno Stato e di un’organizzazione previdenziale in cui si può ancora o nuovamente credere.

Certo, mi rendo conto che, a fronte delle ragioni qui esposte, i “manovratori” alla guida del Paese obietteranno: la situazione dei conti pubblici e dell’economia italiana è in emergenza e perciò bisogna rispondere con misure omonime. È vero e allora forza con una vera, ampia e coraggiosa spending review ; per dirne un paio di cui non si parla più: l’abolizione dei cosiddetti enti inutili e delle auto blu. È vero, Renzi ha messo in vendita cento auto blu: ma il parco nazionale delle auto (ma anche barche e jet) di rappresentanza o servizio, blu, grigie o bianche, non ammonta forse a 72000? (sic!)  

Il primo taglio io lo farei proprio alla pluricitata e abusata espressione: chiamiamola rivisitazione del risparmio piuttosto che della spesa! Chissà che non ci aiuti a scoprire dove e come risparmiare.
Mentre scrivo però altre domande si accavallano nella mia mente; una per tutte: a questo nostro Paese ed alla sua gente rimane una qualche speranza, una via di uscita e di ripresa? Io, per quello che può contare la mia opinione, credo proprio di si ma ritengo pure che occorra far presto, molto presto e serva intervenire bene, molto bene.

Virgilio Conti   

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