L'emergenza rifiuti nel terzo mondo

19/ott/2004 21.44.53 Andrea Pietrarota Contatta l'autore

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Andrea Pietrarota
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Da: "andrea.pietrarota"
Data: Tue, 19 Oct 2004 18:40:59 +0200
A: "pietrarotaa"
Oggetto: L’emergenza rifiuti nel terzo mondo

L’emergenza rifiuti nel terzo mondo
l’impegno di ISWA e delle imprese insieme alle agenzie internazionali, dalla
banca mondiale all’ONU

Il ministero dell’Ambiente annuncia le riforme in programma per la gestione
dei rifiuti. L’Ama presenta i progetti di cooperazione, in Senegal un
esempio di gestione sostenibile


L’allarme rifiuti nel Paesi in via di sviluppo
L’emergenza rifiuti nei Paesi in via di sviluppo è stato il tema al centro
della seconda giornata del Congresso Internazionale ISWA 2004 (International
Solid Waste Association), l’associazione di enti pubblici, aziende private
ed esperti che si occupano di rifiuti in tutto il mondo.
L’esempio dell’Ama: dalla gestione dei rifiuti a Roma ai progetti nel Terzo
mondo
Un esempio brillante di cooperazione sociale avanzata è il lavoro dell’Ama
nel mondo. L’azienda incaricata della gestione dei rifiuti a Roma ha creato
Ama International che è diventata un punto di riferimento mondiale del
settore. Attualmente la società lavora in Egitto, Senegal, Angola, Honduras,
Panama, Colombia, Repubblica Dominicana, Polonia, Bulgaria e Romania. Mentre
sono in corso trattative con l’Algeria, l’Iran e gli Emirati Arabi. In
Senegal è stata creata Ama Senegal che gestisce i rifiuti dell’intera
regione, 2 milioni e 700 mila persone, raccogliendo e trattando ogni giorno
1300 tonnellate di rifiuti.

La cooperazione internazionale: Unep e Banca Mondiale sempre più coinvolte
Contro le discariche inquinanti sono scesi in campo le grandi agenzie
internazionali che segnano il passo in tema di cooperazione. “Oggi la World
Bank ha in corso 20 progetti per la gestione dei rifiuti per un totale di
4,5 miliardi di dollari - ha detto Isabelle Paris - e altri 20 sono in via
di definizione. La prevista entrata in vigore del protocollo di Kyoto
aumenterà notevolmente l’interesse di questi progetti nel Terzo Mondo in
quanto permettono di ridurre le emissioni. A Durban, in Sudafrica, la World
Bank sta finanziando un progetto che prevede di bonificare le tre discariche
della metropoli, riducendo le emissioni inquinanti in modo diretto, e
utilizzarle per produrre energia elettrica, riducendo così altre emissioni
inquinanti in modo indiretto.
“Nel terzo mondo i rifiuti non sono solo un problema ambientale - ha detto
Fritz Balkau dell’Unep (United Nations Environmental Program) - ma in primo
luogo un problema di risorse e sviluppo”. La questione però va affrontata
con una politica che prenda in considerazione l’intero ciclo dei prodotti,
dalla produzione al consumo, così come indicato al Summit mondiale sullo
sviluppo sostenibile a Johannesburg. Spesso i programmi di cooperazione
internazionale non sono ben accettati dalle comunità locali che non vengono
sufficientemente coinvolte.

Il caso argentino: l’unica raccolta è quella dei “cartoneros”
“La gestione dei rifiuti urbani è un’emergenza drammatica nei Paesi in via
di sviluppo” ha detto il ministro dell’Ambiente argentino Atilio Savino.
L’Argentina è uno dei paesi con la più alta percentuale urbana al mondo: il
90% dell’intera popolazione. Solo a Buenos Aires vive un terzo degli
argentini. Le città, prese d’assalto da ondate migratorie provenienti dalle
zone rurali, non sono preparate ad accogliere i nuovi venuti con i servizi
adeguati. In Argentina ci sono discariche a cielo aperto dove i poveri
scavano alla ricerca di cibo. La popolazione corre seri rischi sanitari e
l’unico sistema di raccolta sono i “cartoneros” che vanno in giro a
raccogliere carta e ferro per rivenderli. Il danno è enorme a livello
nazionale, ma anche a livello internazionale perché gli export non hanno i
requisiti ambientali per essere accettati all’estero. Ora il governo
argentino sta mettendo a punto una strategia nazionale per affrontare
l’emergenza rifiuti che non entrerà in azione prima della metà del 2005
coinvolgendo le autorità locali e le organizzazioni non governative. “Ma
abbiamo bisogno di aiuto dall’estero - ha aggiunto Savino - soprattutto per
quanto riguarda il know-how”. Le competenze tecniche in questo caso dono
fornite proprio dall’ISWA (International Solid Waste Management)

Presentata la ricerca sul recupero dell’olio usato
Nell’ambito dei lavori di Iswa 2004, il Consorzio Obbligatorio Oli Usati ha
presentato i risultati di una ricerca condotta, per la prima volta in
Italia, insieme a Eniteconologie e General Consult, allo scopo di valutare
la quantità potenzialmente recuperabile di olio usato e, di conseguenza, i
margini di miglioramento della raccolta. Per quel che riguarda il settore
dell’autotrazione, il livello teorico di recupero è circa il 51%
dell’immesso al consumo, il Consorzio attualmente raccoglie il 45%. Mentre
nel comparto industriale il livello teorico di recupero è circa il 33%
dell’immesso al consumo e il Consorzio raccoglie il 26%.
La media tra i due settori evidenzia un potenziale complessivo di
recuperabile del 41% dell’olio immesso al consumo. Questo dato consente una
valutazione della performance di raccolta del Consorzio che, sulla base dei
dati 2003, è pari all’84% dell’olio usato raccoglibile.

Durante il Convegno, il professor Mannheimer ha presentato i risultati
dell’indagine Mopambiente sull’evoluzione dei comportamenti ambientali degli
italiani e il grado di conoscenza delle problematiche connesse ai
lubrificanti usati. La ricerca evidenzia, anzitutto, che il rischio per
l’ambiente rappresentato dai lubrificanti usati è avvertito come molto grave
dal 54% degli intervistati. Un dato rilevante per orientare l’attività del
Consorzio è che circa il 6% degli italiani effettua personalmente il cambio
dell’olio della propria autovettura.

Due decreti modificheranno la gestione dei rifiuti in Italia
Appena sarà approvata la legge sulla delega ambientale la politica italiana
sulla gestione dei rifiuti sarà ridisegnata con due decreti. L’ha annunciato
questa mattina Paolo Togni, capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente.
“Quando la legge delega sarà approvata alla Camera, prevedibilmente a
novembre - ha specificato Togni - il Ministero interverrà anche sulla legge
Ronchi del ’97”.
Il primo dei due decreti infatti servirà a sostituire la “logica
prescrittiva” del decreto Ronchi con una “logica prestazionale” che
indicherà gli obiettivi da raggiungere in tema di rifiuti e lascerà le
imprese libere di trovare la soluzione più efficiente. Il secondo decreto,
invece, ridisegnerà il sistema della gestione assicurando che in tema di
rifiuti non intervenga denaro pubblico. Saranno dei soggetti privati,
responsabili delle loro scelte, ad essere i protagonisti. L’obiettivo del
nuovo decreto è anche di assicurare che in ogni ambito territoriale operi un
gestore unico, mentre oggi i Comuni possono di affidare i diversi servizi
come la raccolta, la selezione e lo smaltimento a differenti soggetti.
“Questo nuovo sistema - ha aggiunto Togni - permettendo la creazione di
imprese di dimensioni maggiori e più controllabili, renderà più difficile
l’infiltrazione mafiosa o di capitali sporchi nel business dei rifiuti”.
Ma fare le leggi è diverso dall’applicarle. “Lo dimostra la situazione dei
termovalorizzatori in Campania la cui costruzione è ostacolata dalle
proteste della popolazione. In Italia si fa un’informazione ambientale
ideologica basata su dati falsi - ha detto Togni - e per questo il ministero
dell’Ambiente ha istituito un ufficio per la comunicazione che ha in
programma investimenti a partire dal 2005 di 10 milioni di euro all’anno per
diffondere una cultura più razionale e garantire la possibilità di operare
con serenità. Una commissione scientifica poi sarà incaricata di valicare il
contenuto della comunicazione per accertare che non vi siano distorsioni”.
“ISWA Italia - ha dichiarato il Presidente R. Carlo Noto La Diega - prende
atto della determinazione del Ministero ad intervenire sulla normativa di
settore, condividendo una linea che vada sempre più in direzione di un
processo di semplificazione e deregulation del settore ed una maggiore
apertura alle iniziative delle imprese”.
“Auspichiamo inoltre - ha aggiunto il Presidente di ISWA Italia - un
coinvolgimento concreto delle imprese nella fase di definizione del
provvedimento di delega, ambito in cui ISWA può dare un contributo
significativo, derivante da una capillare e matura esperienza nella gestione
dei rifiuti a livello internazionale e nel nostro Paese”.


Gli altri interventi: il recupero dei materiali in Campania e l’impatto
degli inceneritori
Tra i molti interventi della giornata Antonio De Falco ha presentato al
congresso il progetto Eurecho per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti
dovuti alla costruzione o alla demolizione di edifici. Un sistema di
raccolta effettivo in tutta la regione Campania combinato con degli
impianti, uno per ogni provincia della regione, per il trattamento per il
recupero dei detriti. Paolo Stellacci dell’Università di Bari ha presentato
uno studio sull’impatto ambientale degli inceneritori.



Gli appuntamenti di domani

ROMA, BUENOS AIRES, MILANO, COPENHAGEN, HELSINKI, NAPOLI, SAN PAOLO DEL
BRASILE.
Le città del mondo a confronto sul tema difficile della gestione dei
rifiuti: dall`emergenza alle esperienze più avanzate.
Mercoledì 20 ottobre, Palazzo dei Congressi, ore 14,00
Partecipano:
Dario Esposito, Assessore Ambiente Comune di Roma
Domenico Tudini, Amministratore Delegato AMA - Roma
Masaru Tanaka, dell`Università Yokohama - Giappone
Abdul Rahaman M. Al-Shahri, Arabia Saudita
Claudia Ruberg, NATAU-SUP, San Paolo del Brasile
Lene Kristensen, Copenhagen City
Riitta Liisa Hahtala, Ex sindaco di Helsinki
Illuminato Monsignore, ASIA - Napoli
Carlo Petra, AMSA - Milano
Gabriela Faustinelli, Secretary of Production, Tourism - Buenos Aires
CIty



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