Intervista a Guido Guidesi, segretario provinciale Lega Nord. «Sottovalutato il problema dei profughi Tunisini»

20/apr/2011 18.05.44 Lodinotizie.it Contatta l'autore

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LODINOTIZIE • I tredici rifugiati politici, provenienti dalla Tunisia e decentrati in alcuni paesi del Lodigiano, se ne sono già andati, probabilmente conoscevano da tempo la loro destinazione finale. Questo nonostante la disponibilità di alcune amministrazioni che avevano messo a disposizione abitazioni e sostegno economico per un certo periodo di tempo. Dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno temporaneo della durata di sei mesi, si sono allontanati dal nostro territorio, facendo perdere le proprie tracce. E proprio su come è stata gestita questa emergenza sono nate alcune polemiche. In particolare la Provincia, nella persona del suo Presidente Pietro Foroni, è intervenuta sull’assoluta carenza di informazioni da parte della Prefettura che ha avvisato l’ente solamente dopo l’arrivo dei profughi.

Proprio su questo argomento è intervenuto anche Guido Guidesi (in foto), segretario provinciale della Lega Nord, che in una intervista in esclusiva ci ha sottolineato come «nonostante l’annuncio del Ministro Maroni di un flusso migratorio particolarmente numeroso, l’emergenza immigrazione è stata superficialmente gestita dall’Europa, senza alcun supporto e la minima condivisione di strategie comuni». In particolare, Guidesi, ha dichiarato che«anche nel Lodigiano c’è un preoccupante lassismo in merito a questo problema. In alcuni comuni del territorio, infatti, sottovalutando il fenomeno e minimizzando ogni potenziale conseguenza, gli immigrati sono stati accettati senza un preventivo, accurato ed auspicabile controllo. E’ quello che è successo, ad esempio, a Casalpusterlengo, dove la nuova Giunta di centro-destra ha trovato una situazione intollerabile e fuori controllo, nella quale, la precedente amministrazione di sinistra ha superficialmente, ma forse sarebbe più corretto dire insensatamente, aperto le porte agli immigrati non considerando il fatto che gli extra comunitari necessitano di accurati programmi d’integrazione, di un lavoro, di abitazioni adeguate ma sopratutto della inevitabile presa di coscienza di trovarsi in una società diversa dalla loro d’origine, che ha usi e tradizioni millenarie che sono il frutto del patrimonio culturale e sociale di ogni paese. E’ anche evidente, che gli stranieri che giungono in Italia vanno a stabilirsi nelle realtà territoriali nelle quali hanno maggiori garanzie di ottenere finanziamenti a fondo perduto, cosa che è successa a Casale. Comune dove, grazie ad una nuova politica, oggi le cose stanno cambiando e migliorando»

A Codogno – prosegue Guidesi – per fare un altro esempio, alle prossime elezioni amministrative della città, la sinistra ha presentato una lista mascherata da Lista civica, che prevede nel suo programma una “consulta immigrazione”. Ma che significato ha questa proposta? Proposte come queste, non sono a vantaggio del lodigiano, ma vanno nell’unica direzione, direi inevitabile, che è quella di trasformare il nostro territorio in “suq a cielo aperto”, dove la nostra identità culturale rischia di essere soprafatta dalla cultura dell’arroganza e del non rispetto. Non ammettere quello che sta accadendo, significa chiudere gli occhi di fronte ad una realtà in continuo mutamento che, nel nostro caso, significa nei fatti trasformare Codogno così com’è stata trasformata Casale dalla sinistra! Sono certo che tutti i codognesi capiscano l’importanza del fenomeno, e sono altrettanto certo che quando si recheranno alle urne sapranno fare l’unica scelta responsabile in difesa del loro territorio e sceglieranno noi, sapendo che solo attraverso il nostro operato, in difesa delle tradizioni e della nostra identità culturale, avranno garanzia di tutela e difesa dei loro diritti».

«E’ incredibile, ma sopratutto preoccupante, come il segretario provinciale del Pd cerchi una disperata strategia sul tema dell’immigrazione, i fatti dimostrano un dato inequivocabile: su questo tema, la sinistra ha sbagliato in ogni direzione, partendo dalla legge Martelli degli anni ’90, arrivando sui provvedimenti dell’ultimo Governo Prodi che, in totale controtendenza all’Europa, ha aperto le porte a 300.000 clandestini all’anno, attaccato la legge Bossi-Fini e smantellato delicati equilibri a difesa della nostra economia e del nostro territorio. Ancora oggi, abbiamo prova che l’atteggiamento della sinistra territoriale non si discosta da quella linea, le recenti dichiarazioni del sindaco di Lodi Gueirini, che propone di dare il voto agli immigrati, ne sono una prova che desta seria preoccupazione. Trovo incredibile e paradossale che venga ventilata solo l’ipotesi di concedere la possibilità di voto a persone che magari si trovano nel paese da pochi anni o addirittura pochi mesi, e concedergli l’opportunità di scegliere le sorti politiche e sociali di un paese quando magari non si conosce nemmeno la lingua e non si sa nulla del patrimonio culturale, civico ed economico tramandato con sacrificio per generazioni».

«Con la politica delle ‘porte aperte a tutti’ non si va da nessuna parte, l’integrazione è possibile quando si parte dal presupposto dell’integrale rispetto delle tradizioni di ogni società, del senso civico e della condivisione dei principi fondamentali di democrazia tipici di ogni stato di diritto.
Dimostrazione che il nostro metodo funziona è Treviso, dove amministriamo da 20 anni ed è la città con la miglior capacità di integrazione culturale, segno che il rispetto delle regole agevola non solo i cittadini italiani dal punto di vista della sicurezza, ma anche coloro i quali arrivano nel nostro paese decisi a rispettare le nostre leggi, la nostra identità culturale e i nostri valori.
La sinistra, in due anni al governo ha regolarizzato chiunque, nei comuni dove amministrano loro l’afflusso immigratorio è agevolato da politiche sociali che favoriscono gli extracomunitari a scapito dei cittadini italiani, questa è una realtà supportata da fatti e prove. Noi la pensiamo esattamente al contrario. E i cittadini lo sanno, e con la loro fiducia ci danno la forza per proseguire uniti nel nostro cammino in difesa dei loro interessi».

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