A Oricola “amianto a orologeria” in via L’Aquila

Le certificazioni di pericolosità del sito di ASL e ARTA sono di quasi quattro anni fa; il Comune di Oricola ha emanato un'Ordinanza di sgombero e bonifica del sito (da effettuarsi in trenta giorni) è scaduto da più di tre anni; il provvedimento di sequestro penale del sito è di quasi tre anni fa.

Persone Paolo Della Ventura Vai, Nella
Luoghi Abruzzi, Aquila, 'Arta, Avezzano
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05/giu/2011 17.46.35 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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A Oricola “amianto a orologeria” in via L’Aquila

L’ex fornace minaccia ambiente e salute pubblica

da vent’anni

Fonte: ilCapoluogo.it d'Abruzzo

 

A Oricola “amianto a orologeria” in via L’Aquila

Oricola, 3 feb 2011 – Una bomba ambientale pronta a esplodere, e che con estrema probabilità sta lentamente e silenziosamente deflagrando da quasi quattro anni. Un ex capannone industriale di circa 10mila metri quadrati di superficie, l’ex “fornace Corvaia”, oramai dismessa da anni minaccia, infatti, la salute pubblica da diversi anni. Situata in via L’Aquila, località Golfarolo, nel territorio comunale di Oricola, in un’area limitrofa ai territori di Carsoli, Pereto, Arsoli, Rocca di Botte, Riofreddo.

Tra i tanti elementi che lasciano a dir poco perplessi è che il capannone è situato al fianco di un aggregato urbano e posto quasi di fronte al depuratore delle acque reflue del comune, del Consorzio Acquedottistico Marsicano Spa di Avezzano. Come se non bastasse lì vicino c’è un laghetto di pesca sportiva, ed un corso d’acqua passa esattamente nel perimetro lungo dell’area abbandonata, sotto la quale ci sono i pozzi d’acqua delle abitazioni. Un insieme di elementi che fanno raccapricciare. Il sito è sottoposto a sequestro e sono ancora visibili sia i cartelli di avviso (quelli rimasti in piedi) che i materiali depositati nei pressi, dentro e fuori i cancelli: una vera auto discarica a cielo aperto.

Un assiduo lettore ci ha segnalato la pericolosissima situazione. La ASL di Avezzano-Sulmona e l’ARTA Abruzzo (l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente), avrebbero fatto le analisi dei materiali, con il risultato di avere a che fare con sostanze estremamente pericolose per la salute: amianto in matrice friabile del tipo crisotilo o asbesto bianco e crocidolite o asbesto blu; in altre parole, polveri di eternit che, se inalate, risultano letali e cancerogene anche a grandi distanze. Il capannone in cemento e amianto, abbandonato, diroccato e aggredito dagli elementi atmosferici che da vent’anni ne provocano sfaldamenti e crolli appare sempre più strutturalmente degradato ed al limite del collasso; il cedimento della costruzione aggraverebbe, se possibile, l’habitat in quanto accrescerebbe a dismisura il quantitativo delle microfibre amiantifere in aerodispersione.

Le certificazioni di pericolosità del sito di ASL e ARTA sono di quasi quattro anni fa; il Comune di Oricola ha emanato un’Ordinanza di sgombero e bonifica del sito (da effettuarsi in trenta giorni) è scaduto da più di tre anni; il provvedimento di sequestro penale del sito è di quasi tre anni fa. Il proprietario del sito è stato raggiunto da sentenza con ordine di bonifica da oltre un anno. Il giudizio ha prodotto una condanna di primo grado dal Tribunale di Avezzano, attualmente è in corso il secondo grado presso la Corte d’Appello dell’Aquila.

A tutt’oggi nell’area non risulta alcuna messa in sicurezza, nessuna rimozione dei materiali inquinanti, nessuna bonifica del territorio.

Il nostro lettore si dice sgomento e sconfortato, rimanendo –insieme a tutta la popolazione coinvolta e sottoposta a tale minaccia per la propria salute- “in attesa di veder attuato quanto disposto da ASL e ARTA, ordinato dal Comune di Oricola, sollecitato dalla Protezione Civile di Roma, dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia e dalla Prefettura dell’Aquila e, da ultimo, intimato dalla Procura di Avezzano: ma questa sentenza che nel settembre 2009 condannava la proprietà inadempiente è stata impugnata ed il procedimento penale, esperito appunto il primo grado di giudizio, ora pende innanzi alla Corte d’Appello dell’Aquila”. Egli lancia anche un appelloa tutte le istituzioni e, particolarmente, al Comune di Oricola, alla Provincia dell’Aquila ed alla Regione Abruzzo perché orientino la soluzione di questo caso verso l’unica praticabile, allo stato dei fatti, e cioè quella che passa per l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Pubblica Amministrazione, come previsto dalle Ordinanze Sindacali di Oricola, dalle leggi vigenti (D.L. n° 152/2006 - Norme in materia ambientale) e in nome dei principi di rispetto ambientale e sanitario in cui credono tutti coloro che ritengono di avere il diritto di respirare aria senza amianto e, non ultimo, in virtù del fatto che l’osservanza dei principi medesimi significa sempre un risparmio di vite e oneri sociali.”

La raccomandata

Infine, lo stesso, ci racconta di una raccomandata che ha inviato nello scorso novembre a Comune di Oricola, Procura della Repubblica (presso il Tribunale di Avezzano) e per conoscenza anche a Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare; Ministero della Salute; Prefettura dell’Aquila; Regione Abruzzo - Direzione Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia, Servizio Gestione rifiuti; Provincia dell’Aquila, Settore Politiche Ambientali; ARTA Abruzzo, Dipartimento Provinciale dell’Aquila, Sezione Amianto; ASL n° 1 Avezzano – Sulmona, Dipartimento di Prevenzione; Dipartimento della Protezione Civile di Roma; Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente; Guardia di Finanza. La raccomandata aveva ad oggetto l’ “esecuzione sentenza del procedimento n° 698/08 del Tribunale di Avezzano: rimozione amianto e bonifica sito ex fornace Corvaia di Oricola” in relazione ad una circostanziata documentazione ed indicata e all’ordinanza sindacale n° 21 (13.09.2007) del Comune di Oricola. Nella raccomandata si richiedeva “all’Amministrazione Provinciale, alla Protezione Civile ed alla Prefettura dell’Aquila di esortare i responsabili all’osservanza di doveri e responsabilità; alla Procura della Repubblica di Avezzano di intimare l’esecuzione di quanto stabilito nella sentenza; alle Autorità di Polizia e pubblica sicurezza di verificare e segnalare omissioni, violazioni e inadempienze; alle Autorità Sanitarie Locali, rappresentate dalla ASL di Avezzano-Sulmona e dal Sindaco di Oricola, nel ruolo di Ufficiale di Governo, di intraprendere le necessarie azioni a tutela della salute pubblica dei residenti nella località in oggetto; al Comune di Oricola di esercitare, se necessario, i poteri sostitutivi in ordine alla rimozione e smaltimento dei materiali pericolosi/amianto e alla bonifica del territorio; alla Regione Abruzzo di eventualmente concorrere alle spese e/o anticipare gli oneri economici che il Comune di Oricola non fosse in grado di sostenere”. Erano riportati in calce gli estremi di riferimento di una serie di documenti e di scambi di corrispondenza precedenti con: Procura della Repubblica di Avezzano, Comune di Oricola, Dipartimento Protezione Civile di Roma, Prefettura dell’Aquila, Amministrazione Provinciale dell’Aquila, ASL di Avezzano-Sulmona, ARTA Abruzzo e Regione Abruzzo.

di Paolo Della Ventura


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