Il sito industriale dell’ex fornace Corvaia, situato in località Oricola, confinante con Carsoli ed altri centri abitati, include una copertura di amianto in matrice friabile di circa 10mila mq e, vista l’ex destinazione d’uso, presumibili ulteriori parti non quantificate, ma sempre in forte stato di degrado, della stessa sostanza. Tale notevole quantitativo d’amianto, giacente incustodito ed abbandonato da circa 15 anni, pregiudica seriamente la salute
pubblica e l'ambiente circostante.
L'Ordinanza Sindacale di messa in sicurezza, smaltimento e bonifica emessa dal Comune di Oricola, sulla base dei rilievi condotti dalla ASL di Avezzano-Sulmona (servizi IESP e PSAL) e dall'ARTA dell'Aquila, unitamente alle esortazioni della Protezione Civile di Roma, della Prefettura dell'Aquila e degli stessi cittadini che da tempo segnalano questo pericolo e denunciano gravi problemi di salute, hanno preceduto l'operazione di sequestro penale, effettuata il mese scorso dalla Guardia di Finanza di Avezzano, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Avezzano, con la collaborazione del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Pescara.
All’operazione di sequestro si è accompagnata
- la posa in opera di una recinzione in rete metallica della struttura pericolante
- la denuncia del proprietario del sito (trattasi di persona fisica) per reati ambientali e, penalmente, per omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina.
Detti risultati, va detto, costituiscono, dopo tanti anni di inerzia, una concreta risposta delle istituzioni e perciò meritano apprezzamento e plauso.
Essi però non soddisfano le legittime istanze né accolgono le disposizioni di legge in quanto, di fatto, non mettono al riparo dall’amianto e non salvaguardano affatto la salute pubblica.
Ad oggi, in buona sostanza, gli obiettivi più auspicati ed importanti restano fuori dal ventaglio dei provvedimenti presi ed un’area molto estesa della Regione continua ad essere oggetto di grave e perdurante contaminazione da sostanze cancerogene e/o comunque estremamente nocive per la salute umana e per l’ambiente.
Al di là dei contributi economici, vorrei osservare che le lungaggini e le schermaglie burocratiche di rimpallo competenze e responsabilità hanno comunque costi economici e sociali e, soprattutto, non ci mettono al riparo, dai rischi e pericoli in gioco.
Mi permetto perciò di suggerire un intervento congiunto dei vari attori, armonizzando burocrazia e buon senso, concertando delle soluzioni che consentano di vivere, tutti, amministrati ed amministratori, un po’ meglio e con un po’ meno veleno nell’ambiente.
In tale ottica
http://lagramigna.blogspot.com/2008/01/amianto-la-regione-al-lavoro-per-il.html
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Prego pubblicare il presente Comunicato Stampa il cui contenuto è stato già trasmesso all’Assessore Franco Caramanico.
Ringrazio e saluto
prof. Virgilio Conti