Marco Galdi ed i pannolini lavabili

26/mar/2010 13.52.06 Barbarossa78 Contatta l'autore

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La conferenza di Copenhagen che si è svolta qualche mese fa trattava dei rischio concreto di collasso ambientale nel quale ci siamo arenati.
Se vi avessero partecipato Marco Galdi e il team di esperti che lo hanno aiutato nella scrittura del programma avrebbero parlato di pannolini lavabili.
I temi ambientali stanno dettando ed indirizzando la politica internazionale. Pare non accorgersene il programma di Galdi per cui l'ambiente è: aiuole fiorite, pannolini lavabili e sacchetti dell'umido conferiti all’alba.
Concetti come sostenibilità, riuso, riduzione del rifiuto, fonti rinnovabili, tutela delle biodiversità sono le sfide chiave del presente. Quelle su cui si gioca la qualità del nostro futuro e soprattutto di quello dei nostri figli.

Sostenibilità significa rendersi conto che abbiamo fatto e stiamo facendo un uso scellerato dell'ambiente. Abbiamo consumato troppo e male e se vogliamo lasciare qualcosa ai nostri figli  dobbiamo rivedere la nostra mentalità e le nostre abitudini. Non l'orario di conferimento dell'umido.

Non c'è una parola, manco di conforto, sulla questione del nucleare e della privatizzazione dell'acqua. Forse per non dispiacere i referenti nazionali favorevoli a centrali nucleari fuori casa nostra ed acqua a pagamento.

Quando si lancia in qualche proposta o mancano progetti o dice cose che non può fare. Per esempio non dice come promuovere il parco di Diecimare.
Dice che rimodulerà le zone rosse del nostro territorio. Ma il comune non ne ha il potere.
Dice che il 65% di raccolta differenziata è merito delle norme vigenti e dell'impegno dei cittadini, chi li governa non c'entra niente. Da che se ne deduce che erano i cavesi incivili a non fare la raccolta differenziata durante l'amministrazione precedente a quella di Gravagnuolo.

Propone di costruire cento ville (sarebbe interessante sapere dove vuole farle) per dare un polmone verde alla città senza spendere una parola per promuovere la diminuzione del traffico. Mi viene da pensare che più verde serva solo ad assorbire più gas di scarico.
Vuole realizzare nuove isole ecologiche. Ma queste ultime sono posti in cui i rifiuti sostano temporaneamente. Perché farne di nuove? Per lasciare l'immondizia a cava?

Non si parla seriamente di riduzione del rifiuto. A meno che si considerino incentivo alla riduzione dei rifiuti la distribuzione dei pannolini lavabili per neonati. I quali presentano un piccolo inconveniente in inverno. Si asciugano così difficilmente che il nostro bimbo dovrebbe fare la pupù ogni due giorni. Oltre a non considerare che i pannolini non li usano solo i bimbi.
Se si vuole perseguire su questa via consiglio di prendere in considerazione i pannolini usa e getta completamente biodegradabili e naturali.

Cava de' Tirreni ha bisogno di una politica ambientale che sappia unire le esigenze di sviluppo della città con problemi internazionali come inquinamento, perdità di biodiversità, tutela della salute del cittadino e del territorio.
La politica di Galdi lascia Cava fuori dal mondo.

di Marianna Borriello

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