Comunicato stampa del 01/11/2005

01/nov/2005 15.22.14 UDEUR Casagiove Contatta l'autore

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Comunicato STAMPA DI Antonio Santoro Consigliere comunale UDEUR Casagiove.

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Desidero esprimere un pensiero a proposito del processo di costruzione del centrosinistra casagiovese. Pur essendo d’accordo in linea di principio sulla necessità di non sprecare risorse preziose in polemiche interne debbo notare, però, che tutto potrebbe essere limitato da una maggiore capacità di ascolto delle parole degli altri. È pur vero che, come insegna la semiologia, ogni processo comunicativo è soggetto ad un ineliminabile livello di ambiguità foriero di fraintendimenti ma debbo constatare che ci troviamo di fronte a interpretazioni errate di un testo scritto. Sono andato a rileggere l’intervento di Claudio Molfino per cercare di capire in cosa avesse suscitato la reazione da parte dei ds Montuori e Moretti e non ci sono riuscito. Il nostro buon Molfino aveva soltanto fatto un esempio del tutto ipotetico per mostrare con la benevolenza che lo contraddistingue, che in un tavolo interpartitico si discutono soltanto le posizioni ufficiali dei partiti e non si può dar voce alle loro articolazioni interne soprattutto se minoritarie. Facciamo notare al buon Moretti che, fino a prova contraria, ogni partito è libero di decidere come organizzare le proprie rappresentanze se si accorge di non aver valutato bene le capacità dei propri delegati. È vero che in Italia tutti ci sentiamo autorizzati a dare conigli sulla formazione al CT della Nazionale, ma non occorre esagerare. Siamo felici di sapere che attualmente i DS hanno raggiunto la felicità e che godono della visione beatifica di Dio dopo gli ultimi aggiustamenti interni. Ma come dicevano i latini: ”exusatio non petita, accusatio manifesta”. Sorge il sospetto che il nostro Claudio abbia sbagliato esempio inavvertitamente toccando corde di disagio sotterranee. Per quanto riguarda il successivo percorso dell’interpartitico mi si permetta di dissentire dalla tendenza a considerare la stesura del programma come una panacea per ogni male. Le buone idee camminano sulle gambe degli uomini onesti e leali: incominciamo a ricercare onestà intellettuale e lealtà altrimenti il migliore programma del mondo rimarrà lettera morta. Infine pongo alcune questioni sul tappeto: siamo d’accordo che la figura ideale di sindaco sia una persona che garantisca dal punto di vista del buon governo e della lotta alle degenerazioni affaristiche? Siamo d’accordo che la discussione sul piano regolatore deve essere pubblica, improntata alla ricerca di soluzioni per lo sviluppo economico e delle attrezzature per la città e non oggetto di scambio con interessi  privati di qualsiasi natura? Siamo d’accordo sul fatto che il principale freno allo sviluppo di gran parte del mezzogiorno è la pervicace indisponibilità al rispetto delle norme e dei principi di equità e imparzialità dell’azione amministrativa che sono elemento imprescindibile di tutte le società sviluppate? Siamo d’accordo sul fatto che dietro ai grandi miti progressivi, democratici, del popolarismo (e chi più ne ha  e più ne metta) il demonietto della omologazione dei comportamenti con il centrodestra ha messo più volte il suo zampino? Siamo d’accordo su un codice deontologico da sottoscriversi da parte di chiunque possa aspirare a responsabilità nella gestione della cosa pubblica, con cui ci si impegni a non perseguire interessi e/o vantaggi personali pena la sua esclusione dalla compagine amministrativa? Mi fermo qui in attesa di risposte concrete.

Con preghiera di cortese pubblicazione e radio-tele-webdiffusione. I giornalisti che volessero richiedere altre foto in formato jpeg o contattare per ogni altra informazione possono rispondere a questa e-mail.

 

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