Comunicato STAMPA DI Antonio Santoro Consigliere comunale
UDEUR Casagiove.
Desidero spiegare perché sostengo la candidatura di Claudio Molfino alla carica di primo cittadino di Casagiove. Per far ciò prenderò in prestito le parole che don Luigi Sturzo scrisse in una lettera a Igino Giordani. In questa lettera don Sturzo ricordava che, in un’udienza, papa Pio XI aveva affermato che la politica appartiene alla virtù della carità. Aggiungeva poi che tale frase è stata dimenticata da tutti coloro che pensano che la politica sia arrembaggio, sfruttamento, mezzananza, arricchimento, predominio. In un altro passaggio aggiungeva che “la politica deve essere concepita come servizio alla collettività, come cooperazione al bene, come dovere di solidarietà e in certi casi come atto di giustizia”. Orbene ritengo che oggi Molfino incarni alla perfezione questo ideale. Voci di corridoio, invece, attribuiscono dubbi alla validità della candidatura Molfino e, dopo peana elevati alla sua correttezza e qualità umane, affermano che viste le caratteristiche e il modus operandi del probabile avversario che il centrosinistra si troverà ad affrontare occorrerebbe contrapporgli un personaggio simile per struttura mentale. Questi signori vogliono cioè introdurre in politica il concetto della cura omeopatica per cui un male si dovrebbe vincere con piccole dosi dello stesso fattore patogeno. Io invece ritengo che i cittadini casagiovesi vogliano proprio un personaggio come Molfino, cerchino un personaggio che li rassicuri per onestà personale, indisponibilità a farsi portatore di interessi personalistici, che garantisca dal punto di vista del buon governo e della lotta alle degenerazioni affaristiche. Un altro fattore non secondario che mi spinge a considerare validissima l’opzione Molfino è il constatare lo spettacolo degli sforzi sovrumani che un quotidiano fa da mesi, attraverso cronache destituite di ogni fondamento per mettere in cattiva luce il candidato dell’Udeur. Allora ci si inventa fughe verso il centrodestra, sconfessioni a Molfino oggi dal partito dei pensionati, domani dal partito Baath, l’altro giorno dal partito marxista-leninista e chi più ne ha più ne metta, in voli pindarici che di giornalismo non hanno nulla. Perché ci si riduce a questi mezzucci se non perché qualcuno teme la concorrenza di Molfino? Infine si usa l’argomento che egli ha perso le precedenti elezioni. Orbene le due situazioni non sono raffrontabili. Allora il centrodestra raccoglieva i consensi che fuoriuscivano a valanga dal centrosinistra in tutta la penisola e moltissimi erano i voti sul simbolo di Forza Italia che hanno fatto la fortuna di un Carneade che non ha saputo approfittare di questo bacio della Fortuna che non si ripresenterà più. Inoltre il buon Claudio, per un malinteso senso di lealtà politica, non volle distinguersi da disastrosi errori in precedenza commessi da personaggi che ora hanno anche l’impudenza di voler spiegare come si governa una città e di dare indicazioni programmatiche. Per questo allora gli fui avversario, dimentico della lezione di vita che non c’è limite al peggio. Ciò nonostante, pur danneggiato in maniera così grave dai fattori e dagli uomini che ho appena descritto Molfino raccolse un consenso personale notevolmente superiore alle liste che lo sostenevano.
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