MELANOMA: I RITARDI POSSONO OSTACOLARE LE CURE

16/mar/2012 11.51.42 Francy Antonioli Contatta l'autore

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L’immunoterapia può rappresentare il nuovo paradigma per trattare i pazienti colpiti da melanoma. “Per la prima volta dopo 30 anni assistiamo a una svolta nella lotta contro questa forma di cancro della pelle grazie a ipilimumab, un anticorpo monoclonale che stimola il sistema immunitario a riconoscere e distruggere il tumore”. Il prof. Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma, lancia un appello perché sia consentito quanto prima l’accesso anche in Italia al trattamento innovativo per i pazienti colpiti da questa grave malattia. “Ipilimumab è stato approvato in Europa nel luglio 2011, ma non è ancora disponibile nel nostro Paese – sottolinea il prof. Ascierto, che è anche Dirigente Medico dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ di Napoli -. Sono inaccettabili ulteriori ritardi, in particolare per un farmaco che ha cambiato la storia naturale del melanoma metastatico, migliorando significativamente la sopravvivenza. Questo vale anche per le terapie che si stanno affacciando nella lotta a questa patologia. Chiediamo che i clinici e i pazienti possano beneficiare quanto prima di questi trattamenti innovativi”. È la richiesta avanzata dal prof. Ascierto durante la presentazione di una nuova campagna di informazione sul melanoma. “Siamo di fronte a un sistema - aggiunge il prof. Ascierto – che, a causa dei tempi di latenza, rischia di creare discrepanze tra i nostri pazienti e quelli degli altri Paesi europei. E non si può parlare di un problema di costi, che non si discostano da quelli di altre terapie oncologiche nell’impatto sul sistema sanitario. Inoltre si potrebbero offrire benefici a malati con poche speranze”. Ogni anno nel nostro Paese muoiono 1500 pazienti colpiti dalla malattia nella fase avanzata. Il melanoma metastatico ha un tempo medio di sopravvivenza dopo la diagnosi di 6-9 mesi e questi malati non hanno prospettive.
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