sulla variante al prg

si è limitato soltanto a far registrare la sua assenza dalle operazioni di voto

04/mar/2006 08.29.46 UDEUR Casagiove Contatta l'autore

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Comunicato STAMPA UDEUR Casagiove.

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Per quanto riguarda le affermazioni fatte dal sindaco di Casagiove in merito alla vicenda dell’intervento della Giustizia sul piano regolatore cittadino, occorre fare alcune considerazioni. Per prima cosa chiediamo al signor sindaco come faccia  sapere quali sono le motivazioni che hanno mosso la magistratura nel richiedere copie degli atti relativi all’iter della variante. Come fa il signor sindaco a sapere che la magistratura ha individuato possibili ipotesi di reato soltanto nella ultimissima fase dell’iter di competenza del consiglio provinciale e non, ad esempio, su altre fasi del suo percorso? Ha egli assunto anche il ruolo di procuratore capo  presso il tribunale di Santa Maria CV? Questa uscita del tutto anomala del sindaco fa il paio con l’atteggiamento che egli ha tenuto nel corso delle ultime due conferenze dei capigruppo presso il comune di Casagiove in cui ha espresso dubbi di natura amministrativa proprio su quanto partorito dal consiglio provinciale sul prg di Casagiove. A questo punto il mistero si infittisce. Quanto elaborato dagli uffici provinciali, sintetizzato in particolare nella relazione del dirigente del settore patologia del territorio della provincia di Caserta, è stato oggetto di discussione della sesta commissione consigliare provinciale di cui Melone è vicepresidente. Questo documento è stato poi recepito all’unanimità dal consiglio provinciale nella seduta del 16 dicembre scorso. Nessun voto è stato contrario: sia maggioranza che opposizione hanno approvato all’unanimità quanto riportato nella proposta dirigenziale. Ci chiediamo allora: perché Melone non ha fatto verbalizzare i suoi dubbi nella seduta della commissione consiliare? Perché in tali verbali non troviamo uno straccio di suo intervento? Perché non vi è una minima, per quanto flebile traccia di suoi tentativi di dare impulso positivo ai lavori provinciali, improntato ad un “modus agendi” di legalità e trasparenza? Perché si è limitato soltanto a far registrare la sua assenza dalle operazioni di voto in commissione? Perché risulta assente nella seduta di consiglio provinciale in cui si è data approvazione al prg casagiovese? Come mai egli che ha sempre stragiurato sul suo amore per Casagiove e sulla sua volontà di portare a compimento alla variante, si è assentato dal consiglio provinciale invece di vegliare sui  destini della sua città? Tutto questo si aggiunge alla discrasie che abbiamo già messo in evidenza in molteplici occasioni sulla linearità del comportamento di Melone durante la sua gestione della variante.

 

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