Bernardini: incontro con i cittadini nel centro storico

20/apr/2011 14.17.38 Carlotta Tinti Contatta l'autore

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Elezioni sindaco Bologna – i militanti del Carroccio notano con piacere che nei vari incontri il candidato Manes Bernardini non pronuncia mai la parola “Lega”, molto probabilmente perché, suggerisce qualcuno, è candidato di rappresentanza anche per il Pdl. Lui si presenta solo con il suo cognome, è il simbolo a parlare del suo partito.  Via Rizzoli, alla fermata del bus, Bernardini si è presentato con in mano un pacco di cartoline, una ventina di penne-biro elettorali e un’altra ventina di accendini elettorali, in partica: un distributore di gadget in carne ed ossa. L’approccio non fruisce di comizio, è diretto, istantaneo. La maggior parte della gente accetta sorridendo, di tanto in tanto attaccando bottone. Capita, come ovvio, qualche piccolo scontro di sguardi. Non capita nulla di più spiacevole di questo, per lo più strette di mano e qualche parola di approvazione per la candidatura di un giovane in una città che pare averne davvero bisogno. Senza particolari spiegazioni Bernardini registra, in rapida successione, ben tre rifiuti della cartolina  elettorale; nulla di troppo preoccupante, rientra nella statistica di gradimento. L’importante è non passare inosservati e certo questo non accade al al candidato della Lega. Ironia, simpatia e qualche sorriso, quindi una campagna di esposizione più che di persuasione.  Quello del Carroccio è un esperimento del tutto nuovo sulla città di Bologna che pare aver già ottenuto successo, un approccio differente dagli altri che avvicina in modo diretto le persone all’impegno delle elezioni Bologna 2011.

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