Il vivaismo di Geoplant vince la scommessa di MASPES

26/giu/2018 11:36:26 Borderline Agency Contatta l'autore

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Il progetto sperimentale promosso dal CRPV e finanziato da alcune Organizzazioni di Produttori e vivaisti – tra cui Geoplant Vivai – presenta ufficialmente le sue nuove varietà: Nirosa 1 e Nirosa 2.

Sinergia, innovazione e interprofessionalità: sono queste le parole d’ordine emerse il 25 giugno nel corso della conferenza stampa a tema MASPES indetta dal CRPV (Centro Ricerche Produzioni Vegetali) e aperta dall’intervento dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli.

Il progetto MASPES, fondato su metodologie innovative basate sulla genomica e in particolare sulla MAS (Marker-Assisted Selection, cioè selezione assistita), ha presentato a un composito pubblico di produttori, vivaisti, consumatori – ma anche di scienziati e Istituzioni coinvolti in prima linea nel programma – l’output che si era preposto, ovvero alcune promettenti selezioni di drupacee, studiate per rispondere alle esigenze del consumatore e, contemporaneamente, alle richieste del mercato.

Fra le varietà già licenziate alcuni anni fa, per albicocco fanno capolino Pieve, caratterizzata da buona rusticità, ottimo sapore e aspetto attraente, e Petra, interessante per la pezzatura elevata e la notevole consistenza del frutto. Per quanto riguarda il pesco va segnalata Bordò, varietà precoce dalla buonissima consistenza, mentre tra le nettarine emergono Rebus 028, varietà anch’essa precoce, con un gusto e un aspetto decisamente gradevoli, e Dulciva, cultivar tardiva altamente produttiva.

Se da un lato è importante dar conto dell’effetto concreto della ricerca – rintracciabile nell’individuazione di varietà dotate di buona rusticità, aspetto piacevole, gusto intenso e considerevole resistenza alle patologie (Sharka e Monilia su tutte) – dall’altro occorre sottolineare l’incidenza della cooperazione dell’intera filiera per realizzare il progetto.

La società agricola Geoplant Vivai di Savarna (RA) ha dimostrato di credere nel rapporto tra vivaisti e produttori e di voler convogliare le proprie risorse in un progetto capace d’innalzare la qualità della produzione vivaistica, attraverso l’offerta di piante già strutturate e pronte a una rapida immissione sul mercato. Un traguardo, quello raggiunto con MASPES, che dimostra l’importanza dell’impegno di Geoplant nel campo dell’innovazione varietale ma anche la plus valenza della cooperazione in materia di ricerca e sperimentazione: “ritengo che tutte le anime della filiera debbano far fronte comune per raggiungere dei risultati condivisi – ha affermato Secondo Danesi, fondatore di Geoplant Vivaipartendo, per esempio, dal miglioramento delle tecniche di conservazione e dall’investimento sui campi di piante madri”.

Focalizzati sul progetto MASPES anche i contributi di Raffaele Drei (neo Presidente del CRPV), del prof. Daniele Bassi dell’Università degli Studi di Milano, del Direttore di CRPV Alvaro Crociani e di Piero Turroni (rappresentante dei Produttori New Plant), convinti sostenitori del lavoro di squadra e del valore della qualità nella proposta di nuove selezioni.

Il coordinatore tecnico di MASPES Stefano Foschi (CRPV) ha inoltre illustrato le peculiarità di altre due cultivar nate dal progetto di breeding MASPES, Nirosa 1 e Nirosa 2: varietà autofertili che si differenziano per lo standard qualitativo molto elevato, soprattutto per quanto concerne il gusto, gli aromi e il grado zuccherino. Si tratta di varietà bicolori dalle particolarità organolettiche di altissimo profilo, a fronte delle quali è lecito ravvisare delle analogie rispetto a cultivar di albicocco un tempo molto affermate e oggi non più disponibili sul mercato (una su tutte: “Reale d’Imola”).

L’intervento di Simona Caselli, Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, ha invece ricordato il ruolo di primo piano della regione nell’attività di ricerca, testimoniato dal numero fuori dal comune di GOI (Gruppi Operativi per l’Innovazione) costituiti nell’ambito della rete dei Partenariato Europeo dell’Innovazione (PEI): “L’Italia – ha precisato l’Assessore – ha 150 GOI, di cui 93 provengono dall’Emilia-Romagna. Un dato straordinario, che diventa ancor più sorprendente se valutato nel panorama complessivo dell’Unione Europea, che conta attualmente circa 400 GOI”. L’Assessore Caselli ha ribadito infine l’importanza della sinergia tra la parte scientifica e quella vivaistico-produttiva, senza cui il processo di ricerca e sviluppo non potrebbe essere avviato.

www.geoplantvivai.com

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