Il problema dell’obesità e del sovrappeso nei bambini

15/mag/2011 21.28.01 Dr. Pietro Bardoscia Contatta l'autore

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Dati Asp Lazio 2010 – Aggiornamento Aprile 2011

 

Il problema dell’obesità e del sovrappeso nei bambini ha acquisito negli ultimi anni un’importanza crescente, sia per le implicazioni dirette sulla salute del bambino sia perché tali stati rappresentano un fattore di rischio per l’insorgenza di patologie cronico degenerative in età adulta. Inoltre, l’obesità infantile rappresenta un fattore predittivo di obesità nell’età adulta.

Nel 2008 sono state coinvolte nella prima raccolta dati di OKkio alla SALUTE 18 regioni, e nel 2009 si sono aggiunte le Province Autonome di Trento e di Bolzano e la ASL Città di Milano, per la regione Lombardia. Complessivamente, a livello nazionale, sono state coinvolte 2.758 classi.

Hanno compilato il questionario e sono stati pesati e misurati 48.176 alunni, mentre 49.083 genitori

hanno risposto al questionario, fornendo informazioni sugli stili di vita dei propri figli. I dati raccolti mostrano un quadro preoccupante: il 23,2% dei bambini è risultato in sovrappeso e il 12,0% in condizioni di obesità, con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud. Per quel che concerne gli stili di vita dei bambini, l’11% salta la prima colazione e il 28% fa una colazione non adeguata (sbilanciata in termini di carboidrati e proteine); l’82% mangia una merenda di metà mattina troppo abbondante e 1 bambino su 4 pratica sport per non più di un’ora a settimana; inoltre, il 49% dei bambini ha la TV in camera e la guarda per 3 ore o più al giorno. Oltre a ciò, è emerso che i genitori non sempre hanno un quadro corretto dello stato ponderale del proprio figlio. Infatti, tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 35% non ritiene che il proprio figlio presenti un eccesso di peso.

Attualmente la metodologia prevede che le rilevazioni vengano effettuate ogni due anni.

Per la Regione Lazio i dati forniti dal progetto Nazionale “OKkio alla SALUTE”, quest’anno alla sua seconda edizione, costituiscono una importante risorsa per la realizzazione di interventi di prevenzione del sovrappeso e dell’obesità nella scuola primaria della Regione.

La partecipazione del Lazio alle due edizioni del progetto (2008 e 2010), possibile grazie al proficuo coinvolgimento dei Servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione e degli Uffici Scolastici Provinciali, ha permesso a professionisti della scuola e della sanità di stabilire azioni comuni e creare le condizioni per garantire la qualità dei programmi di prevenzione.

Analogamente a quanto emerso nell’indagine del 2008, anche nel 2010 i dati raccolti nella Regione evidenziano un’elevata prevalenza del sovrappeso (24,6%) e dell’obesità (10,7%), che fanno permanere il Lazio tra le regioni italiane con la maggiore prevalenza di bambini con un eccesso ponderale. Altresì, si è continuato a rilevare la presenza di comportamenti non salutari: l’8% dei bambini salta la prima colazione e il 28% non la fa adeguata; circa 1 bambino su 5 non mangia quotidianamente frutta ed 1su due verdura; Solo 1 bambino su 10 svolge un’ora di attività fisica al giorno.

I risultati raggiunti dalle due indagini, mostrano un quadro regionale dell’obesità infantile preoccupante e la presenza tra i nostri bambini di stili di vita non sempre corretti. Tuttavia tali risultati non possono che indurre a processi di miglioramento a partire dalla identificazione dei fattori ostacolanti e di quelli favorenti l’offerta delle appropriate azioni di promozione della salute.

Come ravvisato in occasione del 2008, è necessario un impegno programmatorio forte da parte del SSR attraverso un sempre maggior coinvolgimento dei numerosi attori in gioco, dal mondo dell’industria a quello familiare.

L’obesità ed il sovrappeso in età evolutiva tendono a persistere in età adulta e a favorire lo sviluppo di gravi patologie quali le malattie cardio-cerebro-vascolari, il diabete tipo 2 ed alcuni tumori. Negli ultimi 25 anni la prevalenza dell’obesità nei bambini è triplicata e la linea di tendenza è in continuo aumento. Accurate analisi dei costi della patologia e delle sue onerose conseguenze, sia considerando il danno sulla salute che l’investimento di risorse, hanno indotto l’OMS e anche il nostro Paese a definire la prevenzione dell’obesità come un obiettivo prioritario di salute pubblica.

L’indice di massa corporea (IMC) è un indicatore indiretto dello stato di adiposità, semplice da misurare e comunemente utilizzato negli studi epidemiologici per valutare l’eccedenza ponderale (il rischio di sovrappeso e obesità) di popolazioni o gruppi di individui. Si ottiene dal rapporto tra il peso del soggetto espresso in chilogrammi diviso il quadrato della sua altezza espressa in metri.

 

·        Tra i i 3.232 bambini della nostra Regione il 10,7% risulta obeso (IC95% 9,4%-12,2%), il 24,6% sovrappeso (IC95% 23,1%-26,2%), il 64,0% normopeso (IC95% 62,1%-65,8%) e lo 0,7% sottopeso (IC95% 0,4%-1,0%).Complessivamente il 35,3% dei bambini presenta un eccesso ponderale che comprende sia sovrappeso che obesità.

·        Se riportiamo la prevalenza di sovrappeso e obesità riscontrata in questa indagine a tutto il gruppo di bambini di età 6-11 anni, il numero di bambini sovrappeso e obesi nella regione sarebbe pari a 109.292, di cui obesi 31.226.

 

Conclusioni

 

Al termine di questa seconda rilevazione, pur evidenziandosi un lieve decremento complessivo di sovrappeso ed obesità del 3%, non si sono riscontrati cambiamenti degni di nota rispetto alla prima raccolta dei dati del 2008. Permane, pertanto, il problema dell’eccesso di peso nella popolazione infantile. Tuttora, Il confronto con i valori di riferimento internazionali evidenzia la dimensione molto grave del fenomeno.

Nei fatti, i risultati del presente rapporto accrescono ulteriormente la reale e giustificata preoccupazione sul futuro stato di salute della nostra popolazione. Un’ampia letteratura scientifica conferma inconfutabilmente il rischio che il sovrappeso, e in misura sensibilmente maggiore l’obesità, già presenti in età pediatrica ed adolescenziale persistano in età adulta. Seppur in proporzione ridotta anche una parte dei bambini oggi normopeso diventerà sovrappeso/obeso in età adulta contribuendo ad aumentare in tal maniera la prevalenza complessiva del sovrappeso/obesità. Di conseguenza, in presenza di una così alta prevalenza di sovrappeso obesità ed in assenza di interventi efficaci e tempestivi, anche la prevalenza di malattia cardiovascolare aumenterà sensibilmente nei prossimi anni, interessando sempre più frequentemente la fascia di età dei giovani adulti, con ovvi e prevedibili effetti sia sullo stato di salute dei cittadini che sulle risorse necessarie per affrontare tali complicanze. Per cogliere segni di cambiamento nell’andamento del fenomeno e per misurare gli effetti legati agli interventi di popolazione che verranno realizzati negli anni a venire è necessario mantenere una sorveglianza continua del fenomeno nella nostra popolazione infantile.

 

La Seconda parte dell’analisi di questi dati verrà presto pubblicata dalla nostra Redazione entro la settimana.

 

Dr. Pietro Bardoscia

Caporedattore Nazionale Quotidiano Telematico Vento Nuovo – 2 Due Righe

Responsabile Sanità Il Giornale del Lazio

Responsabile Sanità Obiettivo Notizia

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