UIL FPL di ROMA - LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DEL LAZIO ON.RENATA POLVERINI

On. Presidente Polverini, in queste ore il Consiglio Regionale sta discutendo una proposta di modifica della legge regionale 59/80, relativa agli asili nido.

Persone Claudio Tulli, Responsabile UIL FPL, Renata Polverini, Uil Fpl
Luoghi Roma, Lazio
Argomenti etica, diritto, economia

05/ago/2011 15.18.07 Dr. Pietro Bardoscia Contatta l'autore

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On. Presidente Polverini, in queste ore il Consiglio Regionale sta discutendo una proposta di modifica della legge regionale 59/80, relativa agli asili nido. Tale proposta viene presentata con una modalità assai impropria dal punto di vista istituzionale, ossia in una delibera di assestamento di bilancio: anziché all’interno di una discussione sulla delicata materia insieme alle parti sociali, si opera nell’ottica, assai limitata, del mero scopo del risparmio economico. Poco importa se a subirne le conseguenza sarà la cultura dei servizi per l’infanzia, costruita negli anni con il concorso delle parti sociali – anche della sigla che Lei ha rappresentato prima di entrare in politica – per garantire la qualità adeguata allo sviluppo evolutivo di ogni bambino, l’attenzione alla qualità dei contesti educativi, la progettualità pedagogica, la sua organizzazione e gestione. Con una semplice modifica, si vuole azzerare sbrigativamente uno degli investimenti più importanti per la crescita dei futuri cittadini. Ci si augura che il reale scopo non sia quello di “accontentare” qualche arido/avido imprenditore o amministratore delegato interessato solo al proprio guadagno. Il mercato per definizione è l'insieme della domanda e dell'offerta e l’equilibrio nello scambio è sancito dal patto negoziale, che ratifica un accordo quanto più soddisfacente. Tra privati i pesi e i contrappesi sono rappresentati dalle parti, ma nel caso delle esternalizzazioni dal pubblico al privato il discorso cambia: chi è investito dal popolo della pubblica rappresentanza, ha la responsabilità di assicurare, anche in sede negoziale, il mantenimento o l’incremento dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi offerti alla propria utenza, specialmente quella che meno è in grado di difendersi. Se, come spesso accade, nella negoziazione l'affare lo fa solo il privato, l’affidamento a terzi dei servizi che riguardano direttamente l’infanzia, assume un aspetto particolarmente grave. Non possiamo accettare che l'iniqua azione dei nostri amministratori arrivi a cedere al privato il futuro dei nostri figli senza regole, se non quelle becere e crudeli del mercato. Asili nido affidati a società che assumono insegnanti senza esperienza, frustrati da contratti vergognosi, che non assicurano nemmeno la necessaria tranquillità psicologica nelle gestione di un patrimonio umano di incalcolabile rilevanza. Negli occhi di un bambino è possibile scorgere la vera innocenza, quell'aspetto che ogni adulto presto o tardi tende a redimere, quasi come fosse un peccato. E' assolutamente chiaro a tutti noi che in una società che tende a mercificare tutto, anche i valori, la scaltrezza e la malizia sono doti essenziali per la sopravvivenza. Può dunque un bambino difendersi da un adulto, interessato al business? Non può, quindi subisce, ed apprende, ripercuotendo l'oggi sul domani. Già poiché i bambini sono il nostro futuro ed il modo di trattarli oggi è lo specchio del nostro livello di dignità umana. Non possiamo più permettere che il nostro oggi sia un peso per il futuro delle nuove generazioni. Il Segretario Responsabile UIL FPL di Roma Claudio TULLI
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