TUMORI, IN ITALIA SI GUARISCE PIÙ CHE IN EUROPA

Roma, 6 dicembre 2011 - Nel nostro Paese i grandi tumori fanno meno paura che nel resto d'Europa: l'Italia vanta infatti risultati migliori della media del continente.

Persone Carmine Pinto, Stefano Ferretti, Marco Venturini, Renato Balduzzi
Luoghi Roma, Italia, Europa, Sud, Stati Uniti d'America
Organizzazioni Associazione Italiana Registri Tumori, Associazione Italiana di Oncologia Medica, Ministero della Sanità
Argomenti medicina, anatomia, oncologia

06/dic/2011 11.36.42 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Roma, 6 dicembre 2011 – Nel nostro Paese i grandi tumori fanno meno paura che nel resto d’Europa: l’Italia vanta infatti risultati migliori della media del continente. A 5 anni è vivo l’83% di chi è colpito da neoplasia al seno (contro l’80%), il 58% al colon-retto (rispetto al 54%), il 79% alla prostata (74%) e il 13% al polmone (verso il 10%). Saranno 360mila i nuovi casi in Italia nel 2011, 200mila negli uomini (56%) e 160mila nelle donne (44%): circa 1.000 al giorno. Sono invece 1.285.000 le persone “guarite”, che si sono lasciate la malattia alle spalle da più di 5 anni. Il primo censimento ufficiale che fotografa l’universo cancro in tempo reale è ora disponibile grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) che hanno unito gli sforzi per pubblicare il volume “I numeri del cancro in Italia 2011”, presentato oggi all’Auditorium del Ministero della Salute alla presenza del Ministro prof. Renato Balduzzi. “Non è un trattato per addetti ai lavori ma una guida fondamentale per orientare le politiche sanitarie, che vogliamo mettere a disposizione delle Istituzioni – spiega il prof. Marco Venturini, presidente AIOM -. Grazie a confronti internazionali e fra le diverse aree della penisola, a un’analisi degli andamenti temporali, dei tumori più frequenti e più letali siamo in grado di comprendere dove agire al meglio, quanto siano efficaci le attività di prevenzione e di trattamento e come sia possibile razionalizzare risorse e interventi. Emergono disparità regionali delle cure che si traducono talvolta nel mancato accesso alle terapie, con implicazioni significative sui costi sociali. A nostro avviso i risparmi, pur necessari, vanno previsti su altri settori, di minore gravità, dell’assistenza sanitaria”. Le 2 velocità del Paese risultano evidenti: si hanno più casi al nord (+30%) rispetto al sud ma la sopravvivenza è complessivamente inferiore nel Mezzogiorno. Il cancro rappresenta la seconda causa di morte in Italia (30%) dopo le patologie cardiocircolatorie (39%). Nel 2011 provocherà 174.000 decessi, con il tumore del seno big killer fra le donne (16%) e quello del polmone fra gli uomini (28%). “L’invecchiamento generale della popolazione è la causa principale del costante aumento di diagnosi– sottolinea il prof. Stefano Ferretti, segretario dell’AIRTUM -. Ma attenzione: l’11% dei pazienti colpiti ha meno di 50 anni. Fra i giovani le neoplasie più frequenti sono quella al testicolo negli uomini (11%) e alla mammella (40%) fra le donne”. Il volume verrà ora distribuito a tutte le oncologie italiane, agli assessorati regionali e alle Istituzioni nazionali. Diventerà una pubblicazione annuale sul modello di quanto già avviene da tempo negli USA. Dall’analisi dei dati disponibili relativi al periodo 1998-2005 emerge una riduzione significativa della mortalità complessiva per tumore, in entrambi i sessi. “Il calo è del 12% nei maschi e del 6% tra le femmine – sottolinea il prof. Venturini -. Questo si spiega sia con la diffusione dei programmi di screening e il miglioramento delle capacità diagnostiche che con la possibilità di accedere alle cure più efficaci, grazie a centri di eccellenza diffusi su tutto il territorio e ad un’oncologia che si conferma fra le migliori al mondo”. “Per quanto riguarda i confronti internazionali – aggiunge Ferretti - l’Italia ha una frequenza di neoplasie simile o più elevata rispetto a Paesi Nord-europei e agli Stati Uniti, presumibilmente dovuta ai valori ancora sostenuti, seppur in diminuzione, del cancro del polmone, ma anche a quello del colon retto fra gli uomini. Per le donne l’incidenza è invece sostanzialmente allineata tra i Paesi. Nel confronto fra Nord e Sud si segnala l’importante eccezione del cancro del fegato, molto più frequente nel Meridione, che presenta rispetto alle Regioni settentrionali valori pari a +25% nei maschi e +75% nelle femmine. Il fenomeno è da ricondurre alla maggiore diffusione nel Sud Italia del virus dell’epatite B e C, uno dei principali fattori di rischio per l’epatocarcinoma”. Il cancro del colon-retto è nel complesso il più frequente con 50.000 nuove diagnosi nel 2011, seguito da quello alla mammella (45.000), alla prostata (42.000) e al polmone (38.000). Le “classifiche” differiscono in maniera notevole fra i due sessi: tra i maschi il tumore più diffuso è quello della prostata che rappresenta il 20% di tutte le neoplasie. Seguono polmone (15%, con tendenza alla riduzione), colon-retto (14%), vescica (10%) e stomaco (10%). Tra le donne la neoplasia della mammella costituisce il 29% del totale delle nuove diagnosi, seguita da colon-retto (13%), polmone (6%), corpo dell’utero (5%) e stomaco (4%). “Alla raccolta dei dati – conclude il prof. Carmine Pinto, segretario nazionale AIOM - hanno contribuito tutte le oncologie mediche italiane (oltre 300) e i 35 registri tumori diffusi in tutto il territorio che, fin dagli anni ’70, monitorano l’andamento di queste malattie nella popolazione. Questa pubblicazione si somma alle numerose iniziative promosse dalla nostra Società scientifica sul fronte della documentazione e della promozione di modelli gestionali ottimali, fra cui il “Libro Bianco” dell’oncologia italiana che rappresenta ormai un documento indispensabile per tutti gli operatori del settore”.
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