Comunicato stampa del 02/03/2006

02/mar/2006 15.47.23 Christian Argiolas Contatta l'autore

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Notizia del 28 febbraio 2006 - 02:11
Centrodestra contro l'Euro?

 

Alle prossime elezioni si apriranno le porte della Cdl al Movimento NO EURO
Notizia del 28 febbraio 2006 - 02:11
Centrodestra contro l'Euro?

 

Alle prossime elezioni si apriranno le porte della Cdl al Movimento NO EURO

 

 

di Massimiliano Michele Mellone
Il Centrodestra è contro l'Euro?

È stato terribile scoprire che il centrodestra sia interessato ad aprire la porta al Movimento NO EURO. Fino a poche ore fa non ero nemmeno a conoscenza di questo movimento. La scoperta è avvenuta dando uno sguardo ai nuovi simboli dei partiti in vista delle prossime elezioni. Così, incuriosito da quella che mi sembrava una bizzarra iniziativa, mi sono collegato al sito internet del movimento e sono rimasto a dir poco allibito. Movimento NO EURO «Per salvare l'Italia». Segue il proclama del leader Renzo Rabellino: «2% alle Politiche 2006». Poi la mia attenzione viene attirata dalla scritta scorrevole «Attacco a NO EURO» e, dopo aver ciccato sulla scritta, leggo: «La Sinistra attacca NO EURO».

Nicola Zingaretti, Capogruppo DS al Parlamento Europeo, scrive a tutti gli Eurodeputati della CDL chiedendo che la CDL non faccia accordi con NO EURO: «Caro collega, leggo sui giornali italiani che la coalizione della "Casa delle Libertà", in vista delle prossime elezioni politiche, si appresta a stringere un accordo elettorale con una lista che avrà per simbolo "NO EURO". [..e="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">Nicola Zingaretti, Capogruppo DS al Parlamento Europeo, scrive a tutti gli Eurodeputati della CDL chiedendo che la CDL non faccia accordi con NO EURO: «Caro collega, leggo sui giornali italiani che la coalizione della "Casa delle Libertà", in vista delle prossime elezioni politiche, si appresta a stringere un accordo elettorale con una lista che avrà per simbolo "NO EURO". [..] In campagna elettorale ognuno costruisce le coalizioni come meglio gli sembra. Tuttavia, in questo caso, penso che sia grave ed enorme vedere che un movimento che fonda la sua stessa esistenza su un'identità antieuropea sia parte integrante della coalizione di centro destra. Per questo motivo, al di là delle differenze politiche, ti vorrei chiedere di adoperarti nella difesa di un comune sentire europeo, che spero ci unisca».

In difesa di NO EURO è poi purtroppo intervenuto l'Eurodeputato di Forza Italia Stefano Zappalà: «La breve esperienza parlamentare europea e la campagna elettorale italiana, hanno fatto perdere a Zingaretti la lucidità che invece normalmente gli e' propria. No euro non è No Europa. Infatti non sono contro l'Europa il Regno Unito, la Danimarca e la Svezia, che l'euro non lo hanno ancora adottato. La CDL, che comunque eventualmente incorporerà una lista nuova, non è contro l'euro, ma denuncia il pessimo cambio negoziato a suo tempo da Prodi presidente del Consiglio e l'assenza delle banconote da 1 e 2 euro, non introdotte da Prodi presidente della Commissione Ue. Ancora una volta la sinistra italiana usa il palcoscenico europeo per fatti interni nazionali. Magari sperando che l'Italia venga commissariata da coloro a cui Zingaretti si rivolge e con uno, il suo leader Prodi, la cui assenza da Bruxelles non ha creato nessun rimpianto né nostalgia, anzi profondi sospiri».

Per il movimento «uscire dall' Area Euro è per l'Italia la possibile salvezza dal tracollo economico e sociale che sta travolgendo le famiglie, le aziende, e più in generale tutta la società italiana».

L'Italia è un paese che vive di esportazioni da sempre e l'introduzione dell'Euro ha certamente influito negativamente proprio sulla competitività dei prodotti italiani rispetto ai prodotti dei Paesi emergenti. Se oggi l'Italia potesse usufruire ancora della possibilità di svalutare la propria moneta, l'avrebbe sicuramente fatto. Poiché invece il nostro Paese ha adottato la moneta unica europea, questa manovra non è possibile. Ma svalutare la moneta non vuol dire risolvere i problemi economici. Svalutare la moneta vuol dire «drogare» l'economia e, come tutti sanno, le droghe fanno male. Svalutare la moneta oggi vuol dire, nella maggioranza dei casi, ritrovarsi domani con un problema ancora più difficile da risolvere. Non saranno le svalutazioni ma le riforme a «salvare l'Italia».

Tra i vantaggi dell'Euro dobbiamo ricordare, ad esempio, che i trasferimenti internazionali di fondi sono più semplici e meno costosi; che i prezzi tenderanno a diminuire per via della maggiore trasparenza e comparabilità e della più forte concorrenza; che viene eliminato il rischio di cambio tra le monete dei Paesi partecipanti. Grazie all'Euro abbiamo un'economia più stabile, ma per vedere pienamente i frutti dell'adozione dell'Euro dovremo aspettare il giorno in cui i Paesi europei potranno finalmente definire una politica economica comune.

È vero che chi vincerà queste elezioni molto probabilmente le vincerà per una manciata di voti, ma questo non giustifica certo il centrodestra a coalizzarsi con chi dice NO EURO. Un proverbio recita: «Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!». Dire NO EURO vuol dire rinunciare al sogno di un'Europa unita. Dire NO EURO vuol dire perdere più di una semplice opportunità. Probabilmente è vero che in passato il governo di centrosinistra avrebbe potuto negoziare meglio il cambio, ma è anche vero che è responsabilità dei governi dei singoli Paesi tenere sotto controllo i prezzi. Non è certo colpa delle istituzioni europee se la maggioranza degli italiani ragiona come se un euro valesse mille lire. Allora tutti contro Romano Prodi e la sinistra, ma attenzione a scegliere gli alleati giusti.

Tratto da: Mellone.blogspot.com

 

 

di Massimiliano Michele Mellone
Il Centrodestra è contro l'Euro?

È stato terribile scoprire che il centrodestra sia interessato ad aprire la porta al Movimento NO EURO. Fino a poche ore fa non ero nemmeno a conoscenza di questo movimento. La scoperta è avvenuta dando uno sguardo ai nuovi simboli dei partiti in vista delle prossime elezioni. Così, incuriosito da quella che mi sembrava una bizzarra iniziativa, mi sono collegato al sito internet del movimento e sono rimasto a dir poco allibito. Movimento NO EURO «Per salvare l'Italia». Segue il proclama del leader Renzo Rabellino: «2% alle Politiche 2006». Poi la mia attenzione viene attirata dalla scritta scorrevole «Attacco a NO EURO» e, dopo aver ciccato sulla scritta, leggo: «La Sinistra attacca NO EURO».

Nicola Zingaretti, Capogruppo DS al Parlamento Europeo, scrive a tutti gli Eurodeputati della CDL chiedendo che la CDL non faccia accordi con NO EURO: «Caro collega, leggo sui giornali italiani che la coalizione della "Casa delle Libertà", in vista delle prossime elezioni politiche, si appresta a stringere un accordo elettorale con una lista che avrà per simbolo "NO EURO". [..e="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify">Nicola Zingaretti, Capogruppo DS al Parlamento Europeo, scrive a tutti gli Eurodeputati della CDL chiedendo che la CDL non faccia accordi con NO EURO: «Caro collega, leggo sui giornali italiani che la coalizione della "Casa delle Libertà", in vista delle prossime elezioni politiche, si appresta a stringere un accordo elettorale con una lista che avrà per simbolo "NO EURO". [..] In campagna elettorale ognuno costruisce le coalizioni come meglio gli sembra. Tuttavia, in questo caso, penso che sia grave ed enorme vedere che un movimento che fonda la sua stessa esistenza su un'identità antieuropea sia parte integrante della coalizione di centro destra. Per questo motivo, al di là delle differenze politiche, ti vorrei chiedere di adoperarti nella difesa di un comune sentire europeo, che spero ci unisca».

In difesa di NO EURO è poi purtroppo intervenuto l'Eurodeputato di Forza Italia Stefano Zappalà: «La breve esperienza parlamentare europea e la campagna elettorale italiana, hanno fatto perdere a Zingaretti la lucidità che invece normalmente gli e' propria. No euro non è No Europa. Infatti non sono contro l'Europa il Regno Unito, la Danimarca e la Svezia, che l'euro non lo hanno ancora adottato. La CDL, che comunque eventualmente incorporerà una lista nuova, non è contro l'euro, ma denuncia il pessimo cambio negoziato a suo tempo da Prodi presidente del Consiglio e l'assenza delle banconote da 1 e 2 euro, non introdotte da Prodi presidente della Commissione Ue. Ancora una volta la sinistra italiana usa il palcoscenico europeo per fatti interni nazionali. Magari sperando che l'Italia venga commissariata da coloro a cui Zingaretti si rivolge e con uno, il suo leader Prodi, la cui assenza da Bruxelles non ha creato nessun rimpianto né nostalgia, anzi profondi sospiri».

Per il movimento «uscire dall' Area Euro è per l'Italia la possibile salvezza dal tracollo economico e sociale che sta travolgendo le famiglie, le aziende, e più in generale tutta la società italiana».

L'Italia è un paese che vive di esportazioni da sempre e l'introduzione dell'Euro ha certamente influito negativamente proprio sulla competitività dei prodotti italiani rispetto ai prodotti dei Paesi emergenti. Se oggi l'Italia potesse usufruire ancora della possibilità di svalutare la propria moneta, l'avrebbe sicuramente fatto. Poiché invece il nostro Paese ha adottato la moneta unica europea, questa manovra non è possibile. Ma svalutare la moneta non vuol dire risolvere i problemi economici. Svalutare la moneta vuol dire «drogare» l'economia e, come tutti sanno, le droghe fanno male. Svalutare la moneta oggi vuol dire, nella maggioranza dei casi, ritrovarsi domani con un problema ancora più difficile da risolvere. Non saranno le svalutazioni ma le riforme a «salvare l'Italia».

Tra i vantaggi dell'Euro dobbiamo ricordare, ad esempio, che i trasferimenti internazionali di fondi sono più semplici e meno costosi; che i prezzi tenderanno a diminuire per via della maggiore trasparenza e comparabilità e della più forte concorrenza; che viene eliminato il rischio di cambio tra le monete dei Paesi partecipanti. Grazie all'Euro abbiamo un'economia più stabile, ma per vedere pienamente i frutti dell'adozione dell'Euro dovremo aspettare il giorno in cui i Paesi europei potranno finalmente definire una politica economica comune.

È vero che chi vincerà queste elezioni molto probabilmente le vincerà per una manciata di voti, ma questo non giustifica certo il centrodestra a coalizzarsi con chi dice NO EURO. Un proverbio recita: «Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!». Dire NO EURO vuol dire rinunciare al sogno di un'Europa unita. Dire NO EURO vuol dire perdere più di una semplice opportunità. Probabilmente è vero che in passato il governo di centrosinistra avrebbe potuto negoziare meglio il cambio, ma è anche vero che è responsabilità dei governi dei singoli Paesi tenere sotto controllo i prezzi. Non è certo colpa delle istituzioni europee se la maggioranza degli italiani ragiona come se un euro valesse mille lire. Allora tutti contro Romano Prodi e la sinistra, ma attenzione a scegliere gli alleati giusti.

Tratto da: Mellone.blogspot.com



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