Sanita Lazio – Bardoscia(Assotutela): “Condividiamo manifestazione di Cgil, Cisl e Uil”

12/apr/2012 14.52.07 Dr. Pietro Bardoscia Contatta l'autore

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Approviamo totalmente la manifestazione che le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per il 23 Aprile sotto la Regione Lazio denunciando lo stato di gravissima crisi che attraversa il sistema sanitario regionale dopo sette anni di commissariamento, a causa di un piano di rientro dal debito che, anche se necessario, non è condivisibile nel metodo, nel merito e nei tempi di attuazione. Lo comunica in una nota il Segretario Nazionale dell’Associazione per la tutela del cittadino Assotutela Pietro Bardoscia.

 

I cambiamenti sociali e scientifici ci hanno imposto un’evoluzione dei servizi sanitari.  La situazione di disavanzo che si è venuta a creare negli ultimi anni, a fronte di una struttura del Servizio sanitario troppo costosa e non efficace in misura corrispondente, ha comportato l’urgenza di cambiamenti in diverse direzioni. La dilatazione della spesa sanitaria è in parte dovuta ad un’eccessiva offerta di prestazioni, spesso inappropriate dal punto di vista clinico e/o organizzativo, oltre ad una  rilevante criticità nella Regione Lazio  rappresentata dalla spesa farmaceutica, sia territoriale convenzionata che ospedaliera ed evidentemente inappropriato, e il ricorso a prestazioni riabilitative residenziali e semiresidenziali territoriali con circa il 30% di spesa superiore rispetto al livello nazionale. Il Piano di rientro che doveva rappresentare il mezzo, con cui affrontare  l’emergenza, ha privilegiato  solo gli aspetti economici. A nostro avviso ancora siamo lontani da un effettivo miglioramento e perfezionamento nel  passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all’assistenza in regime ambulatoriale come siamo lontani dall’obiettivo di un miglioramento sull’assistenza residenziale e domiciliare.

Ricordiamo i tempi di attesa in continuo peggioramento nel prenotare gli esami diagnostici strumentali, a causa non solo della mancata disponibilità delle strutture pubbliche di aumentare la l’offerta delle proprie agende al Re.cup, oggi solo al 50%, ma anche per il mancato ingresso nel servizio di prenotazione delle strutture sanitarie private accreditate. Non possiamo inoltre non ricordare la situazione critica in cui riversano molti Pronto Soccorso delle strutture Ospedaliere di Roma e Lazio a causa anche della carenza di personale e di barelle.

Secondo la nostra associazione – prosegue Bardoscia - l’obiettivo finale del cambiamento è quello di rispondere meglio, ai bisogni di salute della popolazione rispetto all’attuale assetto ed è dunque di fondamentale importanza cogliere la grande opportunità di cambiare la struttura dell’assistenza in senso più moderno, più efficiente ed efficace, perseguendo quegli obiettivi di economicità ed ottimizzazione delle risorse che le condizioni economico finanziarie della Regione Lazio impongono di realizzare quanto prima. 

Occorre valutare attentamente ed in maniera accurata una ridistribuzione e il riarrangiamento delle strutture sanitarie, accompagnandola da altre azioni non solo strutturali, ma anche logistico - organizzative, come la ridefinizione e la messa a regime delle reti dell’emergenza e delle alte specialità secondo un sistema gerarchico, ma anche attraverso l’estensione e l’attivazione funzionale di altre reti, fra cui valore preponderante assume quella oncologica.

Contestualmente occorre affrontare il percorso teso a potenziare le cure intermedie non solo con le riconversioni delle strutture ospedaliere, ma anche attraverso la programmazione di una sistema di strutture dislocate su tutto il territorio regionale, in grado di dare risposte appropriate a bisogni sanitari che precedentemente trovavano sbocco esclusivamente nell’ambito ospedaliero.

E cosa fondamentale – conclude Bardoscia - occorre contenere la spesa sanitaria, generata anche dalla proliferazione di tecnologie complesse sempre più sofisticate e costose, rendono indispensabile una politica razionale di acquisizione dei beni e dei servizi, attraverso la rigorosa valutazione delle tecnologie ed economie di scala ottenibili tramite centralizzazione degli acquisti. Perchè nella Regione Lazio, come in altre Regioni, gli acquisti di beni e servizi devono essere effettuati autonomamente da singole aziende, uffici, consorzi? Per esempio, l'acquisto di carta A4 per gli uffici può essere predisposto da un'unica struttura in base alle esigenze di tutte le strutture regionali (anche provinciali e comunali, aggiungiamo), così come l'ovatta (faccio un esempio banale, ma dovete immaginare questa cosa applicato su ogni acquisto) può essere acquistata dalla medesima struttura e servire tutte le Asl degli ospedali laziali contrastando eventuali clientelismi e/o ostruzionismi, in particolare di quei poteri “occulti” che fanno cartello o cercano di intervenire attuando turbative d'asta sugli appalti.

 

Ufficio Stampa Assotutela

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