Le Masse di SanSisto su Il NUOVO CORRIERE VITERBESE

01/mag/2012 20.41.30 luca pagni Contatta l'autore

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LA RETTIFICA E' STATA PUBBLICATA IL 4 MAGGIO 2012
DA "IL NUOVO CORRIERE VITERBESE"
CON INTERVISTA DI SILVANA CORTIGNANI
AL PRESIDENTE GIANNI PAGLIARI
PUBBLICATA ALLE PAGINE 1 E 5
"Nessun rischio privatizzazione o chiusura per le Masse di San Sisto"
"La società Antiche Terme Romane, proprietaria dell'area,
non ha intenzione di privatizzare alcunché,
anche perché non possiede nessuna concessione mineraria.
Qui l'acqua sulfurea, calda e fredda, sgorga spontaneamente "
 
 
Egr. Dr. Evandro Ceccarelli
Direttore Responsabile
IL NUOVO CORRIERE VITERBESE
p.c. All'Ordine dei Giornalisti del Lazio
  
 Buongiorno,
sono LUCA PAGNI
e Vi scrivo in nome e per conto del Presidente Gianni Pagliari
dell'Associazione senza scopo di lucro "Le Masse di San Sisto"
di cui sono il Socio N. 1831.
Il Nuovo Corriere Viterbese
oggi martedì 1 maggio 2012
parla delle Terme dei Papi e delle Terme Inps
divulgando notizie non veritiere e non verificate.

ERRONEAMENTE asseriscono che:

"...il complesso termale della società Free Time in località Paliano,
noto da otto anni come le Masse di San Sisto"
dimenticandosi che queste distano almeno 1,5 Km dalla località Paliano...
e sono su un terreno sito a Viterbo Loc. Masse di San Sisto
distinto in catasto al foglio 225 part. 56-116-117-232-233 di mq. 43.280
di proprietà della società Antiche Terme Romane S.r.l.
 _______________________
  
Il Nuovo Corriere Viterbese
giovedì 26 aprile 2012
ha pubblicato a pagina 4 un lungo articolo,
che parte segnalando l'ASSEMBLEA DEI SOCI
il 12 maggio 2012 dell'Associazione Le Masse di San Sisto
a Viterbo, oggi presieduta da Gianni Pagliari.

L'ARTICOLO CONTIENE AFFERMAZIONI NON VERITIERE E NON VERIFICATE !

"...accordi presi nel 2003 tra Angelo Balletti e Mario Bracci Devoti
per la tutela del sito archeologico termale"

ANCHE SE L'INCONTRO RISALIREBBE A GENNAIO 2004

"passaggio decisivo della guerra in corso tra gestori e proprietà
delle Terme di Paliano, ovvero le Masse di San Sisto"

NONOSTANTE
Le masse di San Sisto siano su terreno delle Antiche Terme Romane dei Balletti
che dista 1,5 Km. dalle Terme di Paliano della Free Time dei Belli.

"Dal 2004 l'associazione gestisce l'area, in virtù di un contratto di comodato stipulatocon la società Antiche Terme Romane, che adesso minaccia lo sfratto
a meno che non vengano versati 80nila euro più IVA..."

SEBBENE
lo stesso Mario Bracci Devoti
dopo il comodato d'uso del terreno fino al 2008
firmava un CONTRATTO DI LOCAZIONE del 23/12/2008
accettamdo di pagare 60.000 Euro il primo anno,
70.000 Euro per il secondo anno,
fino agli 80.000 Euro per il terzo anno,
con possibile ricontrattazione dell'affitto per il 2012.
L'Arch. Mario Bracci Devoti
ha auspicato che
l'Assemblea generale dei soci fissata per il 12 maggio 2012
possa cambiare lo Statuto
da lui stesso presentato ed approvato il 5 marzo 2004,
davanti al Notaio Luigi Annibali di Viterbo, con altre 6 persone.

Lo Statuto in questione prevede che l'assemblea ordinaria dei soci
non posssa deliberare il cambiamento dello Statuto.

Infatti:
 
L'Atto costitutivo, ovvero lo statuto dell'Associazione "Le Masse di San Sisto",
datato 5 marzo 2004 quando è stato presentato al Notaio Luigi Annibali di Viterbo
da 7 persone di cui il primo è l'Arch.
Mario Bracci Devoti, prevede quanto segue:

Art. 7:

L'assemblea ordinaria dei soci viene convocata
per provvedere e per deliberare sul rendiconto finanziario,
sullo stato patrimoniale e su tutti gli altri argomenti di carattere generale
iscritti all'ordine del giorno dal consiglio direttivo,
ovvesu richiesta di un numero di socipari ad un quarto della compagine

Art. 12:

"I soci riuniti in Assemblea straordinaria
possono modificare il presente statuto.
Per la validità delle deliberazioni del precedente comma,
è necessaria la presenza,
sia in prima che in seconda convocazione,
di almeno due terzi dei soci ordinari
e la maggioranza dei soci fondatori,
ed il consenso di due terzi dei soci ordinari
e la maggioranza dei soci fondatori presenti o rappresentati"
 
 
Il diritto di rettifica previsto sia per i giornali, dall’art. 8 della n. 47 del 1948 (legge sulla stampa) e dagli artt. 42 e 43 della legge 416 del 1981,
rappresenta uno strumento riparatorio sui generis, in quanto non tende affatto ad accertare la verità oggettiva, compito che nel nostro ordinamento
è demandato all’autorità giudiziaria (con alcuni limiti), bensì ad arricchire la notizia o l’opinione divulgata con una verità soggettiva,
cioè l’interpretazione dei fatti resa direttamente dal presunto leso dalla notizia.  Una rettifica tempestiva infatti viene ritenuta
avente un potere riparatorio superiore ad un risarcimento pecuniario del danno che, ovviamente, non restituisce integrità ad una immagine pubblica compromessa.

La rettifica è disciplinata dall’articolo 10 della legge 223 del 1990 (cosiddetta “legge Mammì”), che ha sostituito l’articolo 7 della legge 103 del 1975,
per quanto riguarda il mezzo televisivo, mentre la rettifica di una notizia diffusa a mezzo stampa è invece regolata dall’articolo 42 della legge 416/81,
che ha sostituito l’articolo 8 della legge 47 del 1948.

  Bracciano, 1 maggio 2012


Luca Pagni

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