Discarica di Cupinoro: le precisazioni dell’amministrazione comunale di Bracci ano

20/lug/2014 14.30.33 Fuori dal Comune - periodico di informazione del C Contatta l'autore

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NOTA INFORMATIVA

 

Discarica di Cupinoro: le precisazioni dell’amministrazione comunale di Bracciano

 

Dopo le recenti notizie stampa relative alle somme del cosiddetto “post mortem”

 

In merito agli articoli di stampa e alle dichiarazioni di questi ultimi giorni effettuate anche di rappresentanti istituzionali di qualche comune, l’amministrazione comunale di Bracciano intende richiamare l’attenzione in merito alla dettagliata  relazione inviata in data 16 aprile 2014 dall’amministratore della Bracciano Ambiente Marcello Marchesi, al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e al sindaco del Comune di Bracciano, Giuliano Sala, socio unico della stessa società.

Venti milioni e 231mila euro. Questa la somma che la Bracciano Ambiente ha speso nel periodo 2004-2013 per “la messa in sicurezza ed il monitoraggio di un milione e 800mila metri cubi abbancati nella discarica di Cupinoro nel periodo tra il 1991 ed il 2004 dai soggetti privati, in quegli anni, autorizzati dalla Provincia di Roma, dalla Regione Lazio e dalle strutture commissariali succedutesi nel corso delle gestioni straordinarie”.  


Alla relazione è allegata l’intera documentazione contabile che, anno per anno, giustifica le spese sostenute allo scopo di mantenere in sicurezza gli invasi, gestiti da società private e ricevuti in affidamento con delibera n. 39 del consiglio comunale di Bracciano datata 9 giugno 2004.
 
Il 2004 è l’anno in cui il Comune di Bracciano ha, di fatto, requisito l’impianto, emettendo ordinanze che contestavano al gestore privato della discarica l’emergenza ambientale e la mancata prestazione delle garanzie finanziarie necessarie alla gestione dell’impianto, ed ha costituito la Bracciano Ambiente spa, alla quale ha affidato la messa in sicurezza di una volumetria allora già esaurita, priva di alcuna copertura economica o accantonamento, utile a provvedere alla gestione post-operativa.
 

Al momento della estromissione del gestore privato, per mezzo dell’ordinanza sindacale n. 23 del 15 aprile 2004, nulla venne richiesto al privato che aveva gestito tale volume di rifiuti, pur avendo quest’ultimo incassato ingenti somme dai Comuni conferitori.

 
 

Dal I luglio 2004, data di nascita della Bracciano Ambiente, la società partecipata si è fatta carico, nell’interesse collettivo, di tutte le spese relative alla messa in sicurezza ed al monitoraggio di 1.800.000 metri cubi di rifiuti conferiti nel periodo di gestione “privata”.
La Bracciano Ambiente spa ha incamerato  quale contributo post mortem per le volumetrie dalla stessa gestite, pari a 825mila metri cubi, nel periodo I luglio 2004-2013, la somma complessiva di 14 milioni e 592mila euro.

 
Per la sicurezza ed il monitoraggio dell’intero invaso, inclusa la parte gestita dai privati, la Bracciano Ambiente ha utilizzato non solo parte dei 14 milioni incassati quale contributo post mortem durante la propria gestione, ma ha impiegato anche parte della cosiddetta “ecotassa”, incassata per conto della Regione Lazio e parte della quota di tariffa costituita dal compenso per il gestore dell’attività di smaltimento, per un totale di 20.231.000 euro al 31 dicembre 2013.

 
Ad oggi, inoltre, risultano accantonati, per la gestione “post mortem” della volumetria facente capo alla società pubblica, ulteriori 2.050.000 euro su un fondo bancario vincolato.

 
A tutela degli interessi della Bracciano Ambiente spa, la Regione Lazio ha ritenuto di accoglierne la richiesta e determinare l’importo di €.10.453.107,68 quali “maggiori oneri posti a carico della Regione Lazio a titolo di concorso alle spese sostenute in relazione all’attività di recupero delle aree degradate a causa dei rifiuti abbancati da soggetti autorizzati alla gestione della discarica di Cupinoro fino a giugno 2014”.

  


fuoridalcomune@comune.bracciano.rm.it

Bracciano, 20 luglio 2014 - CS 96-2014

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