FESTA DELLA MADONNINA 2017

30/mag/2017 08:54:06 luca pagni Contatta l'autore

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“La festa della Madonnina di Monte Mario”


madonnina

 

Guardare al cielo, pregare, e poi avanti con coraggio e lavorare.
Ave Maria e avanti !

 

    Sabato 3 giugno 2017 alle ore 18.30, presso la PARROCCHIA SANTA MARIA MATER DEI, in Via della Camilluccia 120 a Roma, si terrà la festa della “Madonnina” dorata, che è visibile da tutta Roma ad ogni ora del giorno e della notte.

 

    Una breve processione si snoderà dal Centro Don Orione al Piazzale della Madonnina, accompagnati dal Gruppo Bandistico N. Ferrilli di Fiano Romano e Guidonia. Seguirà la Messa, celebrata dall’arcivescovo Francesco Gioia. Al termine, l’omaggio floreale vedrà protagonisti i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Roma che porteranno al braccio della Madonnina, a 27 metri di altezza, una corona di fiori. La serata di festa continuerà con uno spettacolo musicale animato dal Gruppo Quimar e con gastronomia casereccia.

    La “Madonnina”, la statua alta 9 metri che poggia su un piedistallo alto 18 metri, è uno dei simboli della storia recente di Roma. Fu collocata sul colle di Monte Mario come compimento di un voto popolare durante la Seconda Guerra mondiale, promosso dagli Orionini ed incoraggiato da Papa Pio XII, per il quale si raccolsero oltre un milione di firme. La liberazione di Roma avvenne il 4 giugno 1944 quando, tra lo stupore di tutti, l’esercito tedesco lasciò la capitale incrociandosi con l’esercito alleato che vi entrava, senza alcuna forma di violenza.

    I documenti storici documentano quanto è avvenuto, ma la modalità con cui avvenne la liberazione, rapida e pacifica, fece pensare a una speciale protezione di Maria. A compimento del voto, nel 1953, fu posta sul colle di Monte Mario la bella statua della Madonna “Salus Populi Romani”, opera dello scultore ebreo Arrigo Minerbi, protetto e salvato dalla comunità orionina del Quartiere Appio. “Alla Madonna fu promessa un’opera di culto e un’opera di carità”, precisa il parroco Don Flavio Peloso. “Per questo la Congregazione accettò già durante la guerra di occuparsi di Orfani e Mutilatini nei due grandi edifici di Via della Camilluccia, che ospitavano attività per la Gioventù Italiana del Littorio. Appena possibile innalzò la grandiosa statua della Madonna”.

    È divenuta tradizione cara ai romani festeggiare e ringraziare la Madonnina proprio il 4 giugno di ogni anno, anniversario della liberazione della Città avvenuta nel 1944.

    Il 13 ottobre 2009, una forte raffica di vento ha fatto crollare la statua della Madonnina di Monte Mario. Laura Mari, giornalista de “La Repubblica” così descrisse l'accaduto: “Il braccio si è staccato di netto e invece di indicare il cielo, cadendo in terra ha puntato il dito in direzione della Basilica di San Pietro. Travolta dalla furia della tromba d'aria che nel pomeriggio si è abbattuta sulla Capitale, la statua della Madonnina di Monte Mario, proprio sopra allo stadio Olimpico, si è staccata dal piedistallo su cui il 9 novembre del 1952 fu eretta sul tetto della chiesa dell'istituto Don Orione di via della Camilluccia”.

           La statua, progettata e costruita in rame sbalzato, su intelaiatura di ferro, con un rivestimento in sottili fogli d’oro, aveva subito parecchi danni, procurando un forte shock per il popolo romano che, improvvisamente, si era ritrovato senza uno dei tanti simboli della città. “La Madonnina era uno dei simboli sacri di Roma, punto di riferimento per tanti romani e abitanti del quartiere che ogni sera, prima di spegnere le luci delle loro case alzavano lo sguardo al cielo verso la statua" scriveva a riguardo, Don Achille Morabito, ex vicario generale della Congregazione.

           La statua è stata riposizionata in quel piedistallo alto 10 metri, il 24 giugno 2010. La Messa solenne fu presieduta da Papa Benedetto XVI, che durante la l’omelia, ribadì: <Don Orione visse in modo lucido e appassionato il compito della Chiesa di vivere l’amore per far entrare nel mondo la luce di Dio (cfr. Deus Caritas est, n. 39). Ha lasciato tale missione ai suoi discepoli come via spirituale e apostolica, convinto che carità apre gli occhi alla fede e riscalda i cuori d'amore verso Dio”.

           Continuate, cari Figli della Divina Provvidenza, su questa scia carismatica da lui iniziata, perché, come egli diceva, “La carità è la migliore apologia della fede cattolica”, “La carità trascina, la carità muove, porta alla fede e alla speranza” (Verbali, 26.11.1930, p.95). Le opere di carità, sia come atti personali e sia come servizi alle persone deboli offerti in grandi istituzioni, non possono mai ridursi a gesto filantropico, ma devono restare sempre tangibile espressione dell’amore provvidente di Dio. Per fare questo - ricorda don Orione - occorre essere “Impastati della carità soavissima di Nostro Signore” (Scritti 70, 231) mediante una vita spirituale autentica e santa. Solo così è possibile passare dalle opere della carità alla carità delle opere, perché - aggiunge il vostro Fondatore - anche le opere senza la carità di Dio, che le valorizzi davanti a lui, a nulla valgono>.

           Ed è con queste parole che continuiamo a pregare la Madonnina di Monte Mario, affinché – come ci insegna ogni giorno Papa Francesco – la nostra sia una vita all’insegna della carità, della misericordia e di tutte quelle buone azioni che aiutino noi, ma in particolar modo i sofferenti e i più bisognosi.

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