TUMORE DELLA VESCICA, IL 78% DEGLI ITALIANI NON CONOSCE LA PREVENZIONE

18/lug/2017 12:45:07 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Roma, 18 luglio 2017 – Il tumore della vescica è una malattia ancora poco conosciuta alla maggioranza degli italiani. Solo il 37% ne ha mai sentito parlare, nonostante colpisca ogni anno 26.600 persone e il numero di nuovi casi sia in aumento. In particolare, preoccupa la scarsa conoscenza dei fattori di rischio e delle possibilità di cura. Secondo il 68% degli italiani è una forma di cancro inguaribile e il 78% non sa che si può prevenire. Il 52% ignora che interessa soprattutto gli uomini e solo il 23% considera il fumo una possibile causa della neoplasia, mentre rappresenta il principale fattore di rischio. Otto su dieci però vorrebbero ricevere maggiori informazioni e notizie. Sono questi alcuni dei dati contenuti in un sondaggio svolto nei mesi scorsi su 1.562 cittadini dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). L’indagine è presentata oggi in un convegno al Ministero della Salute e fa parte di Non avere TUTimore, campagna di sensibilizzazione sul Tumore Uroteliale, la prima mai realizzata nel nostro Paese e resa possibile da Roche. “Sette italiani su dieci non sanno che attraverso stili di vita sani è possibile evitare il cancro - afferma il prof. Carmine Pinto, Presidente Nazionale AIOM -. Infatti il 24% fuma regolarmente e, tra i tabagisti, la metà consuma almeno un pacchetto al giorno di sigarette. Questo pericoloso vizio è la causa di circa il 50% di tutti i tumori del tratto urinario. Ma contro il cancro bisogna sempre giocare d’anticipo: la presenza di sangue nelle urine (ematuria) rappresenta un campanello d’allarme. Il persistere o ripetersi di questo fenomeno, soprattutto in persone considerate a rischio, deve rappresentare un segnale forte che non può e non deve essere sottovalutato. Tuttavia solo il 29% degli italiani informa il proprio medico di fiducia di questa situazione”. La campagna Non avere TUTimore si è articolata attraverso diverse iniziative volte ad aumentare il livello di consapevolezza dei cittadini. Sono stati distribuiti opuscoli informativi su tutto il territorio nazionale, realizzato un mini sito con i consigli degli oncologi sul sito ufficiale AIOM, coinvolti oltre 7.500 camici bianchi della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) e attivata una forte campagna sui social media. In più nelle piazze di Roma, Firenze, Bari e Torino sono stati organizzati eventi speciali in cui si sono esibiti otto ballerini professionisti (della scuola IALS di Roma) con performance che hanno racchiuso una serie di messaggi volti a favorire l’importanza della cura del proprio corpo e della salute.

Al convegno presso il Ministero della Salute gli specialisti fanno il punto anche sulle nuove terapie. “Il 78% dei pazienti italiani riesce a sconfiggere il tumore della vescica – sostiene il prof. Sergio Bracarda Direttore del Dipartimento Oncologico Azienda USL Toscana Sud-est, Arezzo e Consigliere Nazionale AIOM -. Finora questa neoplasia in fase avanzata è stata principalmente trattata con la chemioterapia, ma non sempre in modo ottimale, a causa della presenza di alcune complicanze come l’insufficienza renale. E’ difficile da curare perché colpisce soprattutto persone anziane e quindi spesso afflitte da altre malattie. Studi clinici hanno evidenziato, anche in questa patologia neoplastica, il ruolo dell’immunoterapia con l’introduzione di anticorpi anti-PD1 e anti-PD-L1, in grado di ripristinare la capacità del nostro sistema immunitario di riconoscere e aggredire il cancro. Questi farmaci hanno dimostrato di essere efficaci e meglio tollerati rispetto alla tradizionale chemioterapia”.

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