Allarme siccità nel Lodigiano, colture a rischio

10/mag/2011 15.59.16 Lodinotizie.it Contatta l'autore

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LODINOTIZIE • Allarme siccità per i campi lodigiani. Da quasi un mese e mezzo non piove e sia le nuove piantine che i germogli sono imprigionati fra le croste si terra secca, mentre i trattori lavorano in mezzo a nuvole di polvere. Se va avanti così e non ci saranno cambiamenti sostanziali nelle condizioni meteo – spiegano i tecnici della Coldiretti Lombardia – rischiamo di avere perdite importanti sia sul mais che su cereali come frumento, orzo e miglio.

“Non sta piovendo da settimane e adesso l’acqua che dovesse venire giù rischia di non riuscire a penetrare i primi 5-7 centimetri di strato superficiale perché i terreni sono troppo asciutti – spiega Ermes Sagula, responsabile del Centro di assistenza imprese agricole della Lombardia – di solito in questo periodo le piante di mais sono più alte di quello che si vede in giro. Lo stesso problema di sviluppo riguarda anche il riso”.

Mais e riso sono due fra le colture principali della Lombardia. Il primo, con una produzione di circa 9 milioni di tonnellate e oltre 330 mila ettari coltivati, è la base del foraggio per gli allevamenti zootecnici e ha quotazioni che hanno superato i 260 euro a tonnellata. Per quanto riguarda il riso, la culla lombarda è compresa fra Pavia, ovest Milano e Lodi: solo a Pavia nel 2010 sono stati coltivati 88.539 ettari con una produzione di quasi 560.000 tonnellate, un terzo di tutto quello italiano.

Da questi dati – commenta la Coldiretti Lombardia – si può capire come la situazione meteo possa rappresentare un fattore economico determinante per le 60 mila imprese agricole della regione.

“Negli ultimi 50 giorni, le precipitazioni sono state molto latitanti – spiega Lorenzo Craveri, meteorologo Arpa Lombardia - abbiamo avuto solo alcuni episodi locali. La situazione è più grave nella pianura padana: dal 20 marzo ad oggi ci si sarebbe aspettati tra i 100 e i 160 millimetri mentre le nostre 6 stazioni di rilevamento hanno registrato appena 20-30 millimetri di pioggia”. Situazioni analoghe nel 2007 e nel 2003, quando l’estate torrida fece strage di vitellini appena nati.

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