L’EUROPA METTE A RISCHIO IL SISTEMA CREDITIZIO ITALIANO?

20/mar/2016 10.09.36 Dr. Pietro Bardoscia Contatta l'autore

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FONTE: GIORNALE INFORMAZIONE QUOTIDIANA

Lega Nord- LogosLab Convegno – “Banche a rischio?” – Matteo Salvini, Roberto Maroni – Giuseppe Valditara – Sala Gaber Regione Lombardia  IEA Istituo Europa Asia informa

Convegno Lega Nord-LogosLab, gli esperti si interrogano
L’EUROPA METTE A RISCHIO IL SISTEMA CREDITIZIO ITALIANO?

Il bail-in è incostituzionale? Sì, almeno per la Suprema Corte austriaca che cita tra l’altro norme europee. “Un importante precedente – ha detto il professore già parlamentare Giuseppe Valditara introducendo il convegno “Banche a rischio?” organizzato a Milano dal  Gruppo regionale della Lega in collaborazione con LogosLab – che i nostri esperti stanno studiando per adattarlo alla realtà italiana”.

Il bail in – letteralmente ‘cauzione interna’ – è il cuore della normativa sul risparmio entrata in vigore lo scorso 1° gennaio nei Paesi aderenti all’Unione europea. Si basa sul concetto che, per il salvataggio di una banca, a pagare debbano essere in primo luogo gli azionisti dell’istituto stesso, senza ricorrere ad aiuti esterni, di un’altra società o, in particolare,  dello Stato.   Dunque, gli azionisti  ma anche i possessori di “titoli subordinati senza garanzia” e i correntisti con oltre 100.000 euro di deposito corrono il rischio di perdere tutto in caso di crac della banca (i recenti episodi delle quattro banche hanno impaurito un po’ tutti).  In particolare, su un’idea del leader della Lega Matteo Salvini, Valditara ha raccolto un una task force di esperti che denuncia una palese violazione della Costituzione nel decreto cosiddetto “salva banche”, in particolare  perché viene reso molto difficoltoso da parte dei risparmiatori truffati intentare azioni contro gli amministratori poco corretti.

Ma è il rapporto complessivo Europa-banche italiane a destare preoccupazione. Sappiamo bene cosa significa il sistema creditizio per un  Paese ad economia avanzata: non si tratta solo della tutela dei risparmi dei cittadini, ma del supporto alle imprese, in particolare in Italia dove l’85 per cento degli imprenditori si rivolge alle banche avendo scarsa (ed è comprensibile) fiducia nella Borsa.  Ebbene, secondo gli intervenuti, l’Unione Europea starebbe costringendo le banche a liberarsi in fretta, svendendoli, dei crediti a rischio con il risultato di un indebolimento generale degli istituti. Ma c’è di più. Analoga pressione verrebbe esercitata per quanto riguarda i titoli di Stato, pari a circa 400 miliardi,  in possesso delle banche stesse. Mettendo a rischio non solo il sistema creditizio ma anche la tenuta dello Stato italiano che denuncia difficoltà per via dell’enorme debito pubblico.

Sono le novità di rilievo emerse dal convegno i cui lavori sono stati conclusi da Salvini e da Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia. Questi i relatori, moderati da Pietro Fioroni, consigliere regionale: prof. Claudio Aquilini Borghi, responsabile economico Lega Nord; prof. Giampio Bracchi, vicepresidente Banca Intesa; avv. Corrado Sforza Fogliani, presidente Assopopolari-Associazione nazionale Banche Popolari; prof. Stefano Cordero di Montezemolo, docente business administration; avv. Alessandro Azzi, presidente nazionale Federcasse; avv. Prof. Enrico Del Prato, ordinario di diritto privato; avv. Prof. Luciano Barra Caracciolo, membro eletto Consiglio di Stato; on. Giancarlo Giorgetti, deputato Lega Nord.

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