AMIANTO, KILLER SILENZIOSO: IN ITALIA 3 MILA MORTI L’ANNO.

24/nov/2011 12.06.43 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Si nasconde ovunque: dalle tubature, alle rotaie ai rivestimenti di tetti e garage. È l’amianto, il killer silenzioso che miete circa 3.000 vittime ogni anno in Italia, 1.200 per mesotelioma, il tumore “marker” di esposizione a questo minerale. L’impiego dell’amianto è stato bandito dal nostro Paese da quasi 20 anni ma ne restano nell’ambiente 5 quintali per ogni cittadino, 32 milioni di tonnellate. Il problema dello smaltimento è uno dei più attuali e preoccupa gli oncologi. “Va assolutamente evitata la manipolazione di questo minerale, che deve essere rimosso da personale specializzato. Purtroppo il livello di rischio è ancora sotto percepito dalla popolazione mentre è scientificamente dimostrata la sua pericolosità e il suo potenziale cancerogeno, pari a quello del fumo – spiegano il prof. Giorgio Scagliotti, Responsabile delle Malattie dell’Apparato Respiratorio del San Luigi di Orbassano (Torino) e il prof. Carmine Pinto, Segretario Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – Oncologo Medico del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, Presidenti della II Consensus Conference sul mesotelioma, al via oggi a Torino. Il Piemonte detiene un triste primato (circa 200 nuovi malati l’anno) perché qui aveva sede l’Eternit, la più importante fabbrica di manufatti in cemento-amianto che abbia mai operato sul territorio nazionale. L’incontro di oggi non è rivolto solo a medici ma ospita anche le associazioni delle vittime, rappresentanti delle Istituzioni (INAIL e Ministero della Salute), giornalisti e giuristi. Il tema dei risarcimenti e della tutela dei diritti è infatti di stretta attualità: il “processo Eternit” è tuttora in corso con oltre 6.000 parti civili coinvolte. “Siamo tutti esposti al rischio ma certamente gli ex lavoratori degli stabilimenti che producevano o trattavano amianto rappresentano la fascia più vulnerabile. Oggi i nostri sforzi sono tesi a capire quale sia la miglior sorveglianza possibile per queste persone – spiegano gli esperti –. Ma è significativa anche l’esposizione familiare: nuovi casi riguardano anche mogli o figli entrati nel passato in contatto con questo minerale tramite gli indumenti dei lavoratori esposti. Il periodo di latenza del mesotelioma è di circa 20-40 anni, e per questo ci attendiamo un aumento dell’incidenza fino al 2015. Si tratta di una neoplasia molto complessa da trattare – aggiungono Scagliotti e Pinto –, con una mortalità dell’80% ma fortunatamente oggi abbiamo a disposizione nuove tecniche diagnostiche e le cure sono più efficaci. In particolare la chemioterapia a base di un nuovo farmaco, il pemetrexed, ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza e i sintomi. La sfida quindi oggi è capire come controllare al meglio la malattia”. Fino a domani oltre 100 fra i maggiori esperti italiani della patologia si confronteranno su epidemiologia, diagnostica e terapie: dalla Consensus, che ha ricevuto il patrocinio dell’AIOM, scaturirà un documento ufficiale, come già accaduto per la prima edizione svoltasi nel 2008 a Bologna.

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