Primo diritto
digitale
Art.3.Diritto all'uso delle
tecnologie
1.
I cittadini e le
imprese hanno diritto a richiedere ed ottenere l'uso delle tecnologie
telematiche nelle comunicazioni con le pubbliche amministrazioni centrali e con
i gestori di pubblici servizi statali nei limiti di quanto previsto nel presente
codice.
Riguarda solo chi usa
internet? No. Riguarda solo chi ha un computer? No. E' riservato solo al così
detto “Broandbandpeople” ovvero a chi ha la connessione in banda larga?
No. E quindi? E da quando? In che modo? Quanto costa? Le risposte a queste
domande che abbiamo raccolto durante le interviste sui Territori saranno lo
spunto per l'approfondimento sui 7 nuovi diritti digitali. L'art.3 “Diritto
all'uso delle tecnologie” mette al riparo chi abita in “cascine sparse” o in
periferia dal fatto che deve essere comunque raggiunto dai servizi digitale che
diventando un interesse pubblico devono esser previsti così come nel dopo guerra
si prevedevano le strade, l'acqua, la luce come condizione di abitabilità. Il
pagamento delle bollette, la prenotazione di una visita medica o il ritiro di un
referto dall'ASL, la trasmissione
di un certificato, una raccomandata con ricevuta di ritorno, la partecipazione
ad un concorso, la richiesta di un'autorizzazione edilizia, la fornitura di un
servizio, la proposta alla pubblica amministrazione sono azioni quotidiane di
Cittadini ed Imprese che dovranno, tra le altre, essere svolte senza più recarsi
alo sportello pubblico. Sia con il personal computer, sia con la televisione
digitale, sia con il telefono cellulare e quello fisso , quindi senza barriere
per nessuno, è un dovere della Tua Amministrazione Pubblica assicurartelo. Il
tutto è iniziato dal 1° gennaio 2006 e deve funzionare entro giugno
2007
E' nata una nuova generazione di
diritti dei Cittadini che le tecnologie digitali ci consentono di far rispettare
ed esprimere in modo nuovo. In Italia siamo già oltre 7 milioni a possedere in
casa il decoder digitale terrestre, satellitare e sono oltre 65 milioni i
cellulari attivi, sono oltre 6 milioni le nuove linee attivata di connessione a
banda larga in 2 anni. Ognuno di questi oggetti rappresenta una potenza di fuoco
enorme per il dialogo con
Si realizza un primo democratico principio: l'azione della Pubblica Amministrazione sarà realmente trasparente solo quando il fulcro sarà il servizio reso in digitale. Concordo con l' avv. Lisi quando pone in evidenza, dal Codice dell'Amministrazione Digitale, l’art. 3 (diritto all’uso delle tecnologie), l’art. 4 (partecipazione al procedimento amministrativo), o ancora l’art. 7 (qualità dei servizi e soddisfazione dell’utenza) , l' art. 9 (partecipazione democratica elettronica) e al più concreto art. 10 (Sportello Unico delle Attività Produttive).”.Cosa però culturalmente inciderà su tutto il personale della Pubblica Amministrazione è quanto previsto dall'art. 6 occorre utilizzare la posta elettronica certificata, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, per ogni scambio di documenti e informazioni con i soggetti interessati che ne fanno richiesta e che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e che diviene premessa gestionale dell'art.22 che recita: “ gli atti formati con strumenti informatici, i dati e i documenti informatici delle pubbliche amministrazioni costituiscono informazione primaria ed originale da cui è possibile effettuare, su diversi tipi di supporto, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge “.
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