Contributi casa:aiuti per l'acquisto della casa

Contributi casa:aiuti per l'acquisto della casa A TORINO IL COMUNE CORRE IN AIUTO DEI GIOVANI Il Comune di Torino, costituirà con un primario istituto finanziario una joint venture per dare una mano ai giovani che vogliono comprarsi una casa.

15/lug/2008 20.49.00 www.contributicasa.it Contatta l'autore

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A TORINO IL COMUNE CORRE IN AIUTO DEI GIOVANI

Il Comune di Torino, costituirà con un primario istituto finanziario una joint venture per dare una mano ai giovani che vogliono comprarsi una casa. Palazzo civico ora ha individuato - tramite bando - la banca in grado di finanziare l’operazione,  che ha proposto l’offerta più vantaggiosa per trasformare il Comune in mammina premurosa. Quasi un genitore che, attraverso le sue proprietà, si farà garante del mutuo acceso dal suo «pargolo» (sotto i 35 anni) alle prese con le rate della prima casa. Ora che la banca c’è - e stamattina Palazzo Civico renderà note tutte le mosse per accedere alla benedetta graduatoria - il sogno dei bamboccioni che dispongono soltanto di un lavoro precario - o anche delle giovani coppie co.co.pro - diventerà realtà.

A Torino, prima città d’Italia, in 6 mesi dalla prima delibera tutto questo si è trasformato in realtà. Il Comune si accinge sul serio a coprire le spalle di questi giovani ai quali le banche fanno difficilmente credito o che, meno difficilmente, non riescono a pagare la rata del medesimo. «Il meccanismo è semplice - spiega Tricarico - noi ci facciamo garanti con le banche di questo acquisto. Se poi un giorno il giovane riescisse più a pagare le rate, il Comune diventa il proprietario dell’appartamento che viene poi affittato - a prezzi da alloggio popolare - a quegli stessi giovani che comunque non resteranno senza casa». D’altronde anche l’Ires, l’istituto regionale di studi economici e sociali, lo conferma: anche a Torino, nel 2007 sono raddoppiate le famiglie che non riescono più a pagare il mutuo. E fra questi ci sono sempre più giovani. Per non parlare di quegli «under 35» precari che si vedono negare, a prescindere, la possibilità di accedere al benedetto mutuo. Ma come faranno i giovani ad ottenere questo «mutuo con il paracadute»? «Non importa se sposato o bamboccione - dice Tricarico - a noi interessa soltanto che non guadagni più di 2 mila euro al mese e abbia un lavoro precario. Quel genere di cliente a cui le banche fanno mille questioni, insomma. E che magari, alla fine, è pure puntuale nei pagamenti». Ma passiamo all’identikit di questo giovane: età massima 35 anni. Il reddito famigliare non deve superare i 37 mila 466 euro lordi l’anno. L’obiettivo è fare in modo che questi giovani possano accedere a mutui con tassi competitivi. L’aiuto del Comune arriverà per alloggi fra i 45 e i 95 metri quadrati, di categoria catastale A2 e A3, con un costo non superiore ai 170 mila euro e con un rateo mensile di mutuo non superiore al 40% dello stipendio.».

Il Comune, nell’ipotesi che il giovane non riesca a pagare la rata, interverrà acquistando a prezzi di mercato e dopo una perizia eseguita dai tecnici comunali l’alloggio e concedendolo in affitto e con un canone calmierato al giovane in difficoltà. La garanzia del Comune durerà dieci anni e il denaro necessario arriverà dalla vendita delle case popolari, quasi 5 mila alloggi fuori Torino, che garantisce un flusso dai 3 ai 5 milioni di euro l’anno. «Già altri comuni hanno introdotto meccanismi per aiutare i giovani in difficoltà - spiega Tricarico - ma di fatto sono solo assicurazioni che coprono un certo numero di rate non pagate e poi basta. Sono iniziative che non incontrano il favore di chi dovrebbero aiutare e le abbiamo scartate».

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