Web al femminile : idee e progetti

Web al femminile: idee e progetti Dopo due incontri incentrati sul dialogo tra politica e web con il coinvolgimento del mondo blogger della provincia di Torino, i cui temi emergenti sono stati l'urgenza della diffusione della banda larga, la valorizzazione dei talenti e delle eccellenze e il loro sviluppo sul territorio, il precariato come problema dominante del mondo giovanile e la diffusione di una concezione dello sviluppo interattivo e a rete, si è tenuto nella giornata di ieri, martedì 15 settembre 2009, il terzo incontro incentrato questa volta sulle problematiche del web al femminile.

16/set/2009 12.34.18 redoffice Contatta l'autore

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Dopo due incontri incentrati sul dialogo tra politica e web con il coinvolgimento del mondo blogger della provincia di Torino, i cui temi emergenti sono stati l’urgenza della diffusione della banda larga, la valorizzazione dei talenti e delle eccellenze e il loro sviluppo sul territorio, il precariato come problema dominante del mondo giovanile e la diffusione di una concezione dello sviluppo interattivo e a rete, si è tenuto nella giornata di ieri, martedì 15 settembre 2009, il terzo incontro incentrato questa volta sulle problematiche del web al femminile.
La conversazione ha spaziato su molti aspetti della vita sociale della Provincia di Torino focalizzandosi sugli ostacoli che rendono ancora complesso l’emergere dei talenti femminili nella società tradizionale e on line.

Molte le testimonianze e le voci che hanno animato l' incontro arricchito anche da un collegamento skype con Vittorio Pasteris,'web evangelist' piemontese.
Marilena di Giorgio ha introdotto la conversazione parlando di una forte affinità fra il web ed il pensiero femminile: la modalità di comunicazione a rete presenta delle affinità con i processi cognitivi del pensiero ‘rosa’.
Lorenza Franzino, sottolinea invece, il progressivo impoverimento delle opportunità professionali nella regione piemontese, segnalando altresì una problematica di massima attualità: la proliferazione di ‘reti’ che, non essendo ottimizzate e collegate tra loro, non solo risultano limitanti nel raggiungimento dell’obbiettivo ma creano confusione e disattesa.
Ada Guglielmino e Marilena di Giorgio hanno insistito sulla necessità di fornire un’assistenza a chi vuole fare imprenditoria on line al pari di quella fornita nell’offline, sottolineando inoltre come questo progetto avrà probabilmente seguito con delle proposte concrete.
Certamente questa conversazione tra profili così diversi ha permesso l’emergere di una consapevolezza: esiste un forte freno alla presenza di qualità nel web declinato al femminile che è da imputarsi alla mancanza di banda larga. E’ altresì apparso evidente come il Piemonte sconti, in generale, un approccio errato nei confronti dell’innovazione che determina, tra l’altro, la mancanza quasi assoluta di blogger donne.
Elena Garnero, imprenditrice nel campo del design, ha sottolineato la sua difficoltà nel trovare chi possa comprendere e compartecipare ai suoi progetti auspicando la moltiplicazione delle occasioni (soprattutto di qualità) di incontro tra l’offerta di ‘creatività’ e chi possa sponsorizzarla nel suo iter realizzativo.
Vittoria Colizza, dopo aver esposto l’attualità del suo lavoro on line attraverso il portale partecipativo influweb.net, ha puntualizzato che la mancanza di banda larga non permette la trasformazione di internet da una fruizione di nicchia a una più popolare.
L’intervento di Claudia Porchietto muove da quanto detto dalla Colizza, ricordando che il problema della banda larga incide pesantemente sul fronte del lavoro, in quanto banda larga significa maggiori e migliori collegamenti con l’estero e possibilità di telelavoro, dell’assistenza a distanza per gli anziani e della condivisione della conoscenza per i giovani talenti. La Porchietto ha ancora sottolineato come la rete potrebbe essere collettore del talento e della creatività se
sfruttata (e conosciuta) in modo corretto.
Ada Guglielmino pone l’accento sul fatto che il nuovo modo di fare impresa non solo sia quello vincente in quanto quello dell’oggi, ma che sia anche di semplice ed immediata fruizione da parte di tutti, sottolineando come sia determinante il ruolo ponte di istituzioni e associazioni nel far incontrare la domanda con l’ offerta.
In conclusione, nonostante come detto non venga offerta una risposta definitiva alla domanda di fondo dell’incontro, viene riletto il concetto stesso di ‘femminile’, svincolandolo dal semplice significato di ‘quota rosa’, concetto obsoleto e ghettizzante, per intenderlo come un atteggiamento più elastico, fluido ed attento soprattutto all’innovazione e alla creatività.
 

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