Primo seminario progetto Equal "Die Development - Giorni di sviluppo"

Primo seminario progetto Equal "Die Development - Giorni di sviluppo"Un periodo di trasformazione come non se ne erano mai visti prima, dove il tessuto territoriale è molto più mobile e adattabile delle istituzioni: è realtà della Puglia, al centro del Mediterraneo che è, ormai,

10/mar/2006 10.42.15 Promosud Contatta l'autore

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Un periodo di trasformazione come non se ne erano mai visti prima, dove il tessuto territoriale è molto più mobile e adattabile delle istituzioni: è realtà della Puglia, al centro del Mediterraneo che è, ormai, l'arena della competizione globale.

E' questo un dato di fatto che i partecipanti al primo seminario del progetto europeo Equal "Die development-Giorni di sviluppo" hanno evidenziato, dando così la giusta motivazione agli obiettivi preposti dallo stesso progetto, tra cui formare 14 funzionari della pubblica amministrazione, per aggiornare e potenziare le competenze esistenti nell'ambito dello sviluppo locale, in vista di un'espansione economica della nostra regione nei Paesi del Mediterraneo, come previsto dai piani comunitari. L'intervento previsto dall'Equal, che si concluderà nel 2008, interesserà i comuni di: Giovinazzo, Rutigliano, Molfetta, Torre S. Susanna, Campi Salentina e la Provincia di Lecce; i partners coinvolti sono l'Irsem (capofila), il Ciasu, il consorzio Promosud, l'Anthropos (per la trasnazionalità) e D.Anthea.

Ieri, venerdì, il primo degli otto incontri previsti si è tenuto a Giovinazzo, (nella Sala S. Felice); verteva sul tema "All'orizzonte del 2010 un network permanente tra gli attori dello sviluppo locale per un futuro sostenibile del bacino del Mediterraneo". Tra i partecipanti il sindaco della cittadina pugliese, <b>Antonio Natalicchio</b>, che ha sottolineato, la necessità di liberarsi dalle false ideologie come quelle che "vedono le istituzioni più come costi più che come risorse territoriali e sociali". Mentre dal canto suo, l'assessore al Turismo della Provincia, <b>, Vito Palmieri</b>, ha assicurato che "la macchina della pubblica amministrazione ha bisogno di ammodernamento visto lo stato generale di deriva istituzionale. Serve un nuovo equilibrio - ha sintetizzato - per proporsi costruttivamente ai Paesi sia del bacino del Mediterraneo che dell'Est, come la Russia con cui la abbiamo già preso accordi per l'attivazione di un nuovo volo di linea che connetterà Bari a Mosca".

Mentre l'intervento di <b>Giacomo Ruggeri</b>, presidente delle Concooperative pugliesi ha puntato l'indice, sulla necessità di una formazione integrata al fine di un ammodernamento delle competenze professionali ovvero: "prima di apprendere la tecnologia e i metodi lavorativi è indispensabile imparare a stare insieme perché - ha sottolineato - le imprese sono come le famiglie, dove i lavoratori passano molto più tempo che a casa loro, quindi è proprio quello il luogo dove insegnare e apprendere una sana educazione al rispetto dell'altro. La conoscenza obsoleta, nelle imprese come nella pubblica amministrazione, va sostituita rafforzando la centralità dell'individuo e del suo territorio".

Ma chi più di tutti ha centrato le necessità territoriali e sociali per uno sviluppo economico che si espanda anche nel Mediterraneo è stato <b>, Stefano De Rubertis</b>, del dipartimento di Scienze economiche e matematico-statistiche dell'Università di Lecce. "Per lo sviluppo serve la condivisione di metodi di tutti gli attori sociali ed economici, nonché fare scelte a lungo termine (20 anni ndr), pianificando già oggi il futuro".

Il docente vede la globalizzazione come una contrazione spazio/temporale che ha imposto dei cambiamenti ai flussi, al precedente status quo e anche alle identità ovvero "sono mutate l'organizzazione e le regole d'ogni comunità. Ma la destrutturazione non è drammatica - sottolinea - a patto che sia condivisa, che siamo tutti consapevoli dei cambiamenti a cui andiamo incontro e che, questi ultimi siano socialmente desiderabili. Però, di fatto - conclude De Rubertis - la globalizzazione del mercato ci sta investendo perché non vi è una mission economica chiara e generale. Così non possono funzionare i piani strategici che attivano risorse ma non diventano uno strumento creativo":

Altri relatori del seminario son stati <b>Silvia Nascetti</b>, manager della D: Anthea e <b>Gaetano Veneto</b> ordinario del diritto del lavoro, dell'università di Bari.

La prima ha sottolineato l'importanza di un "innalzamento etico del pubblico dipendente" mentre Veneto, confrontando il nostro Paese con altri europei, ha evidenziato la frattura esistente in Italia tra formazione, produzione e consumo. "La scuola è inadeguata, non c'è formazione continua del lavoratore e perciò, da noi, la precarietà non è legata alla flessibilità ma crea solo disoccupazione e impoverimento sociale":

 

 

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