Salta Carollo!!!!

In Veneto subentra Francesco Benedetto, in Campania Maurizio Capotorto mentre in Sicilia salta Stefano Carollo ed il suo incarico è stato assegnato ad interirn a Francesco Costantino (che ricopre lo stesso molo in Calabria) a cui sono state affidate non solo la divisione passeggeri ma anche la divisione manutenzione e pulizie.

07/ago/2010 10.28.57 Comitato Pendolari Contatta l'autore

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Da "MF Sicilia" di sabato 7 agosto 2010

VALZER DI POLTRONE: LO BOSCO PRESIDENTE RFI E CAROLLO LASCIA TRENITALIA Sicilia, saliscendi dal treno Decise nel silenzio le nuove nomine dei direttori generali di Trenitalia. Dell'Isola si occuperà ad interim Costantino (Calabria). Resta in sospeso il contratto di servizio Le Ferrovie chiedono alla Regione 120 mln di euro. Sullo sfondo la Circumetnea DI ELISABETTA RAFFA  valzer di poltrone nel gruppo Ferrovie dello Stato.

Cambiano i vertici delle due controllate Rfi e Trenitalia e a cadere è più di una testa. Ad andarsene a casa non solo il direttore generale del trasporto passeggeri Giancarlo Laguzzi, ma anche alcuni suoi omologhi regionali. In Veneto subentra Francesco Benedetto, in Campania Maurizio Capotorto mentre in Sicilia salta Stefano Carollo ed il suo incarico è stato assegnato ad interirn a Francesco Costantino (che ricopre lo stesso molo in Calabria) a cui sono state affidate non solo la divisione passeggeri ma anche la divisione manutenzione e pulizie. Sia nel caso di Laguzzi che in quello di Carollo, il taglio delle teste è annunciato con poche stringate parole in due ordini di servizio del 3 agosto. E se c'è chi esce senza troppo clamore, c'è invece chi va ad occupare la poltrona pi importante di Rfi. Dario Lo Bosco, docente universitario dell'università di Reggio Calabria (dove è anche vicepreside della facoltà di ingegneria), presidente dell'Autorità portuale di Messina, presidente dell'Azienda siciliana trasporti (Ast) fa poker d'assi e da semplice componente del cda di Rete ferroviaria italiana diventa anche presidente. Come sempre quando si tratta del gruppo Fs, la notizia è affidata a poche stringate righe che annunciano che «l'assemblea di Rfi ha nominato Dario Lo Bosco presidente e ha confermato Michele Mario Elia amministratore delegato per il triennio 2010-2013». Le nomine dovranno essere approvate dal consiglio di anìministrazione fissato per il 3 settembre. Messe da parte le ovvie perplessità sull'incompatibilità dell'incarico di presidente dell'Autorità portuale con tutti gli altri, a partire dalla presidenza dell'Ast, il primo a congratularsi con Lo Bosco è stato il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, che parla di un «segnale importante da parte del governo Berlusconi che, ancora una volta, dimostra un' attenzione particolare per la Sicilia».

Intanto la Cisl siciliana mette le mani avanti, temendo ulteriori rinvii per la stipula del contratto di servizio tra la Regione siciliana e Trenitalia. Per svolgere il servizio di trasporto passeggeri a livello locale, le Regioni fmanziano le divisioni regionali di Trenitalia. In tutta l'Italia, tranne che in Piemonte e in Sicilia, gli accordi sono stati siglati. A bloccare le trattative nell' Isola la richiesta avanzata dalle Ferrovie dello stato, che pretendono 120 milioni di euro l'anno rispettoai 111 cheilgoverno Lombardo è disposto ad offrire. Il risultato di questa paralisi è che soprattutto nell'entroterr a sono state soppresse molte tratte, mentre i sindacati ritengono possibili ulteriori tagli del 30%.

«La Regione deve prendere dal gruppo Fs lo stesso trattamento avuto, tanto per fare un esempio, da Lombardia e Veneto», puntualizza Maurizio Bernava, segretario generale di Cisl Sicilia, «in termini di potenziamento delle infrastrutture ferroviare, continuità territoriale, incremento del trasporto locale e commesse per la manutenzione e l'ammodernamento. In Veneto, la Regione ha ottenuto che agli enti locali fossero affidate non solo le linee dimesse ma anche le case cantoniere. Al gruppo Fs bisogna strappare l'impegno di progettare e cofmanziare sia il trasporto merci che i sistemi intennodali». «La cosa grave», conclude Bernava, «è che sul contratto di servizio è calato un silenzio tombale. E non vorrennio che questo sia il sintomo del prevalere di logiche ed affari di piccolo cabotaggio». Anche se Bernava non ne parla, il pensiero corre subito alla Ferrovia circumetnea (che nel sito presenta un organigrannia molto dettagliato ma senza alcun nome che faccia riferimento agli incarichi societari) ed alla Gmc di Catania, che attraverso la controllata Sicilian Railways company srl costituita nel 2008, cura già il trasporto merci e punta ad attivare quello passeggeri nel 2011. Da anni l'accordo tra la Regione e Trenitalia è sempre sul punto di essere firmato ma poi non se ne fa mai nulla e non è escluso che l'ostacolo da superare sia proprio il fatto che si vorrebbe far rientrare nel contratto per il trasporto pubblico su rotaia anche la Circumetnea. Peraltro la Cisl ha sempre avuto una posizione molto intransigente con Fs, sostenendo che se il gruppo vuole un accordo da 120 milioni è indispensabile che dia garanzie ben precise sul trasporto a lunga percorrenza, uno dei segmenti pi penalizzati degli ultimi anni. E a subire le conseguenze della mancata stipula dell'accordo è anche la metroferrovia di Messina, aperta per pochi mesi l'anno scorso e subito cassata. Il servizio, messo in piedi utilizzando le piccole stazioni ormai in disuso del litorale jonico, avrebbe dovuto dare una boccata d'ossigeno al traffico convulso della città. Dovrebbe essere riattivato il 20 settembre prossimo, ma sono in pochi ad esserne convinti. «A causa delle condizioni di palese difficoltà in cui versa il trasporto regionale», commenta Michele Barresi, segretario aziendale della Fit Cisl di Messina, «sembra improbabile che il servizio di metroferrovia possa ripartire. Anche perché ancora non c'è nulla di reale riguardo a un passaggio fondamentale come l'integrazione tariffaria e organizzativa con l'Azienda di trasporto locale .

 

Fonte: Governo Italiano Rassegna Stampa 

 



Salutiamo il Dott. Carollo, col quale ci siamo  confrontati, scontrati per anni e  a cui riconosciamo  un grande stile e una profonda dedizione al lavoro.
Ci auguriamo che il suo sostituto riesca a svolgere il proprio compito nel miglior modo possibile e sia aperto alla collaborazione con i Comitati.

Giacomo Fazio
Presidente Comitato Pendolari



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