SESSO, IL MITO DEL MASCHIO PERFETTO MANDA IN CRISI 1 UOMO SU 2

SESSO, IL MITO DEL MASCHIO PERFETTO MANDA IN CRISI 1 UOMO SU 2 .

Persone Salvatore Caruso, Simonelli, Bruno Giammusso
Luoghi Italia, Russia, Canada, Germania, Catania, Turchia, Brasile, Taormina
Organizzazioni FISS, SIC
Argomenti sessuologia, medicina

25/mag/2012 11.57.51 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Taormina, 25 maggio 2012 – Marito esemplare, con un lavoro di successo, padre premuroso e amante passionale. È questo l’identikit del maschio perfetto, voluto dalle donne italiane. Richieste che, però, mettono sotto pressione il 50% degli under 40 del nostro Paese. Con conseguenze importanti sotto le lenzuola: la disfunzione erettile colpisce infatti tre milioni di individui, un numero in continua crescita. Anche per i preliminari, che in queste persone possono generare ansia perché tutte concentrate nell’attesa che il farmaco faccia effetto. “Ciò spiega il successo della nuova ‘mentina dell’amore’ che si adatta perfettamente alle esigenze del maschio – spiega il dr. Bruno Giammusso, responsabile dell'Unità Operativa di andrologia presso l’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania –. Infatti è di rapida azione, discreto, si scioglie in bocca senz’acqua e restituisce fiducia alla performance a letto”. “È un meccanismo psicologico molto semplice e universale – aggiunge la prof.ssa Simonelli, psicosessuologa presidente dell'European Federation of Sexology (EFS) –. Se l’uomo ‘scende in campo’ sicuro che in poche decine di minuti il farmaco sarà efficace, si può concentrare su chi ha tra le braccia. Diventa, per così dire, un campione di petting”. “Durante questa fase, infatti, l'uomo è in attesa che il farmaco funzioni – aggiunge la prof.ssa Simonelli –. È costretto così ad allungare i tempi dei preliminari, mentre la sua mente si chiede perché non si verifichi ancora nulla. Sopraggiunge un’ansia da prestazione ‘2.0’, che anticipa e si somma a quella del rapporto vero e proprio. La concentrazione sul petting svanisce e questo crea delusione nelle donne e nell'uomo stesso: un circolo vizioso che infrange quindi la figura del 'maschio perfetto' e si verifica nel 60% delle persone che assume farmaci per la disfunzione erettile. Ma la ‘mentina dell’amore’ è in grado di riconsegnare agli italiani il piacere del preliminare”. Queste alcune delle tematiche su cui si confrontano i massimi esperti italiani riuniti fino a domani a Taormina per il Congresso congiunto della SIC (Società Italiana della Contraccezione) e della FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica). “Col termine petting – spiega il prof. Salvatore Caruso, presidente FISS – intendiamo il reciproco accarezzarsi e abbracciarsi prima della penetrazione. Tutti sappiamo che è un tempo critico per il successo dell’atto sessuale. Ma noi clinici ce ne accorgiamo soprattutto nei tanti pazienti che assumono farmaci per l’erezione. Prima erano numerosi quelli che si inventavano le scuse più fantasiose per non iniziare i preliminari, aspettando l’effetto farmacologico. Ora non è più così. L’uomo può abbandonarsi alla donna, sicuro che l’erezione arriverà in tempi brevi”.

La disfunzione erettile riguarda il 13% degli uomini tra i 40 e i 70 anni, ma ben uno su due ha avuto difficoltà di erezione almeno una volta nella vita. Il 40% degli italiani pensa però che questo disturbo interessi soltanto i più anziani. Invece, come dimostrano i dati, non è affatto così. “Sono proprio gli uomini sotto i 40 anni ad avvertire la pressione maggiore da parte della compagna ad essere ‘l’uomo perfetto’ – aggiunge il dr. Giammusso –: per motivi culturali, infatti, questa percentuale diminuisce con l’invecchiamento: tra i 60 e 75 anni scende al 33%”. Nel corso del congresso, i proff. Caruso e Simonelli e il dr. Giammusso presentano i dati dell’indagine SATISFACTS, un’ampia ricerca online condotta in sei Paesi del mondo (Brasile, Canada, Germania, Italia, Russia e Turchia) su 6.315 uomini tra i 18 e i 75 anni, con o senza problemi di disfunzione erettile. Lo scopo dell’analisi, spiega il prof. Caruso, “è comprendere i bisogni, le mutate prospettive, le identità e i comportamenti del maschio, in relazione alla nuova coppia che si va disegnando nella nostra società. In tutti questi Paesi, ad esempio, gli uomini hanno indicato come motivo principale dei problemi di coppia l’insoddisfazione della vita sessuale. Tra questi, il 57% soffriva di disfunzione erettile. Un altro aspetto interessante riguarda la frequenza dei rapporti sessuali: il 60% degli uomini intervistati ha dichiarato di esserne soddisfatto, ma esiste una differenza tra realtà e desideri maschili: il 75% vorrebbe avere rapporti più di una volta a settimana, ma soltanto il 12% ci riesce, a causa dei sempre più frequenti disturbi sessuali”. La disfunzione erettile, quindi, ha un significativo impatto psicologico ed emotivo su entrambi i membri della coppia, in particolare per quanto riguarda desiderio e soddisfazione sessuale. “Nell’uomo provoca senso di vergogna e imbarazzo, paura del fallimento, allontanamento affettivo e fisico dalla partner – conclude la prof.ssa Simonelli –, mentre nella donna si generano sentimenti negativi come timore che il partner abbia perso interesse sessuale o non la trovi più attraente, perdita di auto-stima e senso di abbandono e rifiuto”.
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