UNIVERSITÀ ITALIANE, IL BILANCIO UNICO CAMBIA GLI SCENARI.

11/lug/2011 23.47.03 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Firenze, 7 luglio 2011 – Il Presidente dell’Associazione, Enrico Periti: “Dobbiamo attrezzarci al meglio per garantire i migliori servizi a studenti e personale, anche in relazione alla manovra”

Novità all’orizzonte per il mondo accademico italiano. Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che introduce il bilancio unico e la contabilità economico-patrimoniale per gli atenei del nostro Paese. Una svolta importante, che cambia gli scenari e le prospettive delle università italiane e che richiede un importante momento di confronto. Occasione ideale sarà l’Assemblea Nazionale del CO.D.A.U., il Convegno Permanente dei Direttori Amministrativi e Dirigenti delle Università Italiane, in programma domani dalle 10 alle 16.30 presso l’Università degli Studi di Firenze. “La nostra Associazione si sta attrezzando per vivere gli scenari di cambiamento che il mondo accademico italiano sta attraversando da alcuni anni – dichiara il Presidente Enrico Periti, Direttore Amministrativo dell’università di Brescia –. Durante l’incontro di domani presenteremo ai soci della nostra Associazione i contenuti degli schemi governativi e ragioneremo sui riflessi organizzativo-gestionali per le singole Università in seguito ai recenti decreti legislativi approvati in Consiglio dei Ministri”. Il gruppo di lavoro composto da rappresentanti del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), del Ministero dell’Economia e della Finanza, del Consiglio Universitario Nazionale, della Conferenza dei Rettori degli Atenei Italiani, del Convegno Permanente dei Direttori e dei Dirigenti dell’Università e dell’ISTAT, è stato creato con il compito di individuare gli strumenti necessari all’introduzione del sistema di contabilità economico-patrimoniale e analitica, del bilancio unico e del bilancio consolidato. “Grazie alla presenza di figure istituzionali diverse ed alle specifiche professionalità – continua Periti - è stato possibile elaborare un documento che risponde alla specifica delega dettata dall’art. 5 della legge 240/2010 in materia di revisione della disciplina della contabilità, garantendo maggiore trasparenza ed omogeneità rispetto alla situazione attuale e tenendo conto delle specifiche esigenze e delle peculiarità del settore universitario”.
Tra i temi che verranno trattati durante l’Assemblea di Firenze c’è anche la gestione dell’attività di ricerca in una dimensione internazionale, nella sua complessità vista in relazione alla Legge Gelmini e relativamente all’impatto valutativo. “Il primo tema riguarda le procedure di semplificazione per la gestione dei programmi di ricerca del VII Programma Quadro (P.Q.) dell’Unione Europea – sottolinea Periti – e alcune anticipazioni sull’VIII Programma che entrerà in vigore nel 2013. Il secondo intervento riguarderà le problematiche del personale di ricerca alla luce delle novità della legge 240/2010: assegni di ricerca, borse di studio, ricercatori a tempo determinato, con qualche riferimento alla rendicontazione dei costi del personale strutturato nei programmi europei. Il terzo argomento, a cura del Prof. Sergio Benedetto, componente de Direttivo dell’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), affronterà il tema della valutazione della ricerca e del prossimo bando per la valutazione quinquennale della stessa”.
L’introduzione di questa nuova contabilità, che offre maggiori informazioni rilevando aspetti della gestione a cui la contabilità finanziaria non pone particolare attenzione, significa per le organizzazioni universitarie riorganizzare i processi di lavoro e riqualificare competenze. “Significa predisporsi ad una stagione in cui i conflitti e la gestione dello stress sarà alta – continua Periti –. Ma questo non ci spaventa, consapevoli come siamo che dobbiamo vincere una sfida storica anche su altri importanti fronti come appunto la capacità di gestire in modo efficiente l’attività di ricerca sempre più internazionalizzata, visto che i finanziamenti sono ormai quasi del tutto europei, e sempre più valutata. La nascita dell’ANVUR avrà, in questo senso, un impatto sicuramente positivo sul sistema”.
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