Ance Venezia, dimissioni di un personaggio chiave

Decisione sofferta, ma serena, dice Liccardi, maturata per due motivi: da un lato la volontà di tutelare quell'ANCE verso la quale da sempre nutre un profondo senso di rispetto al fine di "sottrarla a qualsivoglia possibile tentativo di suo strumentale coinvolgimento (beninteso, esclusivamente a livello di immagine)", con i problemi della sua azienda di famiglia; dall'altro il bisogno assoluto di concentrarsi sull'azienda stessa, la Geo L.i.s.a.

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27/mag/2010 12.48.12 Ufficio Stampa Team Penso Contatta l'autore

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Venezia, 27 Maggio 2010

 

Dimissioni di un personaggio chiave, storico pilastro di ANCE Venezia.

Ciro Liccardi, uno dei membri più rappresentativi, sceglie di passare dall’ ”altra parte del tavolo”. E chiede aiuto, in questo difficile momento economico, per sé ed altre imprese.

Ciro Liccardi

43 anni, pilastro storico e figura di spicco da quasi vent’anni del mondo associativo veneto, venerdì 21 maggio Ciro Liccardi ha rassegnato le sue dimissioni dalle cariche di Vice Presidente, Consigliere di ANCE Venezia e di tutte le altre cariche da lui detenute.
 
 

Decisione sofferta, ma serena, dice Liccardi, maturata per due motivi: da un lato la volontà di tutelare quell’ANCE verso la quale da sempre nutre un profondo senso di rispetto al fine di “sottrarla a qualsivoglia possibile tentativo di suo strumentale coinvolgimento (beninteso, esclusivamente a livello di immagine)”, con i problemi della sua azienda di famiglia; dall’altro il bisogno assoluto di concentrarsi sull’azienda stessa, la Geo L.i.s.a. Fond S.r.l., investita in pieno,  come tutte le imprese e le attività del settore edile e non solo, dall’attuale crisi economica. 

 

Scenario di crisi connotato ma anche determinato da una serie di situazioni contingenti che Ciro Liccardi non esita a denunciare. Prima fra tutte la capacità, dimostrata dagli istituti di credito, di dileguarsi, non rispondendo alla difficoltà delle imprese e nascosti dietro “lungaggini burocratiche assolutamente incompatibili” con le necessità di risposte rapide; l’immobilità poi della pubblica amministrazione, che tra “competenza” e “convenienza” di fatto privilegia la seconda, preferendo fornitori disposti ad accettare pagamenti capestro, molto più dilazionati e al limite della vergogna. Contenimento dei costi, comprensione dei fornitori e dedizione del personale non possono, da soli, bastare: come non è sufficiente l’affiancamento di professionisti nella ricerca di possibili soluzioni, organizzate in un grande piano di ristrutturazione che purtroppo attende da tempo il pronunciamento del sistema finanziario.

 

 

<Non ti nascondo che da domani - scrive Liccardi nella sua lettera di dimissioni al Presidente Lionello Barbuio- quando sarò ”dall’altra parte del tavolo” come soggetto che usufruisce dei servizi dell’Associazione e non più come componente dei suoi organi, e forte sarà la richiesta di aiuto che rivolgerò all’Associazione stessa e a Te come suo rappresentante, affinchè sia  sempre più tangibile la sua presenza a fianco degli associati in questi momenti di bisogno>

 

 
Arianna Candido
Ufficio stampa Team Penso
per Ciro Liccardi
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