Perchè sono contrario all'apertura posticipata delle scuole.

Chiedersi perché i bambini debbano andare a scuola, quale sia la vera funzione dell'educazione, è importante così come chiedersi quale possa essere il "risultato" economico con il posticipo dell'apertura dell'anno scolastico: tra scuola ed istituzioni dovrebbe esserci una sintonia di intenti.

09/set/2010 15.07.03 Walter Contatta l'autore

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La proposta del Sindaco di Jesolo di posticipare l’apertura dell’anno
scolastico piacerà sicuramente alla maggior parte degli studenti: stop
all'inizio anticipato dell'anno scolastico perché provocherebbe l’
anticipata chiusura della stagione estiva anche rispetto al ciclo
meteorologico. Ciò determinerebbe per le regioni a vocazione balneare un
conseguente accorciamento della stagione turistica, con cadute occupazionali
e reddituali. Il ragionamento dal punto di vista economico potrebbe
“salvare” il turismo italiano se non fosse che anche l’educazione dei figli
attraversa la nostra vita. Chiedersi perché i bambini debbano andare a
scuola, quale sia la vera funzione dell'educazione, è importante così come
chiedersi quale possa essere il “risultato” economico con il posticipo
dell’apertura dell’anno scolastico : tra scuola ed istituzioni dovrebbe
esserci una sintonia di intenti. L'educazione è fondamentale per la
comprensione della vita, per avvicinarsi alla vita, per essere dentro la
vita. I contenuti che vengono proposti nella scuola, attraverso il percorso
didattico, hanno un grande valore: portano il mondo alla portata dei
bambini, portano il significato della vita con tutti i suoi problemi. La
scuola non è solo una fabbrica di bulli o perditempo, ragazzi “obbligati”
con la forza a studiare, insegnanti frustrati e incapaci; la superficialità
e l’indifferenza con cui vengono formulati giudizi è sotto gli occhi di
tutti.
Ce ne rendiamo conto quando vediamo un ragazzo che si ubriaca o si droga: lo
possiamo giudicare come un semplice fatto che accade a quella persona oppure
come una profonda ingiustizia che tocca tutta la nostra persona. La
differenza tra queste due atteggiamenti dipende dalla nostra visione delle
cose , dai sentimenti e dai pensieri di cui siamo portatori. Un normativa
anti alcool o anti - bottiglia assomiglia ad giudizio morale :solo moralismo
spicciolo, fondato su una concezione piuttosto vecchia di autorità. E’
altrettanto chiaro, quindi, che un giudizio morale è anch’esso sottoposto a
revisione e critica. In un qualsiasi discorso pubblico (e la politica
rientra in tale ambito),il giudizio morale è sottoposto alla riflessione:
come tale esplora le risorse critiche degli individui utilizzando il
ragionamento; quando mettiamo in luce punti di vista isolati e distanti e la
loro incoerenza nei giudizi. Ecco che, allora, quando ipotizziamo, in
politica, l’applicazione di una regola giuridica (sapendo che questa
inciderà sulle libertà altrui), dovremmo sempre chiederci: in che modo tale
regola inciderà sulla libertà altrui? E’opinione comune che la scuola debba
preparare ad un lavoro: un ragionamento condivisibile in parte (è vero che
il mondo del lavoro ha bisogno di persone che siano andate a scuola):
l’istruzione non può essere riducibile ad un modo per fare soldi. Così come
il turismo non è solo un modo per incrementare i consumi. La scuola non
fabbrica mestieri ma, al contrario, aiuta ad approfondire le proprie
capacità di analisi ed approfondimento:crea menti pensanti e critiche. La
“scuola” (almeno, nelle intenzioni, e così dovrebbe essere) dovrebbe
selezionare in base al “sapere” di ognuno e non in base ad un titolo (la
laurea come titolo legale). Per il nostro sistema scolastico, fino ad ora, è
stato importante il titolo: al contrario si dovrebbe essere più attenti a
ciò che si sa e si sa fare, e a ciò che si conosce. Veniamo alla questione
di fondo: posticipare l’apertura dell’anno scolastico. Cosa “dice” la
normativa in proposito? A) L'inizio e il termine dell'anno scolastico e la
durata complessiva delle lezioni sono fissati per legge, la durata delle
lezioni deve essere almeno di 200 giorni. B) Spetta al Ministro della
Pubblica Istruzione fissare annualmente i giorni di festività nazionale,
civili e religiose, e le date di svolgimento degli esami di Stato. C) È
invece di competenza di ciascuna Regione, stabilire per tutte le scuole del
proprio territorio, inizio e termine delle lezioni, delle vacanze natalizie
e pasquali, e altri momenti di sospensione delle attività didattiche. D) Le
singole istituzioni scolastiche possono deliberare adattamenti minimi del
calendario scolastico regionale. Qual è il nuovo quadro istituzionale dove è
inserita la scuola? Il nuovo modello ha trasferito funzioni,
dall’amministrazione centrale e periferica della Pubblica Istruzione alle
stesse istituzioni scolastiche. Le scuole hanno visto riconosciute la
propria soggettività nella definizione di discipline e attività di
insegnamento, mentre il Ministero ha ridotto il proprio ruolo ad una
competenza di carattere generale nella definizione degli obiettivi di
apprendimento. Il superamento del centralismo dell’Offerta Formativa uguale
per tutti, ha permesso di puntare ad una scuola più attenta ai processi di
apprendimento, attraverso il curricolo e la personalizzazione
dell’insegnamento. Ogni scuola o istituto possiede la capacità di
rielaborazione del Piano dell’Offerta Formativa (POF) . Il POF è quindi un
disegno organico di interventi in materia didattica, organizzativa e
gestionale, presenti sia nelle attività scolastiche sia extrascolastiche. Le
finalità e gli obiettivi sono perseguiti in rapporto ai bisogni e agli
interessi differenziati, sulla base della conoscenza e comprensione delle
effettive esigenze di cui sono portatori gli alunni, i genitori e la
società. Il P.O.F. resta uno strumento di programmazione aperta, adattabile
a nuove esigenze e diversi orientamenti che dovessero emergere nelle scelte
di politica scolastica. Importante per il successo del Piano sono, da parte
di tutti i soggetti interessati, la flessibilità, l’adeguamento degli
obiettivi di formazione con i tempi dedicati alla prassi progettuale e
metodologica. Ora,che cosa ha a che fare tutto questo con il posticipo della
apertura dell’anno scolastico? Lo strumento di programmazione aperta e
flessibile (POF) coincide sia con ripartizione dell'anno scolastico in
trimestri o quadrimestri sia con la scansione dell'orario giornaliero. Per
ogni anno scolastico orario e ripartizione sono fissati dal Collegio dei
Docenti nel rispetto della normativa vigente. Posticipare la data di
apertura delle scuole significa incidere, quindi, direttamente sui tempi di
realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa ed, indirettamente sugli
interventi didattici presenti nelle attività scolastiche. Anche in Germania
ci sono 200 giorni scolastici come in Italia. D'estate ci sono 6 settimane
di ferie che iniziano fra i primi di luglio o al massimo a metà agosto. Le
date variano da Land in Land e da anno in anno. In autunno ci sono altre due
settimane di ferie, a Pasqua ci sono tre settimane, a Pentecoste una, a
Natale due. ma anche questo varia da Land in Land. Non ricordo di aver mai
letto, nel dibattito politico tedesco (Internet ci permette di tenerci
costantemente informati) di proposte relative al posticipo della data di
apertura dell’anno scolastico per scopi turistici. Forse, ogni tanto, anche
i tedeschi possono insegnarci qualcosa.


Walter


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