Comune, Confindustria, Procura e Università. Se Cittadella comanda nel cuore del capoluogo

14/giu/2014 11:40:21 IP Report Contatta l'autore

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PADOVA – Sono come noi. Come noi, mangiano, dormono, passeggiano, prosperano, prolificano e invecchiano. Soffrono e gioiscono. Hanno un'anima incarnata e panorami ideali. Dividono il tempo in 24 ore. E, come tutti, coltivano le proprie ambizioni, nell'agone politico così come nel mondo dell'economia. Eppure, pareva a molti – almeno a sentire la vulgata – e fino a pochi giorni fa, che costoro fossero «quasi» come noi. Cittadellesi? Per carità! Eh sì: chi non l'ha sentita, la voce «Bitonci non diventerà mai sindaco, perché i padovani non voteranno mai uno di Cittadella!»? Come se Cittadella fosse, di per sé, sinonimo di provincialismo, di vita agreste, di inadeguatezza, di modi inurbani, di polentina con la cacciagione, di risotto con asparagi di Fontaniva, di bigoli all'anitra e altre amenità. Ma, forse, è un gioco di specchi: provincialismo che riflette provincialismo

 

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