90 Ricerche in gara per l'assegnazione del Premio Sapio

21/gen/2010 18.55.52 Indalo Comunicazione Contatta l'autore

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UNA FOTOGRAFIA AD ALTA RISOLUZIONE DEL MONDO DELLA RICERCA NEL NOSTRO PAESE GRAZIE  ALLE 90 RICERCHE IN GARA PER L’ASSEGNAZIONE DEL PREMIO SAPIO per la ricerca italiana.

SU QUALI SETTORI SI CONCENTRA LA RICERCA SCIENTIFICA IN ITALIA? QUALI PASSI AVANTI SI STANNO COMPIENDO IN SETTORI STRATEGICI COME LA MEDICINA E L’AMBIENTE? LE RISPOSTE NEGLI STUDI CANDIDATI A QUESTO PREMIO NAZIONALE, GIUNTO ALLA SUA 11° EDIZIONE
 
I ricercatori candidati – 111 autori delle 90 ricerche in gara – saranno protagonisti della Cerimonia conclusiva di premiazione che si svolgerà venerdì 29 gennaio 2010, alle ore 15,00 presso la Sala della Lupa – Camera dei Deputati, Palazzo di Montecitorio.
Presenti il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini (che ospita l’evento) e tantissimi rappresentanti del mondo accademico- scientifico- politico – economico e culturale del Paese.
 
I più importanti enti di ricerca sono rappresentati: diversi Istituti del CNR, Università e Politecnici, per citare solo quelli più noti. E non manca la voce del mondo industriale.
 
Finalità del Premio è quello di divulgare il lavoro dei ricercatori italiani e mettere a disposizione della comunità scientifica e imprenditoriale tutte le 90 ricerche pervenute perché possano essere applicate, sviluppate e portate avanti.
 
Si conclude la kermesse promossa dal Gruppo Sapio che incentiva e sostiene la Ricerca scientifica e i Ricercatori Italiani. Sono 90 i Progetti giunti quest’anno che propongono alla comunità scientifica risultati di ricerca di grandissimo interesse in particolare nel settore salute e ambiente e che - indipendentemente da quello che sarà l’elenco dei vincitori – rappresentano passi avanti concreti e importantissimi in settori fondamentali per la qualità della vita di tutti, come sono appunto la salute e l’ambiente.
Basta una scorsa ai contenuti di questi lavori per rendersi conto che si tratta di risultati di eccellenza, che porteranno ad applicazioni significative, ad esempio per l’individuazione di più efficaci strumenti diagnostici e terapie innovative e per lo sviluppo della medicina rigenerativa – per quanto riguarda il settore salute – per la sperimentazione di innovative fonti energetiche, per quanto riguarda il settore ambiente.
Le Università di tutta Italia – da Torino a Catania –, le più importanti strutture di ricerca, ma anche imprese all’avanguardia, sono le realtà di eccellenza nelle quali i giovani ricercatori portano avanti i loro studi, nelle quali operano studiosi animati da entusiasmo e capacità, che dedicano il loro tempo e le loro energie alla ricerca scientifica, nonostante non manchino le difficoltà.
A tutti loro è dedicata la Cerimonia del 29 gennaio a Montecitorio, in una cornice istituzionale capace di dare loro il giusto valore, per sottolineare quanto il loro lavoro sia fondamentale per il Sistema Italia.
 
Le ricerche in gara: ne riassumiamo 3 (solo a titolo esemplificativo per dare un’idea della qualità dei ricercatori in concorso). Si tratta di ricerche che potranno avere notevoli sviluppi nel prossimo futuro
 
Come già sottolineato, la maggior parte delle ricerche riguarda la medicina e subito dopo si collocano l’energia e l’ambiente che costituiscono  comunque un campo di interesse molto importante per la nostra economia cosi come gli sviluppi in medicina lo sono per tutti i cittadini.
Segnaliamo alcune ricerche nei settori citati che potranno avere notevoli sviluppi nel prossimo futuro e che possono dare l’idea della qualità dei ricercatori in concorso.
  
La PRIMA riguarda la realizzazione di supporti tridimensionali che consentono di differenziare cellule staminali neurali in neuroni ed altre cellule tipiche del sistema nervoso centrale, in modo da ottenere, in vitro, tessuti ibridi tridimensionali.
Tale tecnologia e’ stata testata anche con altri tipi di cellule umane e non, provenienti ad esempio da tessuti ossei e del derma.
Tali tessuti ibridi consentono una ricerca in laboratorio più affidabile per lo studio di fenomeni biologici di base così come per la scoperta di nuovi farmaci. Gli stessi nuovi biomateriali possono essere utilizzati, una volta impiantati, per un rilascio controllato di farmaci in loco: approccio utile ad esempio per la cura di tumori o per lo stimolo della rivascolarizzazione di tessuti impiantati.
Tali supporti, composti da una rete di nanofibre proteiche (5 mila volte più sottili di un capello umano e contenenti pori fino a 20mila volte più piccoli della cruna di un ago) sono in grado di creare un microambiente favorevole per colture cellulari ed efficace nello stimolare la rigenerazione di tessuti lesionati.
Difatti, facendo uso anche dell’elettrofilatura (altra tecnica proveniente dalle nanotecnologie) si è fatto uso per la prima volta in assoluto, di bioprotesi nano strutturate composite a base polimerica e proteica.
Già ottimi si sono rivelati i risultati nella rigenerazione di lesioni ai nervi periferici ed al midollo spinale, entrambe causa di deficit sensori-motori permanenti in centinaia di migliaia di pazienti in tutto il mondo. Vista la versatilità dell’approccio ideato, interventi di rigenerazione di cute, di cartilagine e di osso sono candidati a ricevere i prossimi benefici dall’impiego delle bioprotesi. I supporti stessi, infatti, poiché riassorbibili, possono essere trapiantati nell'organismo senza effetti collaterali.
In concomitanza con l’uso di cellule staminali adulte, le strategie in via di sviluppo potranno essere testate come potenziali terapie in pazienti umani in quanto facenti uso di tecnologie già approvate per la sperimentazione clinica.

La SECONDA – sempre citata a titolo esemplificativo - riguarda la possibilità di realizzare celle solari a base di nanotubi di carbonio. Lo scopo della ricerca è stato lo studio delle proprietà elettroniche, optoelettroniche e fotovoltaiche di sistemi a base di nanotubi di carbonio con lo scopo di sondare la possibilità di realizzare una cella solare piu’ versatile rispetto a quelle convenzionali basate sul silicio. L’obiettivo e’ quello di rendere piu’ efficienti i dispositivi fotovoltaici nella conversione dell’energia solare in energia elettrica e attivi in una regione spettrale piu’ estesa delle celle solari basate sulla tecnologia del silicio. A questo fine, si stanno studiando diversi sistemi basati su nanotubi di carbonio a parete multipla, decorati con nanoparticelle di metalli nobili, mescolati con polimeri e cresciuti su diversi substrati. La ricerca è tuttora in corso, ma i risultati ottenuti finora sono assolutamente incoraggianti in quanto fanno prevedere la possibilità di migliorare l’efficienza delle convenzionali celle solari basate sul silicio anche in regioni di lunghezze d’onda della radiazione finora non coperte da queste celle (vicino ultravioletto e/o vicino infrarosso), ma presenti nella radiazione solare. Dal punto di vista della chimica-fisica fondamentale, la nostra scoperta è importante in quanto sfrutta le proprietà quantistiche dei nanomateriali per l’applicazione nel campo delle energie alternative e rinnovabili. Infatti,l’uso di un materiale nanostrutturato estremamente flessibile può permettere un suo inserimento nelle celle solari convenzionali e in tutti gli altri sistemi che si stanno studiando (per es. celle di Gratzel) per la conversione di energia solare in energia elettrica. Le caratteristiche di questo materiale fanno prevedere la capacità di estendere il dominio spettrale di tali celle verso il vicino ultravioletto e il vicino infrarosso, intervalli di radiazione solare attualmente non sfruttati dalle celle commerciali al silicio.

 
La TERZA riguarda l’utilizzo dei poriferi come bioindicatori per lo studio dell’inquinamento marino da metalli pesanti, attraverso un nuovo metodo elettrochimico per la determinazione di Cd, Pb e Cu in soluzione di acido fluoridrico.
Lo studio dell’inquinamento marino da metalli pesanti è un argomento di grande rilevanza dal punto di vista ecotossicologico. In questo ambito le spugne marine vengono utilizzate come ottimi indicatori biologici. Generalmente l’analisi di metalli viene fatta solo sul tessuto organico; in letteratura infatti non si trovano lavori che riguardano la determinazione di metalli pesanti nelle spicole silicee, che costituiscono lo scheletro di alcuni poriferi e che rappresentano una frazione consistente del peso totale delle spugne (circa il 70% del peso secco). In questa ricerca ho voluto pertanto mettere a punto una tecnica analitica che ha permesso di determinare per la prima volta le concentrazioni di Cd, Pb e Cu nelle spicole silicee. Le spugne utilizzate per l'ottimizzazione della tecnica sono state la Petrosia ficiformis, spugna ubiquitaria nel bacino mediterraneo e lo Sphaerotylus antarticus spugna antartica, prelevata nel mare di Ross, entrambe appartenenti alla classe delle Demospongiae. L’innovazione della ricerca riguarda la possibilità di analizzare per la prima volta i metalli pesanti nelle matrici silicee, utilizzando una tecnica analitica sensibile, veloce e a basso costo. L’innovazione metodologica ottenuta in questo lavoro potrà venire applicata per la misura e lo studio di tracce di metalli pesanti in altre matrici ambientali, marine (particellato e sedimento marino, alghe, organismi con scheletro siliceo in genere) e non marine (particellato atmosferico e fluviale, terreni e sedimenti in genere).
 
Il Premio Sapio per la Ricerca Italiana…
 
…nasce nel 1999 dall’impegno e dalla determinazione di prestigiose Università, di numerosi Centri di Ricerca e del Gruppo Sapio, con l’obiettivo di dare impulso alla Ricerca scientifica in Italia, offrendo a ricercatori e docenti l’opportunità di avere una vetrina per far conoscere gli studi sviluppati su applicazioni innovative, dai potenziali effetti benefici per la società civile.
Dal 1999 a oggi, il valore e l’importanza del Premio sono andati crescendo. L’iniziativa ha ottenuto, solo per citare un esempio, per il suo valore meritorio, l’Alto Riconoscimento della Presidenza della Repubblica e della Camera dei Deputati.
 
Dieci anni di grandi risultati, in cui il Premio Sapio ha fatto un’azione di divulgazione scientifica, allargando contenuti di spessore e valore eccezionali, dalla nicchia della comunità degli studiosi al grande pubblico, grazie all’attenzione dei media, grazie al coinvolgimento degli atenei universitari e delle industrie, degli enti pubblici, grazie a tutti coloro che possono aiutare la Ricerca e che con il Premio Sapio sono stati motivati a farlo.
 
Venerdì 29 gennaio 2010 alle ore 15.00, alla presenza del Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, si svolgerà la Giornata Conclusiva del Premio Sapio.
 L’evento si articolerà in 2 momenti:
·        l’incontro sul tema Dare valore alla ricerca italiana per dare valore al sistema Italia qualeconfronto sul valore e sull’importanza della Ricerca nel nostro Paese e sugli effetti che essa può avere – se incentivata - sulla competitività del Sistema Italia;
·        l’Assegnazione dei Premi agli studiosi e ricercatori italiani, partecipanti all’edizione 2009 del Premio Sapio per la ricerca Italiana.
 
 
Segreteria Organizzativa Premio Sapio per la Ricerca Italiana
Dott.ssa Luisa Gasparetto  - Dott.ssa Giuseppina Cassibba – Indalo Comunicazione
tel. 051/273062 fax 051/6569327 - tel. 0425 659064 fax 0425 659049
e-mail:relazioniesterne@premiosapio.it
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