Rappresentazione Livietta e Tracollo di Pergolesi

06/lug/2005 16.07.51 Braga Contatta l'autore

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COMUNICATO-STAMPA

Sabato 9 luglio 2005 alle ore 21,00 nel Chiostro di San Giovanni
dell¹Istituto, XXIV appuntamento della rassegna concertistica ³LUOGHI
SONORI² .
In programma:

Livietta e Tracollo
Di G.B. Pergolesi
Due intermezzi
per soprano, basso-baritono e orchestra
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Personaggi ed interpreti:
Livietta Giorgia CINCIRIPI (soprano)
Tracollo Roberto IACHINI (basso-baritono)
Fulvia Sara De Flaviis (personaggio muto)
Faccenda Nelson Gentile (personaggio muto)
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Orchestra del Diploma Accademico
dell¹Istituto Musicale Pareggiato ³G. Braga²
M° SERGIO PICCONE STELLA direttore

Andrea Castagna
Paolo Angelucci
Maria Vittoria Di Donato
Morena Di Gennaro
Violini primi

Lucia Medori
Antonino Ambra
Graziella De Francesco
Teresa Lasalandra
Violini secondi

Luca D¹Alberto
Fabrizio Pagliarone
Viole

Federico Orlando
Violoncello

Matteo Fantini
Contrabbasso

Allestimento scenico a cura del Liceo Artistico di Teramo
Ideazione del prof. Adriano Menei
Realizzazione a cura di
Lorenzo Di Gennaro
Simone Millo

Regia: Prof.ssa Mariangela Di Giamberardino
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La trama
l 1° Itermezzo comincia con un¹aria di Livietta occupata a travestirsi da
contadino per trarre in inganno e fare arrestare un ladro ³che in abito di
donna alla polacca si fa chiamare Baldracca² e va derubando gli abitanti del
contado. Livietta chiede alla compagna Fulvia (personaggio che non parla)
che cosa le sembri del suo travestimento. Appena vedono dirigersi alla loro
volta il ladro, le due giovani si sdraiano per terra e fingono di dormire.
Entra intanto Tracollo, camuffato da donna, chiedendo ad alta voce la
carità. Lo accompagna un altro manigoldo Faccenda (altro personaggio muto).
Accorgendosi di non essere solo, Tracollo si interrompe ³Questo dorme e non
ci sente...² quindi prosegue ³Fate un pò di carità...². Così per un breve
tratto, si alterna il recitativo di Tracollo, intento a rubare i monili di
Fulvia. Quando Tracollo è per afferrare la catena d¹oro di Fulvia, Livietta
si leva in piedi e chiama aiuto. Questi prega e scongiura che lo si lasci
libero, ma Livietta, rivelato il suo vero nome, vuol consegnarlo alla
giustizia. Invano Tracollo dichiara che egli l¹ama e desidera sposarla. Più
morto che vivo dalla paura canta un recitativo ed un¹aria che è vero
capolavoro per squisitezza di forma e verità d¹espressione. Il 1° Intermezzo
si chiude con un duetto in cui alle vive ed insistenti preghiere di Tracollo
rispondono le crude parole dell¹inesorabile Livietta: ³Parli al vento, via a
morir, non v¹è pietà!...².
Il 2° Intermezzo si apre con un¹aria di Tracollo il quale per ammansire
l¹ira di Livietta si finge pazzo e, fissando il cielo,
si spaccia per astrologo. ³Vedo l¹aria che s¹imbruna... Che sarà? Quanto val
che l¹indovino: Vorrà piovere o tuonar². Così canta, e l¹orchestra imita la
pioggia e il tuono. A Livietta che sopraggiunge e, simulando di non
riconoscerlo, gli chiede chi egli sia, risponde d¹essere ³Il gran
Chiaravalle di Milano² che va componendo lunari, calendari, diari, notari.
Da prima Livietta si prende gioco di lui, ma quand¹egli dicendosi l¹ombra di
Tracollo, l¹afferra e l¹ingiunge di seguirlo perchè senza di lei non potrà
entrare nel regno d¹Acheronte comincia ad aver paura davvero. Egli ne
approfitta, per vendicarsi e trascinatala dietro di sè le grida cupamente:
³Alla barca, alla barca!². Livietta supplica di essere lasciata, ma Tracollo
seguita a trascinarla e ad atterrirla con minacce, finchè ella cede e cade a
terra svenuta. Tracollo la guarda ma non sa se quel che vede è verità o
finzione. ³Le credo o non le credo? M¹accosto o non m¹accosto? E finalmente
si avvicina a Livietta. Ma Livietta si muove, ond¹egli si interrompe e
ritornando a fingersi pazzo, fa una piroetta e canta ³Sull¹erbetta alla
fransè². Poi s¹accosta di nuovo e credendola morta esclama con trasporto ³o
mia bella vorticella, bella Livietta...² e le chiede perdono di quel che ha
fatto: ³Se mi finsi pazzo fu per salvar la pelle e non credevo che quel pò
di strapazzo che ti diedi per meglio colorir la finzione, avesse da
condurti...² Ma non riesce a terminare la frase, che Livetta si desta e gli
grida in viso che è un ribaldo. Tracollo tenta ancora d¹intenerirla. Giacchè
lo vuol morto egli stesso andrà a mettersi nelle mani della giustizia.
Intanto fa testamento lasciando a Livietta un bel gruzzolo di denari che
tiene nascosto sotto un albero, ed il suo cuore. A questo punto la musica
lascia il tono burlesco per il sentimentale. Queste parole muovono Livietta
a riso ed a pietà insieme. Ella richiama Tracollo e, avuta assicurazione che
veramente l¹ama e prometteche cambierà vita e mestiere, acconsente a
divenire sua sposa.


L¹iniziativa si svolge all¹interno del
PROGETTO
BRAGA 2005

contenitore finanziato dalla
F O N D A Z I O N E
Cassa Di Risparmio
Della Provincia Di Teramo



L¹ingresso è libero.


IL DIRETTORE
M° Antonio Castagna

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