Energy Web - a Feltre un Master e un progetto con lo Iuav e Certottica. Perché? Ne parliamo con un esperto, Daniele Olivotto

Energy Web - a Feltre un Master e un progetto con lo Iuav e Certottica.

Persone Daniele Olivotto, Certottica
Luoghi Italia, Bulgaria, Venezia, Feltre, Santa Giustina, provincia di Belluno, provincia di Palermo
Organizzazioni Istituto Geografico Militare
Argomenti economia, commercio, finanza

14/set/2011 19.12.08 Ufficio Stampa Fondazione per l'Università Contatta l'autore

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Energy Web: a Feltre un master e un progetto con Iuav di Venezia e Certottica. Ne parliamo con Daniele Olivotto, Zeta Esse di Santa Giustina (BL),

professionista nel settore dei Sistemi Informativi Territoriali

 

Daniele Olivotto, professionista nel settore dei sistemi informativi territoriali presidente di Zeta Esse società cooperativa di Santa Giustina (BL). Da anni guida la società, specializzata nella produzione di Cartografia Digitale e Database Topografici tramite la tecnica della Fotogrammetria Aerea, Fotogrammetria Terrestre, Rilievi Topografici terrestri ed aerei, Sistemi Informativi Territoriali, Ingegneria, Geologia e studi del Territorio.

 

1. Dott. Olivotto, il percorso offerto dal Master in Energy Web è in grado di formare esperti nella'area dei sistemi informativi territoriali: professionisti in grado di "leggere" ed interpretare dati e misurazioni già raccolti applicabili al monitoraggio dei consumi energetici su scala urbana. Lei che opera in questo settore, pensa che ci sia esigenza oggi di profili professionali come quelli che Iuav e Certottica con "Energy Web intendono formare?

 

L’Italia possiede una grande tradizione nel campo della Cartografia, l’Istituto Geografico Militare e le regioni hanno provveduto a dotare il territorio nazionale di un ottima base cartografica a grande e piccola scala ed anno formato un “gusto” per la per la qualità intrinseca ed estetica delle mappe topografiche.

Dovendo operare a livello europeo, mi accorgo però che si sta creando un ritardo nel settoreche rappresenta l’evoluzione della Cartografia, ovvero il DB Topografico.

La nuova rappresentazione della realtà, prevede ora di arricchire di contenuti gli elementi del territorio che vengono rappresentarti raccolti, memorizzati e rappresentati in forma tridimensionale, ciascun elemento diviene un oggetto, a cui possono essere associate un numero indeterminato di informazioni.

Gli strumenti disponibili per gli operatori consentono di raccogliere una serie di informazioni che vanno ben al di là del semplice dato geometrico/geografico, e la presentazione del 12 settebre al Campus universitario di Feltre su "Energy Web" ci ha fornito un chiaro esempio di quali possono essere questi strumenti, ma in questo momento c’è una certa difficoltà ad avviare il sistematico impiego di questi mezzi.

 

La responsabilità va ricercata innanzitutto nel concetto di cartografia che non si è adeguatamente evoluto tra gli enti territoriali, tradizionali committenti dei DB Topografici. Permane infatti il concetto di cartografia “generalista” che prevede la stessa intensità di raccolta del dato, tanto nei territori urbani o lungo gli assi viari quanto nelle aree rurali o di montagna. In realtà esiste un “gradiente” dell’intensità delle informazioni che scende drasticamente allontanandosi dagli assi. Pensiamo agli edifici, alle reti infrastrutturali, alla segnaletica, ai rischi. Queste informazioni, sono essenziali per la gestione corretta  del territorio e sono necessarie a progettisti, pianificatori, gestori di servizi controllori del traffico.

Ma se DB topografico viene progettato per raccogliere la stessa intensità di informazioni tanto in città quanto nei campi, il suo costo diventa troppo elevato e quindi il risultato è di mediare il tutto a un livello troppo basso per essere effettivamente utile a chi poi lo deve utilizzare.

 

Progettisti e gestori di reti hanno ovviato in parte commissionando dei db topografici su misura con i dati che a loro interessano, ma questo è un sistema a bassa efficienza, vengono infatti utilizzati dei mezzi e dei sistemi che sono in grado di raccogliere molta più informazione di quella che viene effettivamente utilizzata dei committenti che pagano così dei costi improduttivi.

La soluzione più ovvia è che gli enti pubblici che fin’ora hanno commissionato la cartografia decidano di farsi carico della raccolta razionale del dato territoriale e di mettere il risultato a disposizione degli utenti pubblici e privati. Si avrebbe così un’elevata redditività e una efficace ricaduta sul territorio degli investimenti.

 

Questo non viene fatto un po’ per problemi intrinseci del mercato che deve fare i conti con gli effetti della globalizzazione che significa prezzi bassi per le aziende che non investono in innovazione. e un po’ per la mancanza di una cultura, alta e specifica, per i sistemi informativi territoriali. Infatti i nuovi strumenti che abbiamo a disposizione ci consentono di raccogliere una quantità inimmaginabile di dati, ma mancano gli operatori che li sappiano interpretare, perché tra la fase di raccolta e il prodotto messo a disposizione dell’utenza esiste una fondamentale fase di controllo, elaborazione, editing ecc.. che può essere affidata solo alle mani di specialisti.

 

Non posso non pensare a 7 anni fa quando abbiamo aperto la nostra sede in Bulgaria dedicata alla produzione cartografica. Dei 5 operatori, solo uno parlava in inglese, nessuno di loro parlava in italiano, nè noi in bulgaro. Capirci però è stato particolarmente semplice, perché quei ragazzi uscivano da una facoltà che formava, e forma anche oggi, cartografi e topografi esperti in sistemi informativi e nell’interpretazioe d dei dati rilevati. Pur essendo la loro una attività tipicamente applicativa, affrontano il lavoro con una forma mentis comunque ingegneristica e sono quindi in grado di fronteggiare la complessità e l’innovazione, proponendo delle soluzioni utili per l’azienda. Una scuola di questo genere manca in Italia e soprattutto manca il suo prodotto.

Ben venga quindi un’iniziativa come quella di Web Energy che potrebbe effettivamente consentire a PA ed imprese di poter affrontare un salto di qualità grazie a del personale specificamente formato.

 

 

Ora che ne sa di più su "Energy Web", a chi consiglierebbe questo master e perché?

 

Il personale formato sarebbe il “seme” per una nuova cultura del territorio, basata su dati certi, confrontabili, aggiornabili. Penso che tanto le aziende quanto le amministrazioni abbiano interesse a mandare qualcuno dei loro al master. E credo che per i giovani neolaureati sia un’ importante asset da inserire nel loro CV, a patto però che si completi la svolta epocale tra Cartografia e DB Topografico e che quindi venga recuperata la funzione di erogatore di informazioni territoriali utili da parte delle PA preposte. Si tratta di una funzione che può anche essere delegata o privatizzata, ma si tratta di un bene pubblico, e quindi comuni devono essere le regole che lo normano.

 

vai alle info sul Master di II livello: 

http://www.unibl.it/site/energy-web-feltre.html

 

vai al sito del Master "Energy Web": http://www.iuav.it/Didattica1/master/master---I/Energy-web/index.htm
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