inceneritori, polveri sottili, micro e nano particelle, il veleno di ultima generazione è servito

20/giu/2012 19.50.00 AISPPD FONDAZIONE ONLUS Contatta l'autore

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ECOLOGIA – INCENERITORI, POLVERI SOTTILI, MICRO E NANO PARTICELLE – IL VELENO DI ULTIMA GENERAZIONE E’ SERVITO.

di novitainlibreria

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INCENERITORI, POLVERI SOTTILI, MICRO E NANO PARTICELLE – IL VELENO DI ULTIMA GENERAZIONE E’ SERVITO.

Elisabetta Bernardini

 

Una nuova minaccia incombe, oggi più che mai, sull’ambiente e sull’uomo, in nome di una politica ecologica mondiale non propriamente consona al rispetto della natura e alla salute dell’umanità, capace di produrre dei veleni deleteri per la salute, certamente mortali per l’uomo, le cosiddette “nano particelle”.

Sostanze fra le più piccole, le più tossiche e le più pericolose per la vita, di cui si abbia mai avuto notizia, le “nano particelle” derivanti dalla combustione ad altissime temperature dei rifiuti negli inceneritori, quei moderni impianti per lo smaltimento delle immondizie, un tempo definiti termovalorizzatori, costituiscono adesso una preoccupante fonte d’inquinamento, e senza dubbio la più subdola, vedremo più avanti perché, causando una serie di problematiche sulle quali occorre effettivamente soffermarsi e riflettere.

Scoperti e studiati a lungo da due ricercatori italiani, il Professor Stefano Montanari e la Dottoressa Antonietta Gatti, questi dannosi particolati inorganici, talmente piccoli da essere invisibili senza il supporto di un appropriato microscopio, sono il risultato di un procedimento chimico innescato dagli inceneritori, e che si traduce in un residuo di polveri sottili, formate appunto da micro particelle, che vanno poi a circolare nell’aria la quale, a sua volta, così contaminata, viene pericolosamente respirata attraverso i polmoni, non di meno viene introdotta nell’organismo attraverso l’apparato digerente, fino a compenetrarne gli organi, i tessuti, dentro alle cellule, nel DNA dando adito a quelle che ormai vengono definite “nano patologie”.

Dai risultati scaturiti da approfondite analisi effettuate su popolazioni che vivono in siti a ridosso degli inceneritori, emergono conferme chiare sulla responsabilità di questi impianti chimici nei confronti di alcune gravissime patologie riscontrate, dalle malformazioni fetali, ai tumori e alle leucemie, sia in persone adulte e sia nei bambini, in una percentuale tale da non lasciare spazio ai dubbi.

In Italia, esistono al momento cinquanta inceneritori attivi, fra cui quello più famoso di Brescia, mentre altri sono in via di attivazione, compresi quelli definiti “centrali a biomasse” che sono la stessa cosa, e nonostante i sempre più numerosi Comitati contrari a tali sistemi di smaltimento dei rifiuti presenti sul territorio, non esiste ancora da noi una legge che ne vieti l’installazione. Né si osserva un’omogeneità d’intenti da parte di grossi Enti, come la Legambiente, o di accademici, studiosi e ricercatori, che rivelano delle spaccature interne, suddividendosi tra favorevoli e contrari.

Un quadro che certamente non giova a favorire l’attuazione di un piano lineare e  programmato secondo i canoni di una migliore scienza applicata all’ecologia, quella dei “rifiuti zero” ideata dal professor Paul Connet, dove molti scarti rappresentano in verità delle risorse, e la dispersione e il depauperamento di molte energie sono risparmiati alla natura, affinché possa questa rigenerarsi, a vantaggio della salute dell’intero ecosistema.

Sullo sfondo di una situazione così delicata, oltre alla necessità di accrescere la consapevolezza dei rischi che si corrono utilizzando inappropriati sistemi di smaltimento dei rifiuti, è importante educare ogni singolo cittadino, dai bambini agli adulti, a fare un uso ragionevole delle risorse energetiche e ad attenersi a un consumo ottimale dei beni di cui oggi si può beneficiare. Evitando qualsiasi pubblicità ingannevole riguardo ai più attuali sistemi ecologici, contribuendo a rendere ognuno più sensibile e più responsabile, verso la tutela della Terra che le nuove generazioni erediteranno.

In ogni parte del mondo, vi sono al momento, esempi ecologici molto virtuosi, che ben fanno sperare se presi come esempio.

La città più pulita del mondo è San Francisco, a seguire la celebre area di Silicon Valley, sempre negli Stati Uniti, considerate come mete indiscusse della cosiddetta “green revolution”. In Italia la città più virtuosa è Vedelago, vicino a Treviso. In Francia in molti si stanno battendo per escludere gli inceneritori, e già un sito, quello di Clermont Ferrand, è stato respinto, mentre in Germania non esistono inceneritori, ma solo riciclo dei rifiuti. Si contano sulla punta delle dita, è vero, ma, di fatto, esistono e come tali vanno presi a modello, come prototipi da seguire se si vuole fare qualcosa di valido per la salvezza della nostra stessa vita.

Vedete, quanto espresso in queste poche righe, non è fantascienza ma realtà. E alla fine, se non s’interviene, può provocare danni irreparabili.

Sebbene in natura esistano polveri sottili emesse dai vulcani oppure dall’erosione delle rocce, ma anche dalla sabbia, si tratta comunque di polveri più grossolane, mai delle dimensioni così minime, microscopiche, come quelle sopra descritte, pari a 02- 100 nanometri, che non possono essere trattenute neppure dai filtri. L’emissione nell’aria di questo “veleno di ultima generazione”, inestinguibile, perché non si riduce col passare del tempo, prodotto dal cinismo e dall’insensatezza dell’uomo, rappresenta davvero un tragico motivo di preoccupazione per la salute di tutti, tale da doverci “tutti”, indistintamente Governi e Società civile, attivare, senza limitazione, al fine di attuare un’immediata risoluzione.

Oppure, come affermava il professor Lorenzo Tomatis, medico, ricercatore e studioso, di indiscussa grandezza, e di profonda sensibilità umana e professionale: ”Difficilmente le nuove generazioni ci perdoneranno questo suicidio ambientale”.

 

 

Approfondimenti 26 buoni motivi perché diciamo NO al “Termovalorizzatore” – Gassificatore – Inceneritore di Albano.

www.noinceneritorealbano.it

Approfondimenti

SI ALL’ENERGIA RINNOVABILE – SI ALL’EFFICIENZA ENERGETICA – NO ALLA CENTRALE TURBO GAS  

www.noturbogasaprilia.it 

 

 

SPORCHI DA MORIRE nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Di Marco Carlucci http://www.sporchidamorire.com/doc/index.php?lang=it

UN FILM DOCUMENTARIO PER RACCONTARE UN VIAGGIO LUNGO I LUOGHI DEGLI INCENERITORI DOVE NASCONO LE POLVERI SOTTILI, QUELLE MICRO E NANO PARTICELLE DERIVANTI DALLA COMBUSTIONE DEI RIFIUTI, CHE SONO DELETERIE PER L’AMBIENTE E MORTALI PER L’ORGANISMO UMANO.

Tema ampiamente affrontato nel film documentario firmato dal giovane regista italiano Marco Carlucci, “Sporchi da morire”, proiettato venerdì 15 giugno 2012 a Frascati (Roma) presso l’auditorium delle Scuderie Aldobrandini , nell’ambito del convegno “Rifiuti zero si può”.

Opera di grande valenza artistica e di profondo spessore culturale e scientifico, ispirato a un argomento tanto attuale quanto drammatico relativo allo smaltimento dei rifiuti e alle conseguenze che derivano da un’errata politica ecologica mondiale.

Il documentario è stato realizzato in formato digitale, e si propone principalmente di sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi di tutto il mondo su un argomento, forse sconosciuto alla maggior parte delle persone, ma effettivamente deleterio per la salute dell’ambiente e dell’umanità, ovvero, le micro particelle.

Questo residuo, velenoso, invisibile e dannoso, che scaturisce dalla combustione, ad altissime temperature, dei rifiuti posti negli inceneritori, moderni impianti di smaltimento delle immondizie, satura l’aria, rendendola nociva, letale, nelle zone circostanti ma anche altrove, per via dei venti, che lo trasportano per chilometri.

Il documentario, prodotto da Prima film, un distretto creativo e tecnologico indipendente, è stato realizzato con il contributo e con la partecipazione di numerose personalità del mondo scientifico, di medici e ricercatori, italiani e stranieri, politici, ecologisti, ambientalisti, celebrità della TV, per promuovere i valori di una cultura ecologica ispirata alla natura e al rispetto di questa, per una migliorata protezione dell’ambiente, e per la custodia dell’intero ecosistema . (E.B.)

 

 

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