comunicato stampa: Bullismo e ADHD - Relazini fantasma

12/feb/2008 20.10.00 Comitato GiùleManidaiBambini ONLUS Contatta l'autore

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BULLISMO E ADHD, RELAZIONI FANTASMA

 

Bullismo ed iperattività: maggior rischio "bulli" per i bambini Adhd?

 

I bambini iperattivi sarebbero a più alto rischio di episodi di bullismo,
ma la ricerca svedese è contestata dal Comitato nazionale italiano per la farmacovigilanza: "Questi sono fondi per la ricerca davvero sprecati: è una discutibile strategia
di alcuni per accreditare l'idea che l'Adhd sia una malattia biologica - dice Luca Poma, portavoce di Giù le Mani dai Bambini - affermazione non confermata
da alcuna prova scientifica certa".
Nonnis, neuropsichiatra infantile di Psichiatria Democratica:
"La 'diversità' non può essere di per se considerata una malattia, si cavalcano
dati già noti per validare l'Adhd come patologia, questo è davvero scorretto"

 

Le agenzia stampa italiane hanno rilanciato ieri la notizia di una ricerca dell'Università di Uppsala in Svezia, secondo la quale, esaminato un campione di 577 bambini, risulterebbe che coloro tra essi che sono classificati "Adhd" (la sindrome dei bambini troppo agitati e distratti) sarebbero a maggior rischio di bullismo. "Le associazioni 'affezionate' ad anfetamine e psicofarmaci per bambini - dichiara Luca Poma, portavoce del Comitato nazionale per la farmacovigilanza "Giù le Mani dai Bambini" - sostenute dai medici che le affiancano, tutti nomi già noti, colgono ogni occasione per riaffermare l'esistenza dell'Adhd come malattia biologica e psichiatrica, quando invece questo problema può avere mille cause, dimostrate con autorevoli ricerche scientifiche: dall'intolleranza a certi tipi di coloranti (ricerca pubblicata su Lancet recentemente) all'eccesso di metalli pesanti nel sangue, e molte altre. Inoltre è del tutto ovvio, direi banale, che un bambino agitato, distratto, 'diverso' dai suoi compagni, è più a rischio di episodi di bullismo, non serviva certo che ce lo confermasse l'Università di Uppsala, che forse potrebbe spendere meglio i fondi che lo Stato gli destina per la ricerca scientifica. E' inoltre eticamente discutibile cavalcare l'onda dell'interesse dei media per il bullismo al fine di tentare di riaffermare una strategia di medicalizzazione del disagio dei minori che non rende davvero un buon servizio ai minori". Enrico Nonnis, noto neuropsichiatra infantile di psichiatria democratica, afferma: "Che un bambino con problemi relazionali sia a rischio di bullismo è lapalissiano, ed il bimbo va certamente aiutato, ma ciò non significa che sia 'malato': l'Università di Uppsala si 'dimentica' infatti di dire che nessun marcatore biologico è mai stato individuato per questo problema di comportamento (l'iperattività, ndr). L'isolamento, la discriminazione ed il bullismo non si vincono certamente con una pastiglia di psicofarmaco, come certi colleghi vorrebbero fare intendere: la 'diversità' ed i problemi di relazione non possono essere considerati sistematicamente una malattia".

 

Per info e media: 337/415305 - portavoce@giulemanidaibambini.org
 

 
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