bambini, "sedicenti psicologi" nelle scuole a Bologna che consigliano psicofarmaci, esplode il caso anche in altri capoluoghi

15/feb/2008 12.49.00 Comitato GiùleManidaiBambini ONLUS Contatta l'autore

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COMUNICATO DEL 15/02/2008:
IL “CASO BOLOGNA” ESPLODE IN ALTRE CITTA’ D’ITALIA.

CISL SCUOLA NAZIONALE E CGD NAZIONALE CONTRO LA MEDICALIZZAZIONE A SCUOLA.

DURE PRESE DI POSIZIONE ANCHE DAL MONDO ACCADEMICO E POLITICO.

 

 

Dopo la denuncia di ieri per i “sedicenti psicologi” che in Emilia Romagna ignoravano le prudenze dell’ASL e - anche quando non necessario - consigliavano ai genitori psicofarmaci da somministrare ai bambini, piovono segnalazioni di casi analoghi da Messina, Belluno, Palermo, Roma, Sassari, Frosinone ed altre città. “La nostra penisola evidentemente è terra di conquista per gli sponsor dei farmaci psicoattivi - dichiara Luca Poma, del comitato nazionale per la farmacovigilanza ‘Giù le Mani dai Bambini’ -  ormai la medicalizzazione della scuola è un fatto: il Ministero della Pubblica Istruzione ha da 2 anni sul tavolo una circolare per regolare la materia, questa è la prova del fallimento delle istituzioni nel trattare questo tema”. CISL Scuola nazionale (Scrima): “queste ingerenze nella scuola devono essere fermate, i sedicenti esperti non devono più metter piede in un istituto scolastico, se è il caso intervenga anche la magistratura. Nel merito dei disturbi di comportamento, sono spesso problemi educativi, la scuola deve recuperare il rapporto con la famiglia, che è sovente compromesso”. CGD nazionale (Nava): “basta alle associazioni di ‘tuttologi’ che non hanno nulla a che fare con le dinamiche educative della scuola’. Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta: “i genitori non capiscono che le cause del disagio dei bimbi sono decine, invece applicano l’unica etichetta di ‘iperattivi’ per mettersi a posto la coscienza con lo psicofarmaco”. Catalano (San Raffaele): “no allo psicofarmaco come ‘bacchetta magica’”. Valpiana (PRC): “si contrabbandano terapie dannose per i bambini come soluzione ai problemi dei genitori”. Gasparrini (Presidente Udeur): “il mestiere di genitore è già difficile: siano educatori, non ‘promoter’ di psicofarmaci”

 

Sono due anni - dichiara Luca Poma, portavoce nazionale di ‘Giù le Mani dai Bambini’ (www.giulemanidaibambini.org) - che presso la competente Direzione Generale del Ministero Pubblica Istruzione giace una richiesta - completa di documentazione scientifica - per una circolare nazionale per porre ordine nella scuola ed evitare l’assalto da parte di “sedicenti esperti” che hanno stanno letteralmente invadendo le scuole in più città d’Italia (segnalazioni sono pervenute da Bologna, Roma, Frosinone, Sassari, Palermo, Messina, Belluno ed altre) propagandando l’uso di psicofarmaci come soluzione ai disagi comportamentali dei minori, ed il Ministro Fioroni è al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche appelli di risonanza pubblica. Il problema è stato ignorato, ora chi di dovere dovrà prendersi responsabilità tecniche e politiche per quanto sta accadendo in molte città d’Italia: il messaggio che si cerca di far passare con questi ‘corsi di informazione e specializzazione’ per insegnanti è che la strada per la soluzione del disagio è la medicalizzazione. C’è una selva di associazioni di genitori, sedicenti esperti della materia, che s’improvvisano conferenzieri nelle scuole, e se del caso anche medici, consigliando psicofarmaci ad altri genitori. Per forza poi assistiamo a ‘migrazioni’ come quelle avvenute a Bologna, dove i bambini vengono sottratti all’ASL di competenza - giustamente prudente nel somministrare molecole psicoattive a bimbi piccoli - e portati presso strutture dalla ‘ricetta facile’. Questo dimostra che i protocolli dell’Istituto Superiore di Sanità sono carenti: perché un bambino è sano a Bologna e malato altrove?”.

La CISL Scuola prende una posizione chiara per bocca del Segretario Nazionale Francesco Scrima: “queste ingerenze nella scuola devono essere fermate, e a questi ‘sedicenti esperti’ non deve essere più permesso di metter piede in un istituto scolastico, se del caso si faccia appello alla magistratura. Inoltre, la medicalizzazione della scuola è davvero un pericolo: i problemi comportamentali dei bambini sono spesso attribuibili alla situazione educativa. La soluzione è recuperare il rapporto della scuola con le famiglie, che sovente è compromesso”.

Il Presidente nazionale del ‘CGD - Coordinamento Genitori Democratici’ Angela Nava aggiunge: “siamo dinnanzi ad una vera e propria ‘delega educativa’ che coinvolge genitori e docenti: si dice che il problema è di competenza medica e si chiama in causa lo specialista. I genitori devono fare il loro lavoro di educatori, non entrare nelle scuole e disegnare scenari che inducono all’uso di psicofarmaci: lo psicofarmaco ‘tranquillizza’, in fondo noi adulti vogliamo stare più tranquilli e non siamo pronti ad accettare la sfida del disagio. Ormai poi sono ‘tutti esperti di qualcosa’, meno che di ciò di cui dovrebbero essere esperti davvero: le dinamiche educative”.

Fuoco di fila dal mondo scientifico ed accademico: Emilia Costa, decana di psichiatria dell’Università de ‘La Sapienza’ di Roma dice: “in quarant’anni di psichiatria ne ho viste tante, ma superficialità a questi livelli davvero mai: ‘tuttologi’ improvvisati che consigliano farmaci ai bambini? Un fatto gravissimo, ed i ‘nomadi della ricetta’ che vanno a caccia dello psicofarmaco anche quando non serve sono ignoranti e creduloni”. Enrico Nonnis, neuropsichiatria infantile di Psichiatria Democratica, aggiunge: “è folle, al giorno d’oggi qualsiasi situazione che va ad interferire con i processi scolastici deve avere una risposta medico-psichiatrica, e genitori ed insegnanti vedono la malattia come ‘rifugio’, e abdicano al proprio ruolo di educatori”. Il Prof. Marco Catalano, psichiatra del San Raffaele di Milano, dice “si attende l’ultimo minuto e poi ci si aggrappa allo psicofarmaco come fosse la ‘bacchetta magica’. La responsabilità è anche delle istituzioni, questi genitori dovrebbero essere formati in modo più adeguato”. Conclude il noto psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco: “questi disagi del comportamento ci sono sempre stati, il problema è che adesso sono tutti incanalati verso soluzioni farmacologiche. I genitori non capiscono che le cause del disagio di un bimbo sono decine e tutte diverse, e quindi ‘etichettano’ tutto sotto un’unica voce: l’iperattività, che ha la soluzione giù pronta, lo psicofarmaco. Poi ovviamente propagandano malamente questa soluzione nelle scuole e tra gli altri genitori, una specie di ‘mal comune - mezzo gaudio’ che allevia il peso delle loro responsabilità”.

Sostegno alla posizione di “Giù le Mani dai Bambini” anche dai molti esponenti del mondo istituzionale, tra i quali la Presidente dell’Udeur On. Rossi Gasparrini, che dichiara: “la scuola deve ritrovare centralità, basta con queste ‘ingerenze interessate’ dall’esterno. Il mestiere di genitore è già difficile: siano educatori, non ‘promoter’ di psicofarmaci”, e la Deputata di Rifondazione Comunista Tiziana Valpiana, che in più di un’occasione ebbe ad occuparsi di questi temi in corso di legislatura, conclude dicendo: “i genitori di oggi non sono pronti ad affrontare le difficoltà di un bimbo che cresce: chiediamoci come li facciamo vivere, questi piccoli, chiusi tra quattro mura, invece di medicalizzare i loro disagi con terapie dannose per i bambini che risolvono solo i problemi degli adulti”.

 

FINE COMUNICATO

 

Per media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305

 

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