Comunicato stampa
A rischio le ricerche nazionali e internazionali sulla scuola italiana
L'Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione si trova oggi di fronte a un paradosso.
Nonostante l'INVALSI disponga di risorse finanziarie adeguate e abbia autonomia decisionale, la sua dirigenza non ha ancora preso i provvedimenti opportuni per assicurare il proseguimento e il completamento delle ricerche nazionali e internazionali affidate all'Istituto.
Le attività di ricerca e dei servizi di supporto e sviluppo, infatti, sono svolte per oltre il 70% da lavoratori precari con il contratto in scadenza a giugno e solo meno di un terzo di loro ha una prospettiva di rinnovo fino a dicembre 2006.
Il personale a tempo indeterminato presente in Istituto, inoltre, vive da molti anni una situazione incerta e indefinita, poiché si tratta di personale in perenne posizione di comando proveniente dalla scuola e dal MIUR.
Il mancato rinnovo dei contratti a tutti i collaboratori significherebbe la perdita di 51 posti di lavoro e porterebbe inevitabilmente all'inadempienza dei compiti istituzionali dell'Invalsi: sarebbe, di fatto, la scomparsa di un Istituto che è lo strumento della promozione della cultura della valutazione nel nostro Paese.
La paralisi delle ricerche nazionali comporterebbe il mancato rispetto degli impegni assunti con le scuole e con le Regioni italiane.
L'arresto di importanti ricerche comparative promosse dall'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e dall'IEA (International Evaluation Association) taglierebbe l'Italia fuori dalla comunità scientifica internazionale sui temi della ricerca educativa.
Il personale è da oggi in stato di agitazione.
Frascati, 6 aprile 2006