Finanziaria: sull’agricoltura il disinteresse più assoluto da parte del governo e dei partiti politici Le imprese vanno verso il tracollo e nessuno interviene

03/dic/2009 11.43.49 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Finanziaria: sull’agricoltura il disinteresse più assoluto
da parte del governo e dei partiti politici
Le imprese vanno verso il tracollo e nessuno interviene
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi punta l’indice contro la scarsa considerazione nei confronti di oltre un milione e mezzo di famiglie. Tranne l’impegno di alcuni parlamentari, sia di maggioranza che di minoranza, sul settore primario c’è soltanto silenzio. Occorrono subito misure efficaci. Rinnovato l’appello per lo stato di crisi e per la convocazione urgente del Tavolo agroalimentare.
 
“Sull’agricoltura c’è il disinteresse più completo. Non è solo il governo ad essere sordo al grido d’allarme che viene da molto tempo dal settore. Anche da parte dei partiti politici non sembra esserci la dovuta attenzione. Se si escludono alcuni parlamentari, ai quali va il nostro più vivo ringraziamento, che si stanno impegnando per cercare di dare risposte valide alle esigenze dei produttori, sulla drammatica emergenza agricola sembra calato il silenzio più assoluto. Non si è, purtroppo, compresa la gravità della situazione, con aziende che chiudono e con altre che sono sempre più sull’orlo del tracollo”. A puntare l’indice è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che, in piena discussione della legge finanziaria alla Camera, insiste sulla necessità di introdurre misure concrete nella manovra economica per il 2010 e soprattutto sull’esigenza di dichiarare lo stato di crisi del settore e di convocare urgentemente il Tavolo agroalimentare a Palazzo Chigi.
“I problemi non sono soltanto, pur importanti, quelli della Fiat, dello stabilimento di Termini Imerese. Non si possono incontrare unicamente la Confindustria e i sindacati dei lavoratori dipendenti. Ci sono anche i problemi di oltre un milione e mezzo di famiglie che vivono di agricoltura. E’ una realtà -avverte Politi- che in molti, in troppi, sottacciono. Il governo, finora, si è limitato agli annunci e alle promesse, puntualmente, non mantenute. Sono state prese misure del tutto insufficienti per dare un vero sostegno alle imprese agricole. Nella finanziaria approvata a settembre scorso dal Consiglio dei ministri sono state addirittura tagliate risorse per oltre 550 milioni di euro. Poi, durante l’iter parlamentare, sono stati introdotti interventi (è il caso del Fondo di solidarietà per le calamità naturali e per la proroga al 31 luglio 2010 della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna), i cui finanziamenti vengono da altre ‘voci’ già destinate al settore. Il classico gioco delle tre carte”.
“Tuttavia, anche le forze politiche -aggiunge il presidente della Cia- hanno grandi responsabilità. Abbiamo ricevuto in questi mesi solo attestati di solidarietà che, però, non si sono tradotti in nulla di concreto. Se si esclude l’azione meritoria svolta da alcuni parlamentari, sia di maggioranza che di minoranza, dal fronte partitico c’è stata una scarsissima considerazione dei gravissimi problemi delle imprese agricole. Quello che rammarica di più è il fatto che quando ci sono questioni (indubbiamente anche rilevanti) relative ad altri settori produttivi, da parte dei partiti c’è una piena mobilitazione. Si fanno azioni parlamentari, si promuovono iniziative di ogni genere. Se si parla, invece, di agricoltura, l’attenzione scende in maniera verticale”.
“Per questo motivo renderemo ancora più forte ed incisiva la nostra mobilitazione con iniziative, anche con altre organizzazioni, sull‘intero territorio nazionale. E con l’occasione -conclude Politi- rinnoviamo l’appello affinché governo e partiti guardino all’agricoltura con un occhio diverso rispetto al passato. Bisogna intervenire in fretta, altrimenti si può aprire per moltissime imprese agricole una fase di non ritorno. E gli effetti saranno devastanti per l’intera economia italiana”.
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl