Emergenza agricoltura: anche Comuni, Province e Regioni chiedono la convocazione urgente del Tavolo agroalimentare e lo stato di crisi del settore

Il confronto tra governo e le varie componenti della filiera è essenziale per dare risposte valide all"attuale drammatica crisi agricola.

03/dic/2009 12.02.35 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Emergenza agricoltura: anche Comuni, Province
e Regioni chiedono la convocazione urgente
del Tavolo agroalimentare e lo stato di crisi del settore
 
La mobilitazione e le richieste della Cia hanno ricevuto da molti Enti locali un deciso sostegno. Il confronto tra governo e le varie componenti della filiera è essenziale per dare risposte valide all’’attuale drammatica crisi agricola. Indispensabile rinviare i pagamenti contributivi e tributari degli agricoltori.
                                                                                            
Subito il Tavolo agroalimentare a Palazzo Chigi e la dichiarazione dello stato di crisi per il settore agricolo. Non sono soltanto gli agricoltori a sollecitarli, ma anche decine di Consigli comunali e provinciali, che hanno approvato degli appositi ordini del giorno, diversi assessori regionali all’Agricoltura. Non è mancato neanche l’appoggio di alcuni governatori delle Regioni che, durante gli incontri che si sono tenuti in questi giorni di mobilitazione, si sono espressi per azioni urgenti nei confronti delle imprese che stanno vivendo un momento di grave emergenza. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che sta ricevendo tantissimi attestati di sostegno alle sue richieste evidenziate nelle molteplici iniziative, promosse anche con altre organizzazioni, che si stanno sviluppando in tutto il territorio nazionale.
Sia il Tavolo agroalimentare che lo stato di crisi -avverte la Cia- vengono ritenuti dai rappresentanti degli Enti locali due passaggi fondamentali per affrontare l’attuale delicata situazione del mondo agricolo italiano. Un confronto tra tutte le componenti della filiera (dal campo alla tavola) e il governo (rappresentato, in particolare, dal premier Silvio Berlusconi, dai ministri dell’Economia Giulio Tremonti, dell’Interno Roberto Maroni e delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia) è essenziale proprio per individuare le misure più idonee per far uscire moltissime imprese da un coma profondo. Non solo. Occorre che vengano date subito risposte concrete al fine di stemperare le forti tensioni che si registrano in queste settimane nelle campagne italiane. E’, infatti, a rischio lo stesso ordine pubblico.
Di uguale importanza la dichiarazione dello stato di crisi. In questo modo -rileva la Cia- si darebbe una boccata d’ossigeno alle imprese in difficoltà con il rinvio dei pagamenti sia tributari che contributivi che, altrimenti, non sarebbero in grado di assolvere.
Da parte di molti Enti locali, a differenza del governo, è stata compresa la gravità della crisi dell’agricoltura. Il loro sostegno -rimarca la Cia- nasce soprattutto dalla forte mobilitazione sul territorio che, finora, ha visto scendere nelle piazze migliaia di agricoltori. Una protesta vigorosa e tenace per denunciare una realtà, quella agricola, sempre più disastrata, con costi stellari (produttivi, contributivi e burocratici) e prezzi sui campi in caduta libera.
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