Agricoltura: Politi, il ministro Zaia dovrebbe valorizzare tutti “i campanili”. In Italia non si produce solo prosecco e radicchio

In Italia non si produce solo prosecco e radicchio Agricoltura: Politi, il ministro Zaia dovrebbe valorizzare tutti "i campanili".

10/dic/2009 11.39.16 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: Politi, il ministro Zaia dovrebbe valorizzare tutti “i campanili”. In Italia non si produce solo prosecco e radicchio
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi critica le dichiarazioni rese in un’intervista radiofonica dal titolare del ministero delle Politiche agricole alimentare e forestali.
 
“Il nostro ministro, Luca Zaia non perde occasione pubblica e mediatica per condurre la sua crociata per il prosecco e contro lo champagne. L’agricoltura italiana dispone di un patrimonio produttivo che annovera più di 8000 tipicità e specialità, molte anche nel comparto vitivinicolo. Quando si ignorano produzioni come lo spumante e si denigrano produzioni estere non se ne avvantaggia né l’agricoltura italiana, né l’economia, né i consumatori”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, commenta le dichiarazioni del ministro Zaia, rilasciate durante un’intervista radiofonica trasmessa nella giornata di ieri.
            “Una recente ricerca -continua Politi- condotta dal Centro d'ascolto dell’informazione radiotelevisiva, indica il radicchio trevigiano come la produzione più citata, nel 2008, all’interno delle programmazioni. Certamente il radicchio come il prosecco sono due produzioni di eccellenza del ‘made in italy’ ed è giusto valorizzarle, però bisognerebbe trovare maggiore equilibrio e lasciare spazio anche per la promozione di tutti gli altri prodotti, che contribuiscono a trainare il sistema agricolo e alimentare. Mi vengono in mente -ha concluso Politi- solo per citare alcuni esempi, prodotti straordinari come gli agrumi, l’uva da tavola, pomodori e pecorini spesso ‘desaparecidos’ nelle dichiarazioni promozionali del nostro ministro. Ricordo che il ‘made in Italy’ agro-alimentare vince nel mondo con la sua varietà e diversificazione e non con ‘panieri di campanile’”.
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