Inflazione: l’agricoltura dà un colpo di freno alla corsa dei prezzi alimentari sugli scaffali. Per le quotazioni sui campi è sempre crollo

16/dic/2009 12.22.31 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: l’agricoltura dà un colpo di freno alla corsa dei prezzi alimentari sugli scaffali. Per le quotazioni sui campi è sempre crollo
 
 
La Cia evidenzia che anche a novembre i listini agricoli all’origine hanno segnato un calo del 6,5 per cento, con punte del meno 20-30 per cento per il grano duro e del 15,7 per cento per la frutta. Comunque, al dettaglio alcuni prodotti restano ancora cari, pur non registrando i picchi degli ultimi anni.
 
 
L’agricoltura dà un colpo di freno alla corsa degli agroalimentari sugli scaffali. Il crollo dei prezzi registrato sui campi (meno 6,5 per cento a novembre, che fa seguito al meno 12,2 per cento di ottobre, al meno 12,5 per cento di settembre e al meno 16 per cento di agosto) riporta i listini al dettaglio su livelli più accessibili, anche se alcuni prodotti rimangono ancora cari, comunque, sempre molto al di sotto delle quotazioni raggiunte negli ultimi anni. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati Istat sull’inflazione a novembre. Mese in cui nel settore agroalimentare si registra un aumento dello 0,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008 e nessuna variazione nei confronti dell’ottobre scorso.
Il calo dei prezzi all’origine -ricorda la Cia- ha interessato la maggior parte dei comparti agricoli. Particolarmente accentuata è la flessione registrata dai cereali, che segnano un meno 11,8 per cento, con punte anche del 20-30 per cento per il grano duro e quello tenero. Un vero tracollo si è avuto, soprattutto, per la frutta (meno 15,7 per cento).
Non diverso il quadro registrato nel comparto dei vini, i cui listini sono scesi, sempre a novembre scorso, del 15,8 per cento. Un’ ulteriore diminuzione -rimarca la Cia- si segnala anche per i prodotti lattiero-caseari (meno 5,3 per cento), per i suini (meno 8,5 per cento) e per i bovini (meno 1,6 per cento).
Per quanto riguarda, invece, i listini al dettaglio, si hanno aumenti soprattutto per i prodotti agroalimentari “trasformati”, anche se di minore intensità rispetto agli andamenti registrati sia a settembre che a ottobre. Ritocchi, anche se lievi, al rialzo si hanno per il pane, per alcuni derivati dei cereali e per la carne bovina. Diversa la situazione per i prodotti “freschi” (soprattutto frutta), i cui prezzi al dettaglio, soprattutto in conseguenza della caduta verticale dei listini all’origine, non registrano impennate dei prezzi sia rispetto ad ottobre scorso che nei confronti dello stesso periodo del 2008.
 
    Prezzi agricoli in discesa a novembre 2009
(var.% su novembre 2008)

Cereali -11,8
Frutta fresca e secca -15,7
Vini ed altre bevande -15,8
Latte e derivati -5,3
Bovini e bufalini -1,6
Suini -8,5

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