Natale a tavola: ogni famiglia spenderà 225 euro. La tradizione “made in Italy” batte salmone, caviale, frutta esotica e champagne

La tradizione "made in Italy" batte salmone, caviale, frutta esotica e champagne Secondo un'indagine della Cia, la spesa per le feste dovrebbe segnare un aumento in termini valutari intorno all'1 per cento in più rispetto allo scorso anno, mentre in quantità si dovrebbe registrare un andamento molto stabile (più 0,3 per cento).

16/dic/2009 13.07.55 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Natale a tavola: ogni famiglia spenderà 225 euro. La tradizione
“made in Italy” batte salmone, caviale, frutta esotica e champagne
 
Secondo un’indagine della Cia, la spesa per le feste dovrebbe segnare un aumento in termini valutari intorno all’1 per cento in più rispetto allo scorso anno, mentre in quantità si dovrebbe registrare un andamento molto stabile (più 0,3 per cento). Per un totale che supererà i 3,4 miliardi di euro. Bene vini e spumanti, frutta fresca e secca, verdure e dolci. In risalita anche i consumi di pane e pasta.
 
Per imbandire le tavole di Natale ogni famiglia italiana spenderà, in media, 225 euro. Intorno all’1 per cento in più, in termini valutari, rispetto allo scorso anno e lo 0,3 per cento in più in termini quantitativi. Per un totale che supererà i 3,4 miliardi di euro. Quindi, nonostante la difficile crisi economica, non ci sarà crollo. Anzi, il trend non dovrebbe discostarsi di molto da quello registrato nel 2008. La stima viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha compiuto un’indagine sulla base dell’andamento della compravendita nei vari passaggi della filiera agroalimentare e ai dati relativi al commercio estero.
A tavola, sia per il cenone della vigilia che per il pranzo di Natale, vincerà ancora una volta la tradizione e le preferenze -afferma la Cia- andranno anche quest’anno per i prodotti “made in Italy”, ovviamente con grande oculatezza nella spesa. Non ci saranno, quindi, acquisti folli. Salmone, ostriche, caviale e frutta esotica ancora una volta con il contagocce. E lo spumante anche in questa occasione trionferà sullo champagne.
A trionfare sulle nostre tavole saranno, dunque, le produzioni nazionali. E la spesa alimentare delle feste natalizie sarà così ripartita: carni e insaccati (18,5 per cento del totale), pesce (11,8 per cento), pane e cerali (14,6 per cento), latte, formaggi e uova (13,1 per cento), frutta e ortaggi (15,2 per cento), vini e spumanti (14,2 per cento), dolci (12,6 per cento).
Dalle stime si ricava che -sottolinea la Cia- gli italiani, sempre più attenti ai conti, proprio a causa di una precaria situazione economica, indirizzeranno i loro acquisti verso prodotti enogastronomici più abbordabili sotto l’aspetto economico. Pochi, quindi, i cibi di “fascia alta”. Si guarderà, invece, molto al prodotto tipico legato al territorio.
Andranno abbastanza bene -segnala l’indagine della Cia- gli acquisti di dolci (più 1,2 per cento), di frutta, sia fresca che secca, e di verdure (più 1,3 per cento). In picchiata, a contrario, i consumi di frutta esotica (tanto ricercata negli anni passati): ananas, avocado, banana, mango. Prodotti che dovrebbero avere una diminuzione superiore al 20 per cento.
In risalita anche i consumi di pane e pasta (rispettivamente, 0,8 e 0,7 per cento). Mentre ancora un trend al ribasso (seppur lieve) ci sarà per carni e insaccati (meno 0,4 per cento) e per i formaggi (meno 0,5 per cento). Tuttavia, per questi comparti, dopo le forti diminuzioni, soprattutto per le carni bovine, avutisi nei mesi passati, si stanno notando evidenti segni di risveglio.
Una soddisfacente performance dovrebbe essere registrata anche dai vini, in particolare quelli rossi. Secondo l’indagine della Cia, si dovrebbero stappare circa 80 milioni di bottiglie, il 95 per cento di produzione italiana, con una crescita del 1,5 per cento nei confronti dello scorso anno. Stesso discorso per gli spumanti che dovrebbero registrare un aumento negli acquisti del 2,5 per cento.
Per gli acquisti dei prodotti agroalimentari da consumarsi durante le prossime feste natalizie, le oltre 23 milioni di famiglie italiane si rivolgeranno in prevalenza alla grande distribuzione commerciale (56 per cento), seguita dai negozi tradizionali (24 per cento), dai mercatini locali (18 per cento), e da internet (2 per cento).
 
La tavola delle famiglie italiane a Natale
(dati in quantità)

Carni e insaccati -0,4%
Formaggi -0,5%
Dolci +1,2%
Frutta e verdura +1,3%
Frutta esotica -20%
Vini +1,5%
Spumanti +2,5%
Pane +0,8%
Pasta +0,7%


Così sarà ripartita la spesa alimentare a Natale
(dati in percentuale)

Carni e insaccati 18,5
Latte, formaggi e uova 13,1
Dolci 12,6
Frutta e verdura 15,2
Vini e spumanti 14,2
Pane, pasta e derivati dei cereali 14,6
Pesce 11,8

Stime Cia-Confederazione italiana agricoltori



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