Finanziaria: per l’agricoltura non c’è nulla da gioire Interventi totalmente insufficienti per dare risposte valide ai produttori. Per il settore è sempre emergenza

Per il settore è sempre emergenza Il presidente della Cia Giuseppe Politi: registriamo soltanto piccoli passi avanti, ma i problemi restano tutti.

17/dic/2009 13.04.25 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Finanziaria: per l’agricoltura non c’è nulla da gioire
Interventi totalmente insufficienti per dare risposte
valide ai produttori. Per il settore è sempre emergenza
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi: registriamo soltanto piccoli passi avanti, ma i problemi restano tutti. Non adeguati i finanziamenti al Fondo di solidarietà per le calamità naturali (di cui 140 milioni tolti agli agricoltori). Serve una stabilizzazione della fiscalizzazione degli oneri sociali. Nessuna agevolazione per il gasolio. Il voto di fiducia ha bloccato la discussione e eventuali altre correzioni da parte del Parlamento. La mobilitazione proseguirà. Rinnovata la richiesta per la dichiarazione dello stato di crisi e per la convocazione a Palazzo Chigi del Tavolo agroalimentare.
 
“Una finanziaria 2010 molto ‘magra’, per non dire totalmente insufficiente, per l’agricoltura. Registriamo soltanto piccolissimi passi avanti che, tuttavia, non danno le risposte che i produttori agricoli attendevano. Quindi, non c’è nulla da gioire o da cantare vittoria. Dispiace che il governo, ancora una volta insensibile al grido d’allarme che si leva dalle nostre campagne, abbia posto la fiducia, precludendo così ogni altro intervento di modifica da parte del Parlamento”. E’ quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
“Sia i finanziamenti per il Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali (di cui 140 milioni tolti agli agricoltori) sia la fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna (serviva una stabilizzazione delle agevolazioni), pur migliorativi rispetto alla prima stesura della legge finanziaria da parte del governo (e questo è stato ottenuto anche grazie alla nostra mobilitazione), non sono in grado di ridare quel sostegno che oggi -avverte Politi- è indispensabile alle imprese che stanno vivendo una delle crisi più difficili e complesse degli ultimi trent’anni”.
“Nella manovra economica per il prossimo anno ci sono misure -aggiunge il presidente della Cia- che non premettono affatto di coprire i gravosi costi (produttivi, contributivi e burocratici) che gli agricoltori sono costretti a sostenere, insieme al crollo dei prezzi praticati sui campi. Gli stessi interventi per l’accesso al credito e per i mutui risultano poca cosa davanti ad un’emergenza che, giorno dopo giorno, diventa sempre più drammatica. Oltretutto, per finanziare alcune ‘voci’ sono stati sottratti soldi che già erano stati destinati al mondo agricolo. Il classico gioco delle tre carte che non è certo un elemento qualificante”.
“Nella finanziaria -rimarca Politi- mancano anche le indispensabili agevolazioni fiscali per il gasolio, al fine di ridurre i costi per, già molto pesanti, per le imprese. Come Cia avevamo sollecitato l’esigenza di estendere a tutte le attività agricole e zootecniche l’accisa zero per il gasolio e la riduzione al 4 per cento dell’aliquota Iva sui carburanti utilizzati nelle attività agricole per l’intero 2010”.
“Indubbiamente, non resteremo fermi. La nostra mobilitazione -sostiene il presidente della Cia- proseguirà in tutto il territorio nazionale. Bloccata la finanziaria, cercheremo altre vie per garantire reali sostegni alle imprese agricole. Per tale ragione, davanti ad uno scenario allarmante con agricoltori che rischiano di cessare la propria attività, rinnoviamo la richiesta per la dichiarazione dello stato di crisi del settore. Un passaggio importante per rinviare tutti quei pagamenti (contributivi, fiscali e bancari) che i produttori non sono in grado di assolvere. E nello stesso tempo ribadiamo l’esigenza di convocare in tempi brevi a palazzo Chigi il Tavolo agroalimentare, al fine di discutere con tutti i soggetti della filiera i gravi problemi che assillano migliaia di aziende”.
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