Natale: brindisi all’insegna del “made in Italy” . Si stapperanno oltre 90 milioni di bottiglie: otto su dieci nazionali. Ancora una volta battuto lo champagne. Una crescita del 3,2 per cento dei consumi

Natale: brindisi all'insegna del "made in Italy".

21/dic/2009 14.34.33 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Natale: brindisi all’insegna del “made in Italy”. Si stapperanno
oltre 90 milioni di bottiglie: otto su dieci nazionali. Ancora una volta battuto lo champagne. Una crescita del 3,2 per cento dei consumi
 
Per le prossime feste -avverte la Cia- si spenderanno per brindare circa 820 milioni di euro, il 2,4 per cento in più rispetto allo scorso anno. Le “bollicine” nazionali sempre più apprezzate nel mondo. Dopo la Francia, siamo i secondo esportatori con più di 172 milioni di bottiglie. Il 72 per cento del consumo nazionale avviene in 25 giorni (dal 10 dicembre al 6 gennaio). Nel 2008 sono state 328,4 milioni le bottiglie vendute, con un fatturato di 2,6 miliardi di euro. Un trend che le prime stime confermano anche per il 2009.
 
Niente “flop” per i brindisi delle feste natalizie. Niente crisi, soprattutto, per lo spumante “made in Italy”. Un’ulteriore conferma del momento felice delle “bollicine nostrane”: Tra Natale, Capodanno ed Epifania salteranno in aria circa 90 milioni di tappi nazionali, con un aumento, in quantità, del 3,2 per cento rispetto al 2008 e con una spesa complessiva di 820 milioni di euro (il 2,4 per cento in più nei confronti dello scorse festività). A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale viene premiato l’ottimo rapporto qualità-prezzo delle nostre produzioni.
Ad allietare le tavole delle feste saranno, dunque, sette bottiglie su 10 di spumanti dolci e aromatici nazionali (Asti Docg e Prosecco Doc Conegliano Valdobbiadene in testa). Dall’inizio di dicembre e fino al prossimo 6 gennaio si stapperanno nelle nostre case e nei locali più 112 milioni di bottiglie nazionali e 5,5 milioni di importazione (Francia e Spagna in particolare). Nettamente battuto, pertanto, è ancora una volta lo champagne.
La Cia sostiene che il 60 per cento delle bottiglie di spumante verrà stappato in famiglia. A prevalere nelle case degli italiani sarà lo spumante dolce (57 per cento), seguito da quelli secchi e brut e dallo champagne. E questo conferma che la qualità delle nostre produzioni continua ad essere una formidabile arma vincente, visto i consensi che esse stanno registrando.
D’altra parte, i numeri parlano chiaro: più di 2,6 miliardi di euro il giro d’affari globale; nel 2008 328,4 milioni di bottiglie vendute, 304,7 milioni (92,7 per cento del totale) con metodo Charmat-italiano ( (Asti, Prosecco) e 22 milioni (7,3 per cento del totale) con metodo classico (Trento Doc, Oltrepò Pavese, Franciacorta. L’Italia con oltre 172 milioni di bottiglie, dopo la Francia con 196,5 milioni di bottiglie e prima della Spagna con 157 milioni, è -come rileva il Forum degli Spumanti d’Italia- il secondo paese al mondo per l’esportazione di “bollicine”. Un trend che le prime stime confermano anche per il 2009.
Le “bollicine” nostrane -rileva la Cia- si stanno sempre più affermando sui mercati internazionali. Gli spumanti italiani stanno conquistando spazi ai danni dei francesi. I principali consumatori di spumante “made in Italy” sono gli statunitensi e i tedeschi. Un positivo trend si sta, comunque, ottenendo anche in Giappone, Russia, e Gran Bretagna. Forti incrementi si sono avuti anche in Svizzera, Svezia, Cina, Norvegia e Polonia.
Per gli spumanti italiani è, dunque, un momento di gloria. Se il 2008 ha fatto segnare importanti successi e veri record per la qualità nazionale, anche il 2009 -avverte la Cia- registrerà un andamento nettamente favorevole sia nei consumi nazionali che nelle esportazioni (cresciute nel primo semestre di oltre il 15 per cento). Successi che si riscontrano soprattutto tra i giovani che stanno riscoprendo il sapore e l’aroma caratteristici degli spumanti. In testa alle preferenze resistono quelli dolci, ma sono in netta risalita anche i secchi, brut e quelli prodotti con metodo classico.
 
 
 
Le cifre degli spumanti “made in Italy”
 
• 328,4 milioni bottiglie di spumanti italiani, di cui 23,7 milioni con metodo classico e 304,7 milioni con metodo Charmat.
 
• 156,4 milioni bottiglie di produzione nazionale e consumate in Italia.
 
• 166,3 milioni bottiglie, il consumo globale in Italia compreso gli spumanti importati.
 
• 172,8 milioni bottiglie spedite nei 25 paesi Ue e nel mondo.
 
• 72 per cento del consumo nazionale avviene in 25 giorni (dal 10 dicembre al 6 gennaio).
 
• 2,6 miliardi di euro è il fatturato degli spumanti italiani.
 
• 2,8 bottiglie il consumo pro-capite all’anno in Italia.
 
 
 
 
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