Maltempo: agricoltura devastata. Danni per oltre 200 milioni di euro. L’acqua distrugge coltivazioni e serre. Aziende agricole isolate dalla neve

08/gen/2010 12.53.09 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Maltempo: agricoltura devastata. Danni per oltre
200 milioni di euro. L’acqua distrugge coltivazioni
e serre. Aziende agricole isolate dalla neve
 
Secondo la Cia, le abbondanti e persistenti piogge e le esondazioni dei fiumi (in particolare Tevere e Arno) stanno avendo conseguenze pesanti per le campagne. Campi di ortaggi spazzati via. In alcune zone deve essere effettuata la risemina per i cereali. Compromesso l’assetto idrogeologico di diversi terreni agricoli. E’ emergenza per gli agricoltori che già vivono una situazione drammatica, con tagli record per i redditi e per i prezzi.
 
Superano i 200 milioni di euro i danni causati all’agricoltura dall’ondata di maltempo che da giorni imperversa sul nostro Paese. La stima, ancora provvisoria, è della Cia-Confederazione italiana agricoltori che, attraverso un primo monitoraggio, ha tracciato una mappa degli effetti provocati soprattutto dalle piogge e dalle esondazioni dei fiumi (Arno e Tevere) sia ai terreni coltivati che alle strutture aziendali, come serre e stalle. Moltissime, soprattutto al Nord, le aziende agricole isolate dalle copiose nevicate.
Situazioni particolarmente difficili si registrano nel Centro-Sud Italia, in particolare in Toscana e Lazio, dove la pioggia persistente ha provocato in più parti lo straripamento di fiumi e canali. Vaste aree di campagna sono state coperte dalle acque e i danni sono ingenti. Colpite pesantemente le colture. Sono andate distrutte coltivazioni in campo aperto di ortaggi e verdure. Spazzate via intere produzioni di insalata, di cavoli, di cavolfiori, di cicoria, di radicchio, di carciofi, di verza, di spinaci. Mentre sono stati devastati dalle acque i campi appena seminati a cereali. In alcune zone deve essere effettuata la risemina del grano.
Secondo la Cia, la furia della pioggia e degli smottamenti hanno sradicato anche alberi da frutta e danneggiato seriamente serre, stalle e strutture aziendali, anch’esse allagate, compromettendo lo stesso assetto idrogeologico dei terreni.
Gravi i disagi per gli agricoltori. Le esondazioni dei fiumi hanno reso impraticabili moltissime strade di campagna, compromettendo -sottolinea la Cia- l'equilibrio stesso dei terreni coltivati. Anche la neve (in particolare in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Emilia Romagna) ha isolato diverse aziende agricole e creato grandi difficoltà nel trasporto di latte e all’approvvigionamento di foraggio per il bestiame.
La Cia solleciterà la delimitazione delle zone colpite al fine di richiedere lo stato di calamità naturale. Tanto più che si continuano a registrare anche grandi difficoltà nei collegamenti nelle strade di campagne e in quelle che conducono nei centri rurali.
Questi nuovi danni -afferma la Cia- rendono ancora più difficile lo scenario della nostra agricoltura che già attraversa una fase di grande crisi. Gli imprenditori agricoli hanno visto crollare i propri redditi (meno 25,3 per cento nel 2009) e i prezzi praticati sui campi (meno 6,5 per cento a novembre, che fa seguito al meno 12,2 per cento di ottobre, al meno 12,5 per cento di settembre e al meno 16 per cento di agosto) e diminuire sempre di più la loro competitività sui mercati.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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