Benzina: il caro-gasolio mette in difficoltà anche l’agricoltura Subito l’“accisa zero” per tutte le attività agricole e zootecniche

08/gen/2010 12.55.41 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: il caro-gasolio mette in difficoltà anche l’agricoltura
Subito l’“accisa zero” per tutte le attività agricole e zootecniche
 
La Cia evidenzia con preoccupazione gli effetti negativi dei nuovi rincari petroliferi sui redditi dei produttori. Indispensabile un immediato chiarimento sul “bonus serre”. L’onere della “bolletta energetica” riduce la competitività e aggrava la già precaria gestione aziendale. Occorre anche ridurre al 4 per cento l’aliquota Iva sui carburanti utilizzati nelle campagne a tutto il 2010.
 
Il caro-carburante mette in difficoltà anche l’agricoltura. I nuovi rincari di benzina e gasolio si stanno traducendo in ulteriori ostacoli per gli imprenditori agricoli, che sono già alle prese con un crollo verticale dei redditi e una caduta libera dei prezzi sui campi. Da settembre a dicembre scorso la “voce” carburanti agricoli è cresciuta tra il 5 e il 6 per cento. E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori che rinnova la sua richiesta di estendere da subito a tutte le attività agricole e zootecniche l’”accisa zero” per il gasolio, comprese, quindi, le colture sotto serra, che l’Ue vuole cancellare e sulla quale serve un chiarimento da parte delle nostre istituzioni preposte. Ad esso si deve necessariamente aggiungere la riduzione al 4 per cento dell’aliquota Iva sui carburanti utilizzati nelle attività a tutto il 2010.
Le imprese agricole che più hanno risentito dell’aumento del carburante sono -sottolinea la Cia- quelle serricole che fanno uso del gasolio per riscaldare gli ambienti dove si coltivano, in particolare, ortaggi, fiori e piante. Ma anche nella zootecnia i consumi di carburante hanno fatto sentire i loro effetti, soprattutto per quello che concerne il riscaldamento delle stalle e gli impianti di mungitura. Stesso discorso per le macchine agricole, il cui utilizzo ha fatto crescere gli oneri per le aziende nella voce energetica.
Anche i produttori agricoli, al pari dei consumatori, continuano così -rileva la Cia- a subire le negative conseguenze dei rincari registrati nel campo energetico. Aumenti che si sono contrapposti alla costante diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli praticati sui campi che nel 2009 dovrebbero segnare una discesa superiore al 10 per cento, con punte del 20-25 per cento per il grano duro, del 16 per cento per la frutta e del 15 per cento per i vini.
 
 
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